Sui sogni e altri demoni

Ho smesso di sognare. Se avete presente le illusioni, il desiderio e il suo legame con la speranza avete capito a che tipo di sogni mi riferisco.
L’evento non è stato istantaneo, non c’è nessun trauma in particolare nè serie di eventi più o meno drammatici che mi hanno condotto verso questa sorta di veglia razionale. Me ne sono accorto, tutto qua, con una specie di presa coscienza, come una sorta di intuizione rivelatrice.
Una delle contropartite ottenute da questa scomparsa è la forte svalutazione dell’ansia. Il
tormento che illividisce il viso, l’agitazione scaturente da motivi di preoccupazione validi o fatui sono stati in cui rientro con notevole difficoltà e che comunque mi macchiano solo in maniera superficiale.

L’abbandono dell’onirismo ha la forma di una scala disomogenea, i gradini sono l’uno diverso dall’altro. I vagheggiamenti che andavo a perdere erano via via meno utopistici, meno pregiati. Le mie pretese calavano, proporzionalmente calava la mia sete. Mi ritrovo con una visione tanto concreta delle cose che l’ambizione non è una spinta ad ottenere, piuttosto un’ideale deviato, un istinto al soddisfacimento personale gonfiato oltre la pratica necessità.
Qualcuno mi potrebbe indicare come spiegazione la crescita (termine di cui in questi tempi sto abusando, me ne scuserete), ipotesi troppo flebile. Effettivamente al raggiungimento di determinate mete, le più agognate, ci si dovrebbe placare. Ma la perversione umana non ha limiti, e se non si hanno più idoli da conquistare se ne creano degli altri… nel caso le proprie capacità non siano più sufficienti, o nell’ipotesi peggiore inadatte, si farà in modo che i nostri sogni diventino altrui. Guidare qualcuno ad una brama non del tutto sua e spingerlo verso la conquista. Questa situazione potrebbe essere addirittura più appagante. Il discorso parrebbe una spinta all’alienazione, ma non credo sia così terribile. In pratica i nostri sogni sono sempre figli di un’induzione esterna.

Non sono interessato ad alcun tipo di cura, non sono preoccupato nè tantomeno dispiaciuto. Il realismo in cui sono entrato è uno stato come un altro, non ha per niente la forma di una devianza psicotica o del principio di depressione. Questa è semplicemente una mia forma mentis ed ha poco a che fare con il lassismo e l’indolenza.
Non sento la necessità di redimermi.

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28 risposte a “Sui sogni e altri demoni

  1. Mi fa pensare all\’assenza di linfa. Questa è la prima immagine che mi viene in mente. Poi ci penso. E mi rendo conto che è quasi inevitabile che accada quello che hai appena descritto essere il tuo modo razionale di vivere (se non ho capito male).
    Nel senso che ci sono momenti in cui, personalmente parlando, una raffica di pensieri invadono la mia testolina diesel, che quindi va in palla, e mentre va in palla le passano di fronte un sacco di situazioni, immagini, incontri, fatti inevitabili della vita, esperienze deludenti, insomma, ad un tratto scendo dalle mie preziose nuvole (di sogni e speranze) e mi vengono i conati di vomito dati da attacchi di panico, ansia e tutto ciò che può provocare la sensazione di perdita del terreno sotto ai piedi. Tutto questo naturalmente avviene nella mia testolina, invisibile agli altri. Sai il cartone animato con la gocciolina vicino alla fronte, della serie "ehmmmm…!"?
    Insomma la follia appartiene a tutti. Nessuno è senza. Io penso che se non avessi nemmeno un briciolo di sogno (non utopia, ma sogno) impazzirei. Ed è quello che probabimente accadràun giorno, ne sono sicura. La vedo quasi come una cosa della vita, inevitabile. Ora, non pensare che io sia un\’instabile folle, ma credo che vivere razionalmene tutto, sia una gran bella difesa, psic0logia da 4 soldi a parte, e che anche essere tanto sognatori lo sia. Dunque? Dunque nessuno è salvo da se stesso.
    Oddio….ma che ho scritto????!!!! Non mi va di studiare…vedi cosa accade in sede di esami?!!! Grrrrrrrrrrr
     

