Dei comportamenti motoristici


In quanto assiduo utente dell’automobile e fruitore dei mille disagi che la strada comporta, ho avuto modo di osservare e di venire a contatto (in senso figurato, che dio me la scampi) con tutte le
variopinte specie che abitano il nastro d’asfalto.

Diversamente da quanto comunemente si crede, un particolare modello di veicolo a motore non identifica in maniera univoca e circostanziata il suo proprietario in una ben determinata specie. E’ piuttosto il guidatore a caratterizzare con la sua imprescindibile presenza il mezzo su cui si trova, fornendo esso degli aspetti della sua persona tali da far distinguere, o da rendere indistinguibile, la vettura nell’enorme mandria che si sposta sulla bituminosa via.

Al fine di rendere il più completa possibile l’analisi che sto portando
avanti devo dare una sintetica descrizione dell’habitat. La strada è un
ambiente sconfinato, contenitore di microcosmi a sè stanti anche questi
dimensionalmente molto vasti. Seppure con importanti tratti comuni questi sottoinsiemi presentano differenze nitide ed eclatanti. Lo stesso soggetto può avere comportamenti diametralmente opposti su due strade differenti.
Non è assurdo pensare che chi abbia un atteggiamento feroce ed aggressivo in autostrada possa tenere
con paziente sopportazione la coda di chi lo precede
negli ingorghi cittatini. Questo perchè si passa da sconfinate praterie in cui sfogare il proprio lato selvaggio ad una condizione ingabbiata, e quindi addomesticata. Accade ovviamente anche l’opposto: la gabbia rende folli, gli spazi rilassano.
Non è invece vero che al variare dell’auto cambia l’atteggiamento di chi la conduce. L’idiozia è una caratteristica prettamente umana.

Nonostante sia stata originariamente ideata come mezzo di trasporto, l’automobile si presta ai più svariati usi.

Dare mostra di sè in auto parrebbe limitante, tuttavia molti esemplari sentono l’oggetto come un amplificatore della personalità. Una sorta di specchio dell’anima deformante che da un’immagine migliore del guidatore. Non è raro trovarsi personaggi vestiti a tono coi
colori o lo stile del mezzo. Un modello all’ultimo grido non può prescindere da un abbigliamento modaiolo che attiri almeno la metà degli sguardi di quelli che ha già tirati a sè l’auto. Se poi le occhiate siano di ammirazione o compatimento non è una questione di cui mi interessa discutere.

Ritrovarsi impilati nel traffico da un punto di osservazione privilegiato.
Se l’uso del telefono non si presenta ormai di alcun interesse, ben più appagante è notare l’accanimento con cui taluni usano le dita per l’esplorazione degli orifizi facciali. Più che mani, vere e proprie sonde.
Altro intrattenimento è il nutrirsi, cosa tanto ardua quanto devastante per l’igiene veicolare.
Si presentano poi i sordi, divenuti tali dato il volume a cui abitualmente ascoltavano la radio; le vibrazioni che il genere di musica patita producono hanno inoltre serie conseguenze sulla vita a fatica del telaio.
Infine i fumatori, in un nebbioso abitacolo, conquistano vette di mistero e fascino altrove irrangiungibili.

L’interesse nell’osservare un automobilista sta nella possibilità di veder concentrato in uno spazio ristretto (suv a parte) tutta la serie di nevrosi, abitudini e attitudini che compongono l’odierno tessuto sociale. Si va così a notare che l’automobilista medio non esiste, esistono però tutta una serie di vizi e vezzi che lo caratterizzano.

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27 risposte a “Dei comportamenti motoristici

  1. Se non sbaglio questa è la seconda puntata dei documentari dedicati all\’uomo (?) e ai mezzi da esso usati per le migrazioni periodiche (rima il tram/treno, ora la macchina).
    Devo dire che mi tiro furi da ogni categoria descritta: no modaiolo, associato ad una fiat uno d\’altri tempi (e ormai destinata allo sfasciacarrozze), non fumatore, rigoroso utilizzatore di auricolare al volante, infastidito dalla musica alta: decisamente noioso.
    l\’esperienza del guidatore la vivevo dall\’altra parte del parabrezza: ciclista coraggioso tra le strade della caotica e disgustosamente inquinata Palermo. Rischiavo la vita svariate volte in quei 20 minuti di pedalate che mi avrebbero portato a destinazione. Io la macchiana la odio non ci sono altri termini per esprimere il mio rifiuto psicologico per il volante.

