Gioventù ingannevole

Quand’ero ragazzo mi innamoravo una volta al mese. Il fatto che non mi dichiarassi praticamente mai era dovuto ad una timidezza patologica che tentavo di combattere con tutto me stesso. Quando stavo per sfondare il muro dell’omertà sentimentale i trenta giorni erano scaduti e di conseguenza l’infatuazione passava su un soggetto differente. In pratica vivevo una tragicommedia romantica (solo per il sottoscritto) il cui fine ultimo era quello di deprimermi, ma che riusciva inesorabilmente a riconsolarmi con la successiva preda (le fanciulle mi perdonino l’indecoroso accostamento).

Agli albori della mia carriera da libromane (ormai degradata a divoratore occasionale ma non troppo) avevo una fissazione che non si basava su nessuna regola empirica o teorica, era una convinzione scaturita da dogmatismi cerebrolesi: leggevo solo ed esclusivamente romanzi i cui autori avevano abbandonato il loro corruttibile corpo. Che erano morti, in sostanza. Come se il rigor mortis desse al volume un alone di santità. Fortunatamente ho smesso con le idiozie preconcettuali. Necrofilo.

In gioventù attendevo le notti estive con l’agitazione con cui si aspetta una finale. Un motivo sta nella mia difficoltà a sopportare il caldo, l’altro nel desiderio di potermi finalmente relazionare con quella accozzaglia di personalità che definivo, e che tutt’ora definisco, amici. Armati delle migliori intenzioni, di prospettive che prevedevano allucinanti avventure al limite della legalità, finivamo con spietata ripetitività a tracannare birra (rigorosamente di discount) e a sfide di tressette sulla cui correttezza preferisco non pronunciarmi. Non mi sono mai annoiato.

Le aspettative sulla patente erano tante, moltissime, troppe… Si idealizzava su nuove forme di libertà, viaggi che oltrepassavano i confini mentali e geografici, possibilità di socializzazione con forme di vita (femminili) con cui avevo avuti contatti un pò troppo sporadici e così via farneticando. Con rapidità incresciosa l’automobile è passata da feticcio lussurioso a mero mezzo di trasporto per poi inesorabilmente trasformarsi in un debito permanente e preoccupante. Ingannato.

Un tempo sognavo la metropoli. Con maggiore cognizione di causa il desiderio di asfalto e cemento virò verso quello della cittadina piccola ma culturalmente attiva. Alla fine mi sarei accontetato anche di una palafitta sul lago di Bracciano. Ora non aspetto altro che l’ascensione in cielo. A parte il fatalismo, ho più o meno presente che mi toccherà un cambiamento d’alloggio, il fatto è che ho smesso di preoccuparmi della destinazione e faccio finta di credere ad odiate frasi fatte sul tipo tutto il mondo è paese. Apolide sventato.

Nella mia innocenza bramavo le Ferie. Momentanee fughe dallo stivale verso Paesi dall’inintelligibile favella, città ignote e fascinose dove mettere alla prova la vena indagatrice che supponevo mi appartenesse, l’eventualità di scontrarmi con le disinibite indigene (il chiodo fisso) con cui avviare brevi ma intense dissertazioni sulla vita e i suoi piaceri… Arresomi alla stabilità vacanziera (nel senso che la villeggiatura la si fa a casa) ho trovato una sovrumana pace interiore dovuta al fatto che con il caldo si intorpidiscono le menti e più che a farmi problemi penso ad inseguire il ventilatore e sorbire gelati. Mancato naufrago.

Che la giovinezza sia il crogiolo delle aspettative è un’ovvietà, quello di cui ancora non mi capacito è la facilità con cui le attese vengano smontate. Esilarante.

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23 risposte a “Gioventù ingannevole

  1. Molto carino, un pò pessimista 🙂
    Forse la cosa ancor più esilarante è che dopo svariate volte in cui un attesa viene smontata, un giovane saprà sempre riassemblarla, o crearne una nuova… Aggiungerei per fortuna! ;)Mi è piaciuto molto il tuo blog, e specialmente le foto di quel bel gattone bianco! Adoro i gatti :)Scrivi bene sai? ^__^
    Anche a me piacciono i manga!Ci vediamo in giro per il web… Passa a trovarmi se ne hai voglia, che facciamo quattro chiacchere 🙂

