Conseguenze di una pausa

Agosto è un mese particolare, meritevole più degli altri di essere raccontato. Questo perchè è di passaggio, di confine, che divide il tempo meglio di quanto possa fare capodanno. Questo agosto in particolare è stato rivoluzionario rispetto alle abitudini estive che avevo sin’ora coltivato.
Come sempre esagero con gli aggettivi, è il mio modo di fare.
Nei trentuno giorni che si stanno per esaurire non ho goduto del solido fancazzismo provato negli anni precedenti, tutt’altro, mi sono avvicinato in maniera traumatica al concetto di lavoro, rischiando oltrettutto di prenderci gusto. Cosa che ancora non posso permettermi.

Ciò che più mi ha colpito è quanto i soli sei giorni di fuga dal quotidiano (o presunto tale) abbiano annichilito la mia volontà di fare, trascinandomi in un oblio di nullafacenza e rilassamento che riesco a superare solo con sforzi immani. E vi assicuro che tali sforzi portano ai risultati sperati con una frequenza sconfortante. La permanenza in terra d’Otranto ha offuscato il mio già flebile senso del dovere, mi ha fatto provare piaceri che nella loro semplicità sono sorprendenti e ha accresciuto, come ogni anno da più di venti a questa parte, l’amore sconsiderato per una terra che per me è prima di tutto casa.

Adoro il mare, in una maniera del tutto personale, e limitare a cinque le visite a scogliere e fondali mi è costato uno sproposito. Ho tuttavia trovato qualcosa che porterò con me ancora per un bel pò: una spina di riccio di mare conficcata nell’anulare destro. Il vizio di pescarli a mani nude si rifiuta di sparire. Sono passati circa dieci giorni da quando ha deciso di farmi compagnia, immagino che tra poco sarà del tutto persuasa a far parte del mio flusso sanguigno insieme a globuli rossi e piastrine.

Dopo il ritorno ho inoltre affrontato un periodo di solitudine che, nonostante non fosse totalmente dedito all’inconcludenza, ha rafforzato l’amore incondizionato che provo per pace e silenzio.

Ora mi ritrovo in stato confusionale. Fermo sulla linea di confine che divide l’impegno per ciò che ho voglia e bisogno di raggiungere e un ragionevole, quanto sgradito, senso di attrazione verso l’apatia, per l’indifferenza a presunti obblighi.
Infastidito.

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31 risposte a “Conseguenze di una pausa

  1. Ciao Josef!!! Sono tornata qualche ora fa dalla terra che tanto ami, ma da una zona che si allontana parecchio dalle tue invitanti descrizioni. Temo di capire la sgradevole sensazione che provi. Io non sto ancora alla tesi come te (se ti riferisci esclusivamente allo studio), ma ad ogni sessione mi prende quella terribile sensazione che mi fa vivere con angoscia la preparazione di ogni esami, a prescindere che esso sia fattibile o più difficile. Lo studio, il Dovere… E\’ che la testa quando (ri)assaggia piacevoli percezioni, ci mette un attimo ad abituarsi al dolce far nulla, o semplicemente al dolce far quello che ci piace. L\’ozio alimenta l\’ozio, non c\’è nulla da fare! E io pirtroppo lo so bene, nonostante abbia dei doveri come la maggior parte delle persone della nostra età. Quindi, che dire…tanto le cose che dobbiamo fare sono li, ed esitare non fa altro che ritardarle. Meglio togliersele il prima possibile. Per quanto riguarda la piacevole sensazione di starsene a casa da soli….a volte ci vuole proprio! Anche se quest\’anno devo ammettere che un pò l\’ho accusata la solitudine, più che gustarla. Bisogno stare attenti a gestire anche lei! 😉

  2. Per me è stato il secondo agosto di lavoro, mentre i periodi di disoccupazione mi sono capitati nei momenti di massimo lavoro per gli altri. Sono contrario ef inverso agli altri, purtroppo.

  3. Io non vedevo l\’ora che finiva questo maledetto Agosto. Un\’ estate che voglio assolutamente dimenticare.

  4. Un pò troppo malinconico questo post…Peggio dei miei! E\’ impossibile non amare quei posti dove sei stato tu! Perchè sei immerso nella natura tra mare e campagna…Un insieme di cose mute e in movimento ottime compagne per chi cerca pace e solitudine! Tu però sei lontano da questi luogh ameni, ma hai il ricordo della spina di riccio…E penso che nonostante la fastidiosa presenza, anche lei sia una buona compagna! I 31 giorni di agosto seguono il capodanno ideologico anche per me. Non so perchè…Ma a settembre ho più progetti e buoni propositi che il primo "vero" giorno dell\’anno…L\’apatia, l\’ozio, la solitudine…Sono tappe quasi forzate! L\’importante è ritornare quanto prima all\’opera! Buon inizio di Settembre JfK! 😉

  5. ok ok, adesso che sta per finire agosto,
    datti una sveglia e riprenditi
    c\’è un mare di cose da fare nei prossimi mesi!