  2. Io metto le quattro freccie, Marta. Potrei risultare pericoloso
    mentre osservo inebetito le urla, i sorpassi a destra, tre minorenni su
    un motorino senza casco, tir in terza corsia, auto in sosta sulla
    superstrada, transenne posticce in curva messe da tossici, eccetera,
    eccetera, eccetera….Effettivamente, Fabio, molto interessante sarebbe trattare anche di quanto gli altri utenti della strada sono costretti a subire. Comunque più che noioso mi sembri sensato, forse non antropologicamente interessante (eh eh), ma sensato.Mi piacerebbe limitare gli spostamenti in macchina a viaggi di piacere… ma non mi è proprio possibile.

  3. Ogni automobilista attento alla guida si reputa uno spettatore privilegiato…Anche io una volta ero attenta ad analizzare tipi di auto e di automobiliisti…Adesso mi sà che qualche altro analizza me. Sono diventata sorda per il volume alto della radio ormai…Ma stasera soffro di raucedine perchè ho stonacchiato "Run babe run" sennò rischiavo di addormentarmi alla guida! Questo post arriva dopo una guidata con la sacra Yaris della mater…Caro J,non hai però parlato delle sfide! Sulla Mesagne – Brindisi ho lanciato una sfida ad un tipo con la Brava…Gli sono stata un pò avanti e un pò dietro fino all\’auchan di Mesagne…(che tu sai dov\’è visto che conosci queste strade). Solo che dopo Run babe Run…una Dolores mi ha dedicato "Zoombie", giusto in tempo per non schiacciare un topolone, scivolare con la mia sacra Yaris e diventare io stessa una zoombie…Ed è là che ho salutato la Brava e sono arrivata a casa…Sana e salva!

  4. Flaviè!!! Non ti ci facevo proprio spericolata alla guida… E\’
    vero che racconti sempre della tue pazzie sul motorino, ma questa non
    me l\’aspettavo…. Hai proprio ragione, vai analizzata.

    E\’ solo da ridere, Martina, almeno spero.

    Bè, Edo, posso così evitarmi la fatica di cercare un titolo.

  5. acci acci,rientro anch\’io in quelli da analizzare!Sono nella tipologia più fastidiosa,quelli che se la prendono con tutti quelli che non guidano come me,cioè che non sono me.Rasento la crisi di nervi se uno va troppo piano,ma imbraccio le armi del prudente se qualcuno mi sorpassa in velocità;raramente oso guardare nell\’abitacolo accanto al mio per paura di cosa potrei vedere,ma nel mio proprio faccio quasi di tutto,sigaretta musica alta messaggi oltre che chiamate e talvolta ci è scappata la cena…insomma,vorrei essere una specie in via d\’estinzione,in modo da avere il mio spazio vitale in quell\’amplissimo ma imballatissimo habitat che è la strada…chi non lo vorrebbe,tranne uno solerte sudioso del tuo calibro??!

  6. Da buon veneziano posso dire di avere un rapporto assolutamente conflittuale con l\’auto…per me è un po\’ come aver preso moglie…alle volte può sembrare agli altri automobilisti che io stia cantando mentre guido..mentre invece sto parlando col cruscotto..devo farmi vedere da qualcuno di bravo..

  7. Fichè ci saranno persone come te, Giulia, il mondo automobilistico si presenterà sempre di grande interesse per me 🙂 E non preoccuparti, i tuoi sono peccatucci veniali… c\’è molto di più grave!Che parli con la tua macchina, Matteo, è un bene. Meglio tenersi impegnati con lei che con gli altri automobilisti, rischi molto meno…. e probabilmente vieni anche capito meglio.

  8. le mani come sonde..
    effettivamente credo sia stato dimostrato che l\’azione di condurre un veicolo induca nel guidatore un prurito cerebrale tale che il bisogno di grattarsi il cervello e il cervelletto attraverso le narici sia irrefrenabile..alcuni sembrano veramente riuscire a toccare punti inesplorabili della loro materia grigia (tale è la foga e la lunghezza della "sonda" inserita..).
    E\’ ancora inspiegabile il perchè anche i viaggiatori non guidatori sviluppino lo stesso tipo di prurito se rinchiusi per più di 10 minuti nell\’abitacolo. 
    La scienza (o la sociologia?) darà le opportune risposte..

