Lavoro da bere

Ha piovuto ininterrottamente sino all’alba.
Buona parte del programma è andato a farsi benedire. Al risveglio non si poteva far altro che sperare nel sole, che asciugasse la terra quel tanto che basta a non confonderla col fango.
E’ andata bene, tornerò a casa con i pantaloni asciutti (si spera).
Oggi tocca al moscato. I grappoli sono piuttosto radi, l’estate ha concesso davvero poca pioggia quest’anno e se ne vedono le conseguenze. E’ certo però che gli acini sono dolcissimi, ne ho le prove: non faccio altro che mangiarne.
I chicchi sono tanto pressati l’uno contro l’altro che ogni volta che un grappolo mi cade a terra inizia a rotolare. Perdo tempo a seguirlo con lo sguardo e se va verso il filare successivo devo fare le contorsioni per riuscire a recuperarlo. Il movimento è un incrocio poco credibile tra il limbo e il salto in alto vecchio stile, do uno spettacolo di me che sarebbe meglio non osservare. Tanto per salvaguardare la mia dignità.
Ho delle forbici de puta in tasca. De puta sta per “da potatura”, il mestiere più vecchio del mondo non centra niente. Preferisco comunque non usarle, ho imparato a notare dove il tralcio è più debole e stacco via con le mani. Grazie a questo eccesso di sicurezza delle volte mi capita di portar via mezza pianta. Le urla che mi arrivano alle spalle non sono certo consolatorie.
Si finisce presto col raccogliere tutto, prima di quanto si prevedesse. Ed allora là a vantarsi della nostra ormai inarrivvabile maestria di vendemmiatori. La verità è ben diversa e molto più crudele. L’uva bianca è poca, quantitativamente irrisoria rispetto alla rossa. Inoltre il clima secco a cui accennavo prima non ha certo aiutato l’abbondanza delle messi. Alla fin fine sono solo piccole bugie per l’orgoglio.
Ora bisogna portare le cassette piene sul camioncino (poco più che un giocattolo) che ci siamo fatti prestare. Caricarsi in spalla svariati chili d’uva, salire sul cassone e impilare le casse così da recuperare più spazio possibile da una certa rigenerata alla mia virilità. C’è poco da fare, il lavoro duro e sporco da un senso alla mia barba più di qualunque altra impresa. Se esagero perdonatemi, mi crogiolo in innocenti illusioni.
Arrivati alla cantina e scaricato tutto il raccolto tocca mettere l’uva nel grosso tino bianco. Il frutto passa per la pigiatrice; risparmio infatti i futuri bevitori (compreso il sottoscritto) dal vecchio metodo di pigiare con i piedi, troppo lontano dall’eccessivo senso di igiene moderno e anche piuttosto faticoso. E’ bello vedere come insieme all’uva macerino una discreta quantità di vespe. Mi tocca toglierle, preferisco saperle affogare nella fogna. I piccoli ragnetti bianchi no, quelli devono rimanere, contribuiscono al sapore.

Intanto ho la conferma che il senso del gusto non mi ha mentito, l’uva comincia a bollire immediatamente.
E’ carica di zuccheri.

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39 risposte a “Lavoro da bere

  1. Ragnetti bianchi stanno al vino come la mammola. Fonti affidabili mi hanno spiegato che, nei ristoranti, più un piatto è bello meno è pulito. Lo stesso pare per il vino.
     
    Il tuo lavoro stagionale è degno di lode, ma pare che – presumo – non ricopra minimamente la frustrazione della paga. Sei troppo poco generoso con i tuoi datori di lavoro: stando alla descrizione, il vino prodotto sembra essere quel terribile "succo d\’uva" (letterale) che ho preso in Francia. Terribile!

  2. ma è tutta uva tua, nel senso di vostra?
    mi piacerebbe partecipare a una vendemmia,
    da spettatore ovviamente;
    non vorrei provocare danni irreparabili.

  3. Cominciamo col chiarire. La vigna è mia, non è di certo un latifondo ma è comunque mia.Edo, nonostante l\’infelice descrizione il vino che ne viene fuori non è semplicemente succo d\’uva. Sa regalarci belle soddisfazioni.Spettatore, Mauro?! Non preoccuparti dei danni. Se mai dovessi capitare in mie compagnia le urla di invito al lavoro ti renderanno sordo.   😉

  4. ma che bello.. a me la vendemmia affascina tantissimo.. la sua storia.. il vino è una di quelle cose ke l\’uomo forse non smetterà mai di fare.