  6. Sono stato fortunato, o sfortunato a secondo della prospettiva, e non ho mai sofferto di solitudine, Marta, anzi! E\’ forse per questo che i momenti di isolamento sono per me di forte attrattiva, ne sono innamorato.Nicola, la tua diversità (nel senso migliore del termine) l\’ho già notata. Che venga a palesarsi anche per il lavoro è comprensibile, soprattutto da un pò di anni a questa parte in un posto come l\’Italia.I periodi bui ci sono un pò per tutti, Squarci. Magari gli impegni che ti porterà settembre riusciranno a distrarti e a ricominciare.Malinconico, Flav?!?! E io che non pensavo di essere malinconico…… ci sono cascato.Hai ragione Mauro. Ora infilo le ditta nella presa di corrente…

  7. Qualcosa in comune io e i ricci ce l\’abbiamo, Edo, ma non sto qui ad annoiarti facendoti la lista. Piuttosto amici non saprei, almeno da parte loro.

  8. Mi soffermo sulle conseguenze che il perdurare del tuo atteggiamento potrebbe provocare. l\’invadente compagna di viaggio che ha deciso di convivere con/in te, se non rimossa, sarà la causa di un simpatico granuloma. Io, fossi in te, ne avrei già fatto a meno.. 🙂

  9. Passavo per sbaglio e sono rimasta colpita dalle tue parole.
    Inoltre ho scoperto di non essere l\’unica idiota che pesca i ricci a mani nude.
    Omaggi.
    Mik

  10. "Questo perchè è di passaggio, di confine, che divide il tempo meglio di quanto possa fare capodanno"
     
    Corretto e sintetico come sempre, Jfk.
     
    Di mio ci aggiungo che, a volte, studio o lavoro sono un modo per distogliere la mente dal proprio foro interno. E a quanto mi è dato di sperimentare, funzionano.

  11. Pico, effettivamente hai ragione, sono un ottimo metodo. Per ora ci sto provando. Devo distogliere la mente da una mente distorta.

  12. JosefK lo sai che,
    credo tu sia una delle tre persone che m\’ ha cambiato la vita?
     
    Dopo Chuck Palahniuk.
     
    Ora non ho tempo di leggere il nuovo intervento, aspetta qualche giorno, che mi riprendo e arrivo, occhei?
    Occhei…

  13. si pensa spesso che all\’uomo faccia bene entrare nella natura…se invece parte della natura (vedi riccio di mare) entra nell\’uomo il risultato è un po\’ diverso! =)
     
    il tuo amore per il mare e il dispiacere nel non poter dedicargli il tempo che merita lo comprendo e lo sento mio. del resto la confusione che provi (che provo) è l\’altra faccia di una assoluta lucidità nel riconoscersi parte di qualcosa e non parlo solo di un "luogo" bensì della nostra stessa natura!

  14. A parte l\’ambiguità delle tue affermazioni (la natura entra nell\’uomo)…… :-pMi sento al mio posto quando sono in Salento. Tutto qua.

  15. acc. sì. malinconico mio caro, siamo sul malinconico.
    amo anche io pace e silenzio ma in un certo qaul modo sono anche stata obbligato al silenzio vivendo in campagna, in un buco di paese circondato da campi, campi, ancora campi, solo campi.
    se anche avessi voluto urlare c\’era SILENZIO. che ora apprezzo, anni fa no.

  16. Ebbene, Cler, non posso che darti il benvenuto tra gli amanti di pace e silenzio. E comunque nemmeno io abito in una metropoli eppure il caos è abbondante… mha.

  17. Eh, i periodi di silenzio. Sencondo me sono indispensabili, per quanto possa star bene con qualcuno ho bisogno di tempi e spazi in cui staccare da tutto, soprattutto al ritorno da un viaggio. C\’è un prima e un dopo, in mezzo è necessario un periodo di solitudine.PS se t può essere di qualche consolazione, da piccolo caddi a mani avanti su un mucchio di ricci di castagna, non c\’era verso di toglierli tutti e la mia pelle li ha riassorbiti. Poi chi lo sa, Spiderman fu morso da un ragno, tu potresti essere una nuova razza di supereroe… ok, la smetto di dire cavolate, è che sono stanco e il generatore di cazzate che ho al posto del cervello è in piena attività…

  18. Il silenzio, la solitudine sono rigeneranti.Dici che potrei diventare riccioman?!?! Forse il nome non è dei più indovinati………..

  19. ma spesso si arriva a risposte sbagliate.. il confronto è sempre importante.. purchè sia fatto tra uomini e non umanoidi

  20. ma a volte non lo si può trovare da soli.. te lo dice una che sta così tanto in silenzio che ora si è bloccata, appunto.

  21. La dipendenza che abbiamo dagli altri è imbarazzante (per noi e per gli altri). Riuscire tuttavia a stabilire un momentaneo abbandono a sè stessi, non per forza votato alla elucubrazione ed alla filosofia, è riposante e ristorante. Ci si dedica così ad una persona di cui dovremmo tenere una buona cura, sè stessi.E\’ ovvio che l\’eccesso porta spesso un danno, che sia di troppo o troppo poco.

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