  9. Ecco cosa avevo dimenticato (mi dispiace x te, Josef) : è anche in uso dalle mie parti (e ho appurato che non è cosi ovunque) che tu stai fermo al semaforo, hai la sfiga di trovarti come prima macchina che deve ripartire, hai la prima gia inserita, il piedino che sta gia pronto per abbandonare la frizione e accelerare, pronta che appena scatta il verde parti immediatamente. Ma niente da fare, il tuo destino è gia segnato da tempo. Sei stato condannato in quanto prima macchina di fronte a tutte le altre: il semaforo non fa neanche in tempo a scattare rosso dall\’altra parte, che gia ti suonano dietro…perke apsettare he scatti il verde,quando puoi rischiare d prendere un auti che ancora ususfruisce del verde della corsia opposta??? Invece quando andai a Gela, ad esemio, fui stupita nel constaatre che se uno è un po piu lento oppure sta ritardando i movimenti altrui, beh, ti lasciano stare, mica t suonano! La città….la città…luogo di dilagante nevrosi al volante! Ma mi sa che nn è solo la città, eh, josef?!
     

  10. Io ho paura delle macchine e di tutto ciò che ne deriva…
     
    Perchè voi no?
     
    Posso chidere una cosa che non centra niente?
    Rischio?
    Non mi lapidate però, voi che leggete:
    JosefK tu fumi? (Non erba ma normali sigarette)…
     
     

  11. Fabio, ci sono questioni su cui neanche la scienza può dare risposte, l\’influenza esploratriva che il conducente ha verso il passeggero è una di queste.Marta….. qua invece il problema del clacson non esiste più. Se ti stai "attardando" a partire dopo che è scattato il verde non sentirai nessun fastidioso avvertimento, vedrai solamente sfrecciare ai tuoi lati auto, moto, motorini, camion, tir, apecar, trattori, biciclette, eccetera… Mi impressione soprattutto la capacità di questi individui di passare in spazi impensabili.Paura Scaglia? E perchè mai?Comunque si, purtroppo fumo.

  12. io mi sono accorta, e questo è piuttosto problematico, che in auto mi trasformo, divento…altro.
    odio i pedoni, inneggio alla violenza contro i ciclisti e mi monta l\’ansia se devo fermarmi ad una precedenza.
    ti trasformi dentro quelle carrette….
    e hai un certo potere.

  13. Perchè mai paura?
    Io ho paura di ciò che ha descritto sotto Cler.
    Uso la bicicletta almeno, almeno un\’ ora e mezza al giorno e per città non ho lo stesso potere degli automobilisti….
    Che invece possono prendermi sotto con tranquillità….
     
    Oddio che ansia.

  14. JosefK a proposito di semafori..C\’è una urban legend che narra che a Napoli si passi con il rosso e ci fermi con il verde! E\’ vera???
    Comunque io rientro nella categoria dei motorini che sfrecciano e sbucano dai posti più impensabili…E sono diventata capace di fare zig zag tra le macchine in coda. Non sò nemmeno io come faccio a passare in quegli spazi così ristretti. 😛

  15. Allora Scaglia sei spaventato dall\’ebrezza di potere in cui cadono alcune persone una volta al volante.No Flavietta, non è vera: si passa sempre, qualunque sia colore.

  16. Possiamo anche dire che ho paura di vedere sul tg delle persone con la faccia coperta dalle mani, chiuse a coppa, che, mentre piangono, continuano a ripetere:<<Era un Suv così simpatico, non aveva mai fatto male a nessuno, non so come possa essere accaduto, davvero, io lo conosco da quando aveva il parabrezza ancora a posto e giuro che non me lo sarei mai aspettato… davvero…mi scusi, mi scusi ma non riesco a fermarmi…>>E giù di lacrime per la carrozzeria macchiata del MIO sangue!
    Capito?
     
    Mi vien da ridere comunque….

  17. Non nominarmi così a secco i suv, Scaglia, mi vengono dei tic di nervosismo e violenza. Potrei cominciare ad urlare.Quasi quasi domattina vado a distruggerne uno…….

  18. A proposito di SUV.. quei bivani a 4 ruote..
    qui in Emilia ce n\’è un numero spropositato in circolazione…
    ma perchè quando guardi dentro trovi sempre una sola persona? un guidatore solitario?
    ci si aspetta di trovarvi dentro almeno una mezza dozzina di viaggiatori..
    e invece, sempre e solo uno.
    spesso donna.
    mah..

  19. Eppure l\’emilia dovrebbe essere terra di auto sportive, Fabio.Penso che i suv servano ai loro guidatori un senso di autorità e spessore che non hanno, o comunque non sentono di avere. La cosa è particolarmente triste.

  20. ci sono anche quelle..
    infatti ogni mattina è sempre un miracolo se la mia "misera" quattroruote cilindrata 1000 non entra in collisione con Ferrari e suv in quelle diaboliche rotatorie sparse per la via Emilia…

  21. Magari prima verrà la custodia per i cani…
    Scusa se non leggo, vado decisamente di corsa.
    Giuro che ripasso con calma!

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