Aspirante derelitto

Influenzabile oltre l’umanamente dignitoso mi sono fatto trascinare con efficacia variabile verso le più diverse e fra loro contrastanti condizioni ideologiche e mentali.
Ho impersonato una variegata quantità di parti sempre protagoniste di efferatezze comportamentali verso il razionale ed il corretto, due sostantivi di cui ancora mi attardo a raggiungere la comprensione, ed ho con estrema indolenza superato la fine di tali comparsate. Il dramma non mi appartiene, per ora.
Tanto per ribadire il concetto.

Nonostante l’elevato numero di messinscene a cui ho partecipato, ve n’è una che ricordo con maggiore chiarezza e che probabilmente ricorderà in maniera cristallina anche chi mi frequentava a quel tempo.

Burroughs più di altri, Kerouak e un pò di Miller mi introdussero in uno stato di particolare attenzione verso la necessità di soddisfare e sfiancare il corpo al fine di accrescere mente e spirito. Mi ritrovai vittima felice e incosciente di una libertà paradossalmente asservita ai preconcetti, una libertà che non poteva essere considerata tale se non giudicata e stigmatizzata. La successiva scoperta dei Velvet Underground e dei loro (nel migliore dei casi) alticci contemporanei ebbe l’effetto di amplificare il tremore emozionale. Ero succube di un fascino deviato e immorale, potrebbe inveire qualcuno, ma dotato di una forza attrattiva che non ricordo in cos’altro ho ritrovato.

Non sono stato un granchè attendibile come adepto della beat generation, ho avuto verso i loro precetti un discreto numero di mancanze.

Sebbene tipicamente beat non ho mai sopportato il whisky; troppo rude, un eccesso di anglismo divenuto liquore e che sono riuscito ad apprezzare solo in rarissimi, quanto costosi, casi. Per rimediare mi sono limitato a rum, cognac, coca buton, vasche di birra e cisterne di vino, dimenticando di ricordare una quantità pressochè illimitata di liquori provati in portate volumetriche più modeste.

Ho evitato il vagabondaggio, l’autostop si è contenuto al tragitto casa-scuola e viceversa. Inoltre. L’esperienza più vicina ad un coast to coast è stata la transumanza da locali montani ad affollati chioschi lungo la costa sabbiosa.

Peyote, morfina e noce moscata sono rimasti lontani dai miei già di per sè devastati neuroni. I loro effetti, a volte truculenti altre rivoltanti o ancora estatici, restano delle descrizioni, delle immagini anche molto lucide ritoccate dalla mia immaginazione.

I miei tentativi di darmi un tono da artista maledetto, di emulare gli esempi presi a riferimento così da poter ritrovare dentro di me la stessa capacità plagiante di cui ero stato vittima, hanno avuto risultati piuttosto blandi. La velocità con cui ho assorbito certi dettami è stata superata dalla rapidità di cambiamento delle mie idee, dalla capacità di rispondere agli stimoli esterni e farli miei, che siano validi o meno.

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22 risposte a “Aspirante derelitto

  1. Prima di tutto io sono parecchio più piccolo di te (credo di 8 anni o qualcosa del genere) e a leggere tutto ciò mi sento come la prima volta che t\’ ho scritto un commento… più o meno scioccato (in senso buono).
     
    Una domanda (se mi è lecito): questa impersonificazione (puramente?) sogettiva e mentale è una cosa naturale?
    Nel cerchio della vita dico…

  2. Almeno tu hai la – rara – onestà intellettuale di dirlo.
    Meglio un artista consapevolmente "immaledetto", che un sedicente maledetto in calzini e sandali.

  3. Chi si ferma è perduto. Credo che questo tuo pensiero sia applicabile a tutti, volenti o nolenti si cambia e questo mondo rende impossibile la coerenza a chiuque. Perfino a chi vorrebbe devastarsi. Io ho provato a fare il cattolico, ma ho avuto risultati ancora più scarsi dei tuoi.
    Mi rammarico che tu non abbia sperimentato il sesso libero. Della beat generation è la cosa più divertente.

  4. sono un po\’ disorientato:
     
    Lo Scglia Perduto, potresti tradurre per tutti coloro che hanno i neuroni fiaccati dall\’età?
    Mauro, la panchina me la sono persa.
     
    Il commento:
    Diciamo che fino ai trenta (o forse anche più) è normale fare il pendolo da un estremo all\’altro per fermarsi al centro, tra il razionale e il corretto. Ma mi sorge un dubbio: Josefk, non è che sei "solo" un bravo ragazzo? (non è mica un insulto!)
     
     

  5. L\’importante è che un pò di identità-autonomia uno col tempo l\’acquista. Secondo me si cambia in continuazione, ma c\’è qualcosa che resta invariato, ed è ciò che con tale fatica abbiamo ricercato e forse trovato.
     

  6. Tanto per ribadire il concetto "qui auget scientiam auget dolorem".
    Perché non provi anche a farti venire la sifilide?