  2. caro josefk, anche a me è capitato di abbandonarmi ad una sconfortante mancanza di sogni. molto spesso momenti del genere scaturiscono da un incontro/scontro molto forte con la realtà presente e viva, dove per realtà intendo il mondo tutto con contraddizioni, raccomandazioni, vaneggiamenti, assenza di sentimento, lassismo, frequente negazione dell\’esistenza.
    Smettere di sognare implica con buona approssimazione dover scendere a patti con quanto detto sopra, prospettiva che indubbiamente può portare a discreti risultati qualora ci si armi di una buona dose di cinismo (e d\’altro canto tu stesso scrivi "Una delle contropartite ottenute da questa scomparsa è la forte svalutazione dell\’ansia."
    Ma sai com\’è…il cinismo è una coperta corta e richiede un\’applicazione costante della pazienza (pregio di cui prsonalmente mi sento totalmente sprovvisto).
     
    spero di non aver frainteso il senso del post, ma tali sono le riflessioni eleborate dai pochi neuroni rimasti funzionali nella mia testa dopo la seconda magra figura della nazionale.

  3. Devo aver pubblicato questo post con eccessiva leggerezza, sembra quasi di aver prodotto "preoccupazione" (o è magari il mio ego che me lo fa credere)…La mia mancanza di sogni non è sconfortante, non me ne dolgo, non mi tiro i capelli… Ho scritto questo post per comprendermi un pò meglio, tutto qua.E comunque, Fabio, di pazienza ne ho a vagonate.Marta,  hai "attaccato" razionalità e sogno, ne hai poi ricavato l\’indifendibilità dell\’uomo. Hai fatto tutto tu, non posso risponderti.I mostri della ragione credo si chiamino persone e con loro, essendo svegli, abbiamo la possibilità di comunicare.

  4. Puoi riassumere così:
    "la forte svalutazione dell\’ansia"
    "si farà in modo che i nostri sogni diventino altrui."
     
     
     
    Quando il cinismo ti fa piangere per le cose più irrilevanti.
     

  5. Spesso mi sento rispondere cosi….. beh, si vede che mi devo dare una calmata.
    C\’è chi pensa and alta voce, chi invece scrive ciò che pensa, di getto. Dovrei evitare di farlo nei blog.
    🙂 Buona giornata

  6. -_- Ho fatto tutto io…… vabbè!Marta, non volevo bacchettarti, anzi! Il tuo commento è molto interessante, spero in altri commenti di getto.Mi si sta accostando molto spesso al cinismo…….. cosa vorrà dire…?

  7. è vero, come invisibile custode e remoto atomo della tua coscienza (ruolo che ho appena inventato e che mi sono arbitrariamente auto-attribuito, eheh!) mi preoccupo per la tua mancanza di sogni. Un sogno in meno stanotte produrrà indubbiamente un cattivo risveglio domani!

  8. Cambiando i termini a cui si attribuisce un comune senso negativo, con termini dal senso positivo, sembra il testo di uno che si avvia a diventare un asceta.

  9. Tra versioni riviste ed aggiornate di Morpheus, coscienziosi custodi  e "accusatori" di ascetismo mi ritrovo un gran bel gruppo di personalità su questo blog….

  10. se non hai sogni è perché li hai realizzati tutti o perché hai avuto troppe delusioni,
    oppure ti sei preso una pausa di riflessione,
    col tempo anche io sono diventato molto realista e non ho "grandi sogni" ma solo "piccole cose" da realizzare,
    facili, si intende.