  2. L\’ultimo pensiero….Una grande verità! Tutto viene smontato ancor prima di essere montato…Meglio non programmare niente e viversele così, all\’avventura le cose. Io per esempio, mi innamoravo dei miei migliori amici e pensavo ad una storia complice e a lieto fine, ma loro si innamoravano delle mie migliori amiche.
    Volevo la bicicletta, l\’ho comprata e c\’ho pedalato. Ma ho investito nello scooter, e penso che investiranno me qualche giorno.
    Il desiderio di andar via da casa per fare l\’universitaria è stato meno forte di quello che mi ha fatto ritornare a casa, definitivamente!
    Io penso che il pessimismo aiuti…E\’ esilarante non caricarsi di aspettative!
    Ciao 🙂
     

  3. Poca esperienza. Tante mentali, palpitazioni e delusioni vissute in solitudine. Rossori e occhi bassi. Pagine e pagine scritte per lui, e a volte nemmeno lo conoscevo. Oppure si, e allora diventava La persona, La sensibilità, L\’occasione che avrei finalmente colto. Ehhh…sono sempre stata una regista innata. Assurda timidezza. Amata e Odiata. Da sempre. 
    Sono sempre più convinta, mai come ora,poi, che molte volte (non sempre) senza nemmeno saperlo (perke non possiamo essere consapevoli sempre di tutto, se no saremmo pazzi, a mio parere) facciamo in modo, non so come- forse a causa delle nostre paure – che le nostre aspettative non vengano soddisfatte. A me è capitato – e sta capitando- di costruirmi aspettative che in realtà neanche rispecchiavano la mia vera volontà. Certe volte mi chiedevo perke rimanessi cosi "calma" di fronte a determinate disillusioni: mi accorgevo poi che certi miei presunti desideri erano legati a delle persone, non alla mia passione. O legate a quello che volevo che gli altri vedessero di me, pensassero di me, o semplicemente a quello che volevo pensare io stessa di me, vedermi e sapermi in un determinato modo. La mia vera disillusione è stata/è quella di accorgermi di ciò, perchè è constatare di aver fatto (cosi pensavo) paggi da gigante, e sentirsi una formica.

  4. Ormai leggo avidamente i tuoi post, riga per riga, e lo dico senza volontà di adulazione.
    Riconosco la tua originalità, non sono riuscito ad accostarti a "nessun altro".
    Hai stile, fanne buon uso.

  5. …porca loca… ha ragione mauro….
    Però stai dando troppi indizi sulla tua personalità, ti potremmo quasi tratteggiare il profilo con tanto di pori ostruiti dallo sporco. Perchè non hai menzionato l\’uso di topexan e dopo un post del genere ogni omissione è un non utilizzo.
    Anche io leggevo principalmente autori morti, ma più che dalla morte ero attratto dalla loro vita. Credo di essere l\’unico ad aver letto J. Conrad solo perchè era stato veramente un marinaio e quindi nella mia testa scriveva con cognizione di causa.

  6. mi rivedo in alcune delle aspettative (e anche nelle sere birra-da-discount-&-carte), anche se forse sono cresciuto con un pizzico di disillusione in più. ad esempio non ho mai nemmeno osato sperare di coinvolgere femmine (nazionali o meno) in avventure alla Henry Miller…quanto alla mia vacanza, ammetto che l\’idea della house-boat non è mia…

  7. Se vi affacciate alla gabbia potrete ammirare un esemplare di homo morosus (qui genus humanum odit).
    Potete dargli del cibo; tanto non si affeziona e non segue nutrizioni particolari, già manda giù tanta di quella merda…
    Tuttavia non avvicinatevi alle sbarre: potrebbe mangiarvi le unghie.

  8. Per chi mi addita come pessimista…  in definitiva è solo un pò di malsano realismo da blog.Le aspettative credo servano, anche per essere rigettate. A cosa potremmo mai appigliarci altrimenti?Non mi metterò a scrivere libri, non voglio dare ad alcuno la soddisfazione di leggermi una volta trapassato….Ritrovarsi nelle parole che ho scritto è normale, in fin dei conti siamo pure troppo simili e ripetitivi.Una volta che avrete tratteggiato il mio profilo vi prego di farmelo leggere, sarei avidamente curioso.La mia bestialità non è solo autoinferta è anche ricoperta da numerose maschere. Il mio essere fenomeno da baraccone è ben conscio.