  5. E bravo JosefK il vendemmiatore 😀
    Queste scene che hai descritto, mi sono familiari…Molto! Anche mio nonno ha una vigna…Solo che quando mi ha chiesto se volessi aiutarlo ho detto: Nò! Ma vedi che se ti aiuto poi quest\’anno ti vien fuori meno vino…!
    Si, perchè a me l\’uva piace tantissimo…E quindi più che vendemmiare, avrei sicuramente mangiato tutto!
    Solo che a mio nonno hanno regalato un torchio e quindi fà tutto lui…Senza portare l\’uva alla cantina. Non ci sono ragnetti e vespe perchè pulisce meticolosamente ogni chicco d\’uva. E quel vino che produce è davvero "forte"…A me scende tutto nelle ginocchia, e cominciano a tremare….
    Comunque queste cose da contadini è bello che ci siano ancora, e che ci siano alcuni ragazzi ancora appassionati come te.
    Io però sono molto affezionata alle "olive"…Tra meno di un mese riapriamo il frantoio e con i panini pomodoro e olio caldo 😀

  6. Marta, ti offro io un bicchiere del vino di mio nonno!…Ma tu, lo reggi o come me ti ubriachi solo a sentirne il profumo??? 😀
                                     
                
                                                
     

  7. Il vino no! Marta, quello non mi si può togliere.La scusa che viene fuori meno vino perchè mangio tutto io l\’ho già sentita altre volte, Flavietta… E non regge!!! Forza a faticare!!! E comunque non accetto critiche sui miei metodi di vinificazione.Azz… grazie Scaglia!

  8. Grazie, Flavietta, tu si che sei ospitale,non come Qualcun\’altro……..!
    Io il vino…beh….diciamo che….non mi tremano le gambe, ma mi gira la testa facilmente! :-p
    PROSIT!

  9. Marta, beviamo alla salute di JosefK! 😀
    Comunque la mia non era una scusa…Perchè a me piacciono questi lavori "pesanti". Prima aiutavo sempre i vecchietti a scaricare le olive dalle loro "api", finchè il nonno del frantoio (che non è lo stesso dell\’uva) mi ha sgridata: "Tu sei femmina e sei la ragioniera. Siediti e fai conti. Che scarichino da soli le olive e se non ce la fanno che aspettino che si liberi l\’operaio". Quindi se il nonno (dell\’uva n.d.r.) alla fine ha preferito fare tutto da sol senza chiamarmi, un motivo c\’è. E oltre al mangiare tutta l\’uva, mi sà che mio nonno non avrebbe sopportato me che parlo in continuazione… 😀

  10. Ecco, avevo dimenticato una cosa…Visto che "vanti" così tanto il tuo vino…Facciamo uno scambio! Ti mando una bottiglia di mio nonno (rosso o bianco, decidi tu! 😀 ) e tu me ne mandi una tua…E poi vediamo…Anzi, beviamo 😀

  11. E a quel punto, Josef, Flavietta mi manderà a sua volta un bicchiere del tuo vino e lo berrò alla faccia tua! tiè! :-p   :-))

  12. Ma qua si sta gozzovigliando alla faccia mia!!!Comunque, Marta, tutti vogliono bere ma quando si parla di faticare vedo solo facce assenti…Va bene Flavietta, hai fatto capire che sei faticatrice (si, si, certo)…. Ma non mi metterò a far gare col vino di tuo nonno, voglio evitargli brutte figure. Sono un tipo magnanimo io.

  13. Poche cose come il lavoro manuale senza troppo ragionamento, vedi  vendemmia appunto, mi porterebbero a passarmi il tempo facendo ragionamenti strampalati tra me e me.. vendemmiassi io dovrei portarmi un foglietto per appuntarmi le cose da scrivere sul mio blog e poi farei 3 interventi al giorno.

  14. Oddio non ho riletto quello che ho scritto (pessima abitudine che mi porto dietro dai tempi dei temi delle medie e mai abbandonata) e ho scritto una cosa da tutto d\’un fiato..Rileggendola a mente dopo avere premuto il fatidico bottone stavo per svenire per mancanza di ossigeno al cervello..

  15. Ah ecco cos\’era quella finta che mi aveva preso agli occhi mentre leggevo il tuo primo commento ;-)Effettivamente Angelo, il lavoro fa stare bene, quando non è troppo.