  7. Scaglia, poi mi spieghi a cosa è dovuto lo shock. Le impersonificazioni indicano una sorta di truffa, forse in questo caso non è poi tanto vero.Squarci, uh?!Mauro ha l\’occhio lungo…Onestà intellettuale…….. mi sembra esagerato accostarmi due parole del genere.Nicola, nella bozza del post c\’era una parte relativa al sesso libero, davvero. Ho preferito cancellarla per non farmi del male da solo.Io un bravo ragazzo, Fabio? Per me sarebbe una colpa immensa…..Variazioni sul tema, è questo forse il punto. Marta, le cose che ci portiamo dietro dalle varie esperienze hanno un gran valore, io credo, qualunque sia stato il tipo di esperienza.Edo, ma perchè non mi auguri piuttosto la cirrosi epatica?!

  8. Sicuramente hanno un gran valore, Josef. Non c\’è dubbio su questo. Il valore più grande, secondo me, è quello che di esse ci condiziona anche dopo. Non so se mi spiego. Cmq son d\’accordo.

  9. post office, musica per organi caldi ,storie di ordinaria follia. se mi intrippa uno scrittore leggo di lui il piu\’ possibile prima dell\’assuefazione e della conseguente nausea(TUTTO CIO\’ QUANDO LEGGEVO ANCORA, NATURALMENTE)…BUKOWSKY mi affascinava prio perchè il suo stile di vita…(trasportato nei suoi racconti) mi faceva schifo!!!

  10. Ah, la beat generation, com\’è bello sognarci su! Dieci anni fa mi ero flippato con i Doors, poi è arrivato il grunge e
    poco tempo fa ho avuto anche io la mia parentesi beat (non ancora
    chiusa del tutto)… Penso che sia necessario lasciarsi sedurre da questi stili di vita a
    volte così lontani dal nostro vivere quotidiano, indossare panni non nostri e vivere le ideologie sulla propria pelle è il modo migliore per fare esperienza. E poi è divertente ripensare a come eravamo e, a volte, darci dei coglioni da soli: quando andavo in giro con i capelli verdi e le Gazzelle rosa ero uno spettacolo! 🙂

  11. Caro JFK…sorrido pensando alle devastazioni provocate da Kerouac sulle giovani menti….sui viaggi dovuti per dichiarare fedeltà al modello on the road e alle conseguenti avventure, per fortuna qusi tutte finite bene, sotto l\’ala protettiva del Santo dio della giovinezza. Senza ipod, senza cellulare, ma con la musica nel cervello (Lou Reed e westcoast) che faceva da colonna sonora. Esperimenti in convivenze comuni, tra lo sciattume generale e il disordine collettivo, tra gatti mangiatori di magic mushrooms e piantagioni in casa. Fu una breve, intensa stagione, condita di passione e voglia di tenerezza, durata non più di qualche anno, ma ancora splendente sotto la ruggine del tempo….sorrido e ricordo….come te, tra l\’imbarazzo di quella vita rimossa e l\’entusiasmo di poter rinvangare una stagione dopotutto gloriosa. Io alcool, poco, in compenso mai saputo niente della noce moscata. La mia scatola di acquarelli serviva per immortalare le immagini di fuoco, ma avrei voluto disegnare come Roger Dean….Non so per te quanto tempo è passato da allora, a me tanto…ma non riesco a cancellare quel tempo, anche se appartiene a un\’altra vita. Tali ricordi possono essere solo fugaci e poi riposti nella polvere del silenzio, incomprensibili per i più,e forse nocivi anche per noi stessi. Ma anche queste esperienze sono ciò che siamo, nel bene e nel male. E\’ un capitolo, se la vita fosse un libro.

  12. Ti spieghi bene, Marta.Bea, il problema è che loro mi affascinavano anche nello stile di vita…Checco, purtroppo non sono mai arrivato a tingermi i capelli…. mi sono limitato a pretendere di seguire convinzioni ideologiche e di vita (soprattutto alcolica!!!).Ho vissuo il mio periodo beat, Padmani, posticipato nel tempo di parecchi anni rispetto all\’originalità dei tempi. Certo è che mi ha segnato parecchio, me ne rendo conto a volte anche su come affronto alcune discussioni. La noce moscata l\’ho evitata accuratamente, sarebbe stata un\’esperienza devastante, Lou Reed invece no, mi sta sempre appresso.

  13. E\’ importantissimo seguire un codice morale anche per quanto riguarda i vizi, ci vuole costanza e disciplina! ;p

  14. Sono daccordo Checco, è anche una questione di metodo…Comunque mi sta venendo un dubbio. Non è che questa farsa del mio periodo beat fosse tutta una scusa e che io in realtà fossi semplicemente alcolizzato…?!

  15. Più che sul bere ti dovevi buttare sui bucatini, sulle lasagne, sul lambrusco (tanto) e sulle fiere paesane. Beat è beat, ma sempre italiano sei.

  16. Seclet, non preoccuparti che sono riuscito a recuperare alla mancanza.-_- Marta, fai delle illazioni senza fondamento…. 😉

  17. Ma….considerando l\’unica foto che hai messo di te nel tuo blog…non direi! Poi, per carità, l\’apparenza inganna! Eh eh eh :-p

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