  9. Io sono disillusa da anni,e ho appena passato i 19. E questo mi ha dato modo di avere un entusiasmo non tanto idealizzato, quanto realistico: la vita è piena di sorprese, negative e positive, in tutti i momenti della vita. Già affondarci le mani e vivere davvero (essere scossi dal pianto, rimanere paralizzati di fronte a un\’emozione) è l\’unico scopo che mi prefiggo, senza cadere nell\’apacità di un innumerevole quantità di trentennieoltre. Perchè è quella che fa cadere le illusioni, e secondo me è una debolezza, non una presa di coscienza.
    Parlo sempre dai miei 19 anni, quindi…
    vedete voi.

  10.  
    (n risposta al tuo commento sul mio blog)
     
    in realtà quel pezzo estrapolato da un libro che ho sul comodino era una citazione nervosa e rancorosa. la verità..la mia verità, dice il contrario, mi dice che tutte le cose che hanno la fortuna fare il  passaggio da sole impressioni a sensazioni corporee non vivranno mai più nell oblio, non saranno dimenticate. non è questione di ricordarle bene o ricordarle male. sono quelle sensazioni che chiamano nostalgia, destinate spesso a diventare fuga nei momenti malinconici e tendenzialmente si è inclini a pensarle in negativo rispetto all irreversibilità delle cose andate. ma in realtà nè male nè bene. quello che non ritorna nn sempre è male e senza dubbio lascia spazio ad altro. nel bene e nel male questa volta. ma andate, senza patetici sbrodolamenti fine a se stessi.
    solo a volte un pò di nervosismo misto a nostalgia. per esorcizzare una notte serve anche questo.i.

  11. ..non c\’entra niente piccolo sfogo generalista e "fascista" (ho tutte le intenzioni di far di tutta l erba un fascio)..in virtù delle risposte politically correct qua di fianco..
     
    e che palle tutti originali, siamo tutti un popolo, una generazione, una massa (di cretini) dotati di un senso della creatività e dell originalità tale per cui "detestiamo furiosamente le etichette" perchè sai…che vuol dire definirsi che sò freak? o dark? o post punk? o figlia dei fiori di campo… e che palleeeeeee.
    se premiassimo di + lo sforzo e l\’ammissione a sentirci parte di un genere piuttosto che un altro non solo per esser partigiani, ma per SCORTARE LE SCELTE che facciamo e non fare gli esistenzialisti super partes (che poi mica vero gli esistenzialisti mica erano così paraculi da sentirsi trasversali )   forse avremmo a che fare con un filo + di onestà e di autenticità.
    tutti politicamente corretti ed allergici alle etichette. finti ribelli fuori tempo massimo senza cognizione di causa. tze.
    e si l ho detto in premessa….generalizzo, eccome se lo faccio.
    giusto per il gusto di essere attaccabile su tutta la linea e non crogiolarmi nei vari NI, o grigi di convenienza.
     
    i. in preda ai deliri…pardon.:)

  12. da adulti saremo frustrati da un lavoro che credevamo più appagante, da vecchi dell\’inutilità della nostra vita da pensionati (se mai avremo una pensione).
    tranquillo josefk…tutto procede normalmente!
     
    caspita, sto via una decina di giorni e mi trovo sostituito da un altro fabio! 😉

  13. Fabio non preoccuparti che tu sei insostituibilie…. ;-p …e comunque grazie per il tuo commento "rincuorante".Il fatto che alcune risposte siano politically correct non indica una loro scarsità di valore, non fa scadere la personalità che sta dietro un dato commento. Neache l\’attaccare certe posizioni, mie o quelle di altri, è raggelante. L\’espressione di un dato stato, se cinico, emotivo, rivoluzionario, qualunquista e quindi qualunque altro esso sia, non mi fa pensare che sia sbagliato o meno. Me ne faccio un opinione, questo è sicuro, perchè avrei tanto voglia di capire da cosa sono nate, come sono opinioni quelle che esprimo io e che do in pasto agli altri. Poi può darsi che non sia nulla di  tutto questo e e che le mie siano semplicemente quattro chiacchere messe a caso.

  14. Ciao! Bellissimo questo pezzo:mi piace l\’ultima parola,"ESILARANTE", che trasfigura il sano realismo in una ironica prospettiva di se stessi. Sono un\’incorreggibile ottimista e credo che nelle aspettative naufragate ci sia una poesia mancante a molte vite perfette in stile hollliwoodiano. 
    Stare sul muretto a cantare "voglio una vita spericolata" ed essere poi alla fine sempre lì sempre sullo stesso muretto a fare progetti e a giocare a tresette…non ha prezzo. E\’ tutto molto esilarante.
     

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