Incidenti di percorso

L’ultima volta che sono morto avevo poco più di diciannove anni.
Ho urtato con violenza un muro tirato su con la realtà delle cose. E’ stato atroce.
Andarono in pezzi una grande quantità di illusioni, soprattutto dovetti rivedere dal principio tutte quelle convinzioni con cui avevo condito la mia testa e che mi facevano compagnia nei momenti di noia o sconforto.
Ricredersi è un’azione, sempre che azione e ricredere siano concordanti, che consta di una fatica enorme. Particolare è il caso in cui le parti da ricostruire facevano da fondamenta a castelli in aria di vasta superficie ma non particolarmente inverosimili. Nella loro normalità avevano allora per me il fascino di esotiche dimore le cui libagioni avrebbero saziato tutta la mia brama d’essere e di fare, non di meno quella di apparire.

L’ultima volta che sono nato avevo poco meno di vent’anni.
Venni alla luce dalle macerie delle mie congetture. E’ stato estenuante.
La fatica venne ripagata con una tranquillità d’animo che stavo dimenticando e con dei piccoli riconoscimenti il cui valore, seppur infantile e fine a sè stesso, permetteva il rilascio di una discreta dose di endorfine.
Mi avviai ad una mentalità di maggiore concretezza, affrontando generosamente i miei impegni e impiegando su essi tutte quelle pulsioni che non potevo sfogare diversamente. Mi viene il dubbio che il tanto impegno profuso, quella forma d’interesse e coinvolgimento che andavo creandomi, non fosse altro che un mero tentativo di gettare nuovamente le fondamenta dei castelli fluttuanti di cui poco prima ho accennato.

Non si può sempre avere quello che si desidera; pur mirando al suo conseguimento con sicurezza e caparbietà non siamo i soli a tessere il nostro destino.

Annunci

21 risposte a “Incidenti di percorso

  1. Sembri molto vecchio, da come parli dovresti avere circa cinquanta anni. Non voglio offenderti, solo che metti una gravità sulle cose che mi ricorda quella che piega la schiena agli anziani. Dallo sfondo che hai scelto devi avere meno di trenta anni (altrimenti, benvenuto nella famiglia degli infantili di cervello) ma dai per scontato che tutti i fatti importanti della tua vita siano già accaduti. Ti auguro di avere molte altri momenti di nascita e morte.

  2. L\’ultima volta che sono morta è stato 3 giorni fa. Il Signore a quest\’ora era risorto. Io sono solo un meschino essere umano e non risorgerò. No. Stavolta temo che non risorgerò.

  3. Io non sono ancora morto e quindi mi tocco….vabbè…un po\’ di serietà!
     
    Il fatto che tu ti sia prontamente ripreso dall\’incontro con "l\’oscura falciatrice" ti rende pieno merito. Che tu ne sia uscito rafforzato nelle tue capacità di affrontare la vita (di nuovo) risulta ancora più significativo.
    Non sprecherò parole per narrarti i miei innumerevoli trapassi e di come, in maniera tutt\’altro che miracolosa, mi sono riaffacciato al comune senso della normalità.
    Ma sicchè non siamo i soli a tessere il nostro destino, indugiare sull\’orlo di una crisi di nervi non permetterà mai di andare oltre. C\’è sempre tempo per cosruire nuovi castelli e poco importa se verranno presto abbattuti e ancora rifondati…i progressi dell\’architettura non si sono mai arrestati.

  4. Non sono morto.
    Ci sono andato vicino, però. Avevo quasi diciannove anni. Mi piovve in testa il tuo castello.

  5. Nicola, a me piace tantissimo esagerare ed usare parole che paiono a sproposito anche solo perchè sono più belle di quelle che andrebbero effettivamente usate. Di certo ho avuto qualche esperienza ma so che ne dovrò affrontare ancora molte. Comunque grazie per gli auguri…Fabio, sono sempre sporco di calce e non so se è dovuta ad un crollo o ad una costruzione.La sfortuna di Edo dev\’essere leggendaria. Farsi abbattere da castelli non propri è davvero singolare.

  6. bravo josefk…in fondo il blog serve anche per dilettarsi con purissimi giochi formali per sdrammaizzare le nostre inquietudini con un sano diletto pseudo letterario, una vetrina che sia attraente per chi la guarda e che ci gratifichi con il suo successo.
    sono dell\’avviso che il blog serva solo a chi lo scrive. no?

  7. Fondamentalmente si, Fabio. Poi ognuno lo vede come preferisce.C\’è chi lo usa come atto di denuncia, chi preferisce usarlo come diario e chi per rendere pubbliche una enorme quantità di fotografie (c\’è chi fa tutto questo contemporaneamente).Il mio piacere sta nel riuscire a suscitare interesse con quel poco che riesco a comunicare, tutto qua. O, cosa ancora più probabile, per una sorta di psicotico autoriconoscimento.

  8. Beh si, anche io a 19 anni sono morta. Mi sono diplomata, e ho scoperto che il diploma di Maturità Scientifica, non serve a niente. Sono rinata nel momento in cui mi sono iscritta all\’università. Per poi "morire di nuovo" quando l\’ho abbandonata e mi sono messa a fare la contabile sottopagata. Nonostante questa condizione, non sono più morta. Perchè dopo essere morta già due volte ho capito che non sono la Fenice che risorge dalla ceneri. O vivo, o muoio. Beh, io vivo…Anzi, sopravvivo! Che alla fine è tutto qua il segreto della vita, sopravvivere! Come dico sempre…Forza e coraggio! (Ma a quanto serve quello che dico quando anche io sono sporca di calce e polvere di mattoni di castelli crollati inesorabilmente dopo l\’attacco delle aspettative kamikaze??). Mah! Intanto, sopravvivo…Sennò muoio davvero! Ciao JosefK!

  9. Hai centrato il punto. Saramago ha quella capacità di penetrare le cose (credo si definisca "perspicacia") a fondo, soppesandone gli effetti. è davvero una lettura esaltante!

  10. Quanto tempo è passato dll\’ultima volta che sei nato?
     
    Quella è la mia stanza.
    O meglio.
    Lo era quella sera.

  11. E\’ passato già un pò di tempo dalla mia ultima nascita ed ora sono in attesa di una nuova.L\’importante è che trasmigriamo in un buon posto.

  12. Come le bolle che si formano nella pentola dell\’ acqua che sta per bollire, così mi appaiono queste nuove illuminazioni.
    Ogni pensiero è un\’ epifania.
    A destra e a sinistra paradigmi che si annullano.
    Qualsiasi cosa ordinaria si trasforma in una straordinaria metafora.
    Il significato più profondo delle cose è là, proprio davanti ai tuoi occhi.
    E\’ tutto così denso di significato.
    Tutto così profondo.
    Così reale.
     
    Con tutto il dovuto rispetto.
     

  13. La mia eterna e continua morte è stata la mia insicurezza.
    La mia rinascita è stata quando la mia ragazza mi disse "meno male che non sai quello che sei….sennò chi ti mantiene più!!!"
    Da allora sono un altro…

  14. Io sto passando un periodo così…Mi sto scontrando con la realtà che è molto peggio di come credevo.  E non sò se rinascerò. Perchè sono già morta molte volte.

  15. Niente conta…. può darsi. Io direi che conta quello a cui noi diamo peso. E qualcosa che ha peso c\’è sempre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...