Storia di ordinaria follia

 

Le dimensioni saltavano all’occhio prima di ogni altra cosa. Il colore della pelle, prova indiscutibile delle sue origini centrafricane, i capelli crespi e nerissimi, le pupille troppo grandi rispetto all’estensione dell’iride passavano in secondo piano. Era un uomo enorme.I due carabinieri che l’hanno portato nel vecchio ospedale (vi è rimasto il solo reparto di psichiatria, merita di restare isolato penserà qualcuno) se ne sono tornati a casa con
parecchi lividi, maledicendo il posto di merda dove lavorano. Non è sicuramente la prima volta che capita di dover accompagnare qualcuno raccolto in giro qui o al pronto soccorso. L’abitudine per certe cose, tuttavia, non si prende mai.

L’hanno preso per matto, sulla strada che delimita la pineta di Castelvolturno.
Quella che era cominciata come una delle ispezioni a cui controllati e controllori sono avvezzi (a questo si, ci si può abituare) si è andata trasformando in una trattativa impossibile con un uomo violento, soggetto a convulsioni e latore di urla strazianti. Intorno a loro gli sguardi vuoti di tossici che semmai si risveglieranno dal torpore in cui eroina e crack li hanno gettati avranno seri problemi a distinguere questa scena da decine di altre simili che hanno sognato o di cui hanno fatto parte. Poco più in là, alla fermata dell’autobus, una donna stringe a sè la figlioletta pregando che l’autista questa mattina riesca ad essere puntuale.

Un rumore sordo e ritmato arriva dalla stanza in cui l’hanno rinchiuso.
L’armadietto dei farmaci aderente al tramezzo vibra al tempo dei colpi, il vetro sembra sul punto di frantumarsi. L’infermiera ha lasciato la siringa col sedativo sul tavolo del corridoio per andare a chiamare qualcuno di abbastanza grosso, con sufficiente forza per tenerlo fermo.
Il medico che apre la porta lo trova inginocchiato con la testa contro il muro. A circa un metro e novanta sulla parete schizzi rossi si dipartono da un grumo più esteso. Ancor più grande è la macchia su cui tiene poggiato il capo.
Gli ovuli di cocaina che ha ingerito alla vista della volante si sono rotti.


Dio mio, ho i brividi.

 

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15 risposte a “Storia di ordinaria follia

  1. dunque, io nel corso della mia carriera universitaria ho fatto pure un anno di infermieristica con relativo tirocinio…e ne ho vista una molto simile. Cose da pazzi.

  2. Allucinante!
    Esiste un record di ovuli di pasticche ingeriti per il trasposto, quasi a sottolineare che ormai sono degli sportivi a tutti gli efetti: devono essere allenati, sono molto richiesti, hanno infortuni e record stabiliti.

  3. Ma tu in tutto questo dov\’eri? Lì?
    Porca miseria…..dicevi di Castelvolturno un mesetto fa???
    Mi dispiace che ti ritrovi in testa e davanti agli occhi queste scene. Mi dispiace per loro e per chi assiste.
     

  4. Una morale calzante Calliope, da tenere a mente…  :-DPazzi, allucinati, sciagurati….. Matteo, sono cose di questo mondo purtroppo.Nicola, effettivamente a questa cosa non avevamomai pensato. Hanno preso un grosso esempio dallo sport.Proprio così… Bibi.Marta, è una condizione strana questa, ma quasi quasi mi ci sto abituando.Fabio, che razza di storia, veramente.

  5. Beh, ora inizio a capire il discurso sui turbamenti. Credo che queste cose ancora turbano inevitabilmente, ma quando ti rendo conto che sono "cose di questo mondo", beh quasi quasi t scatta dentro una patina di pseudoghiaccio, con la quale speri di tutelarti, mentre rimani basito ogni volta, tacciandolo per "condizione normale".
    Ma che ho detto? Parlo di cose che nn conosco. e si vede.
    Ciao, j.

  6. Purtroppo è una realtà in costante ascesa…..casi in cui persone muoiono perchè l\’ovulo o è stato ingerito male o scoppia dentro, o è stato "chiuso" male….o perchè ne hanno ingeriti tanti……aiuto.

  7. L\’impulso, al momento dell\’arresto, è sempre quello. Poi ci si pone il problema dell\’evacuazione, eventualmente quello dell\’evasione.

  8. sono un po\’ intollerante su questi argomenti,
    meglio non commentare,
    al massimo apprezzo lo stile, come sempre.
     
    (ma tu hai i brividi?)
     

  9. Coff coff , tu dov\’eri ?
    Poveretto sarai rimasto sconvolto, in quella notte da obiettore, in quel maledetto ospedale Aurunco a utilizzare programmini di gestione dei degenti adempiendo a compiti persone che non sanno nemmeno come accenderlo un computer pur avendo qualifiche e stipendi  che tu nella tua vita forse vedrai col binocolo.
    POVERETTOOOOOOOOO!!! 

  10. A questo genere di turbamenti, Marta, mi ci sto abituando.Il problema sta proprio nell\’ingerire un ovulo di cocaina, Selv.Non so quale problema ci si ponga, Edo, è comunque un problema.Quella dei brividi, Mauro, è una reazione al mio racconto.Non preoccuparti Giovà, non voglio certo rubare i tuoi meriti!!!

  11. Storia di ordinaria disperazione – per chi ne ha fatte le spese.
    Ma chi tiene le fila di questo mercato di morte ha sonni tranqilli?
     
    "A cosa non spingi i cuori mortali,o esecrabile fame dell\’oro?" (Virgilio, Eneide)

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