  11. Avevo letto di sfuggita questo tuo intervento…Che ultimamente non ho la testa per leggere, riflettere e pensare. Però, caspita…Mi ci sono soffermata un pò…E non perchè tu sei stato da me e quindi dovevo ricambiare. Perchè quello che c\’è scritto qua da te, frulla anche un pò nella mia testa.  L\’abbandono dell\’onirismo per un saggio realismo. E\’ questo che mi scombussola un pò. Che non ci vuole tanto per renderti conto che hai abbandonato sogni e desideri, ci vuole di più per provarci a farlo ancora quando la dura realtà ti ha risucchiato nel suo vortice….Non dimenticare come si sogna. Serve! Sii realista…Serve pure questo! C\’est la vie…
    Cia\’ bestiapelosa opzionefantasma! 🙂
     
    p.s. A presto 😛

  12. Mmmm… penso di non aver capito molto bene! Hai smesso di sognare perchè "così è deciso e l\’udienza (al momento e dopo lunghe riflessioni) è sospesa", o perchè ti sei reso conto che il sogno di conquistare il mondo è un tantino ambizioso e forse un pò difficilotto da realizzare?!? Tieni presente che avresti bisogno di una mano e che comunque chi occupa le poltrone ai piani alti non ha la minima intenzione di schiodare le chiappe (almeno per quanto ne so io)…
     
    Ah, dai, scherzi a parte… non so quanto posso crederti quando dici che hai smesso di sognare. La tua affermazione ha un sapore un pò troppo razionalistico e assolutistico. Ma vabbè, non voglio far cambiare idea a nessuno!

  13. Non riesco a concepire la vita senza sogni, per come li interpreto io sono un po\’ come la speranza che porta ad andare avanti, a cercare qualcosa di meglio. Sono stimoli. La razionalità in mancanza di sogni è come un computer capace di calcolare i pro e i contro ma a cui manca una domanda iniziale per poter attivare tutti i suoi processi.Le poche persone che conosco che danno poco peso ai sogni sono grigie e senza stimoli, e tu non mi sembri farne parte :)Notte.

  14. Non credo sia un fatto di curiosità… a conti fatti quella ce l\’ho sempre avuta, è davvero difficile che mi faccia i c…i miei.Grigio e senza stimoli…….. speriamo che non sia questo. Comunque non ho perso la voglia di andare avanti, solo vedo le cose senza farmi filmoni sul loro possibile sviluppo. Tutto qua.

  15. No, non mi sembri senza stimoli. Forse quelli che tu chiami "sogni" io li chiamo "aspettative", e servono solo a farti cadere da più in alto del dovuto nella maggioranza dei casi.

  16. mi permetto di accodarmi alla leggendaria lista di commenti che per motivi spazio temporali non mi posso permettere di leggere.Ora ovviamente la mia è solo una sensazione subitanea, per dare una risposta , o meglio per riferirti la mia personalissima situazione riguardo al tuo scritto, dovrei almeno passare una nottata a capire quali sono i motivi che mi spingono a prendere una decisione piuttosto che un\’altra o perchè mi lancio in avventure solo perchè in quel preciso momento sento che è "la cosa giusta"..Una frase che chi mi conosce mi sente dire da tempo è che "in fondo alla favola c\’è sempre un lieto fine" è un po\’ il riassunto del mio modo di comportarmi, amo pensare che ciò che mi succede attorno sia in realtà il frutto di una sceneggiatura scritta quel tempo che basta prima che i fatti accadano. Di conseguenza, qualsiasi cosa succeda, specie se in negativo mi convinco sia solo il momento difficile della storia, tanto poi le cose miglioreranno, devo solo fare in modo che sia così..Ho un po\’ divagato perdonami.. Tutto questo per dire che a me piace sempre in maniera sognante.. e che prima o poi le cose che spero succederanno, se poi davvero alla fine le mie aspettative vengono totalmente infrante e schiantate dalla realtà dei fatti.. beh doveva andare così, ho imparato qualcosa e sono pronto per lanciarmi nel sogno successivo, sicuro che andrà tutto bene e conscio che potrebbe non farlo..Dici che un giorno diventerò come te?

  17. Angelo, diventare come me non vuol dire certo il raggiungiere la pace interiore. La mia è semplicemente una condizione che non è più giusta nè più corretta della tua o di quella di chiunque altro.

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