  16. Angelo, sono stato colpito da dislessia da tastiera; volevo scrivere fitta… tra gli occhi   non   finta… agli occhi!!!E io ti aspetto Mauro…. ma di turismo ne vedrai poco!!!  😀

  17. alludevo a una specie di turismo tipo quelli che vanno a cogliere mele.
     
    (mica ho capito che t\’immagini!)

  18. io il "vinuzzo" l\’ho pure assaggiato….mmm è davvero buono!!! 🙂 si,si OTTIMO DIREI!!! peccato che omino bianco additivo contro le macchie non funzioni qualora dovesse cascare casualmente una goccia di quel buon gustato vino su un qualsiasi angolo del vestito!!! :-p ps: tendenzialmente il vino si sorseggia,con quello di josefk si fa gara a farlo scendere prima nel "gargarozzo" vince chi ha il coreggio di chiedere al PADRE " un\’altra bottiglia in prestito"!!! saluti

  19. Sono sicuro, Mauro, che un tuo apporto turistico sarebbe molto utile.Anche il mio vino si sorseggia, Calliope… ma se tu e le tue amiche siete delle alcolizzate e lo bevete come acqua non è certo colpa mia!!!

  20. e non lo sai che l\’acqua scarseggia su questo pianeta…??? stiamo cercando di scoprire da buone ricercatrici universitarie l\’alternativa migliore all\’acqua che non alteri i tricliceridi!!! :-p josefk è tutto sotto controllo…la ricerca è a buon punto ovviamente per definirla nel dettaglio attendiamo un tuo prossimo "rifornimento vignettoso"…mi auguro non tardi ad arrivare,nel fine settimana griagliata mista!!! 🙂

  21. la vendemmia è un momento che ci riporta alla nonstra condizione di uomini della terra.
    certo, essere il Padrone della vigna ti avrà risparmiato le frustate sulla schiena. =)
    con i soldi guadagnati con la vendemmia ho comprato alcuni degli oggetti a cui sono più legato (chitarra, etc)
     

  22. La scusa dell\’acqua non l\’avevo ancora sentita, Calliope….Soldi guadagnati con la vendemmia, Fabio?!?! Si, certo…. come no!

  23. Oh JosefK, nessuna gara…Solo "reciproca" degustazione 😀
    Ovvio che "ti vanti" il tuo vino, però…Hai faticato così tanto a raccogliere l\’uva. Un pò come me che vanto l\’olio del frantoio di mio nonno…Che anche se fanno tutto le macchine e le olive le compriamo, dico a tutti che l\’olio nostro è il migliore 😀 (che poi è vero…l\’ho fatto arrivare pure in Belgio)…
    Comunque mi attira molto la ricerca di Calliope…Io però, mi limito ad essere la degustatrice di casa "ufficiale". Due settimane fà assaggiai un esperimento fatto da un amico di mio nonno. Il braghetto! Non sò come hanno fatto, ma era buono!!!
    Uh mamma….Mi sento alcolizzata! 😀
     

  24. Io invece mi offro per degustare il vino/olio altrui, non so se si era capito…:-p  In fondo,si sa, non si può essere sempre obiettivi con le cose proprie…c\’è bisogno anche di uno sguardo, di un parere altro, oggettivo…. (Josej taccagno!!!!) :-))

  25. Concordo Mauro, qualunque cosa tu intendessi!!!Il mio vino è ottimo a precindere, Flavietta, non è questione di gusti o di mia proprietà. Il fatto che ti piaccia il braghetto mette in evidenza la tua poca predisposizione per il buon vino…  ;-pMarta!!! Ho capito che vuoi bere, anche tu nel tunnel dell\’alcol, ma devi pure faticare!!!

  26. Allora, troviamo un compromesso: tu mi fai assaggiare il vino e io ti offro un caffè fatto con le mie manine…e pure senza ragnetti! Mi sembra un\’ottima offerta…

  27. I caffè bevuti a nord di dove vivo mi hanno sempre dato cattive sorprese……. Marta, cosa ti fa pensare che il tuo caffè sarà diverso?!  ;-p

  28. Ma perchè lo faccio io, ovvio! Io ci metto premura nel fare le cose, sa? E se poi in cambio c\’è un bicchiere di vino di "casa" beh…ancora di più! ;-p

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