Ad occhi aperti

Da qualche tempo ci vedo meglio. Gli occhiali non centrano niente, sono poco più di due settimane che li porto e i loro benefici non hanno nulla a che fare con le sfumature o le evidenze a cui riesco ora a far caso.
A voler essere precisi il processo che rende sempre più nitide le immagini che mi passano davanti è stato graduale ed è tuttora in corso. Molte sono le parti che non mi è permesso guardare nella loro interezza, in piena luce.

E’ stato piuttosto scioccante scorgere difetti nelle persone a me più vicine. Il fatto che qualcuno a cui sono legato da forti vincoli affettivi potesse essere imperfetto ha destabilizzato il rapportarmi con esso, ha fatto vacillare la struttura emozionale su cui poggiavo sicuro.
L’aver accettato la perfettibilità umana ha reso la degenza post-traumatica meno pesante.

L’agire disinteressato mi appariva una prerogativa generalizzata dell’indole umana. Ho ben presto riscontrato che l’interesse personale è presente in larga parte delle offerte d’aiuto e che comunque ricevere risposte affermative in cambio di solo sacrificio è a dir poco raro.
La questione mi si è palesata nella sua interezza quando
io stesso ho cominciato a dire no.

Ho iniziato a vedere le responsabilità. Ne vengono fuori sempre nuove, nascono ogni qual volta si intraprende un’esperienza, si accoglie un privilegio o si stana un diritto. Le più interessanti sono quelle che ti si stringono al collo per il solo fatto di crescere.
Una sorta di debito che si va ad estinguere con la vita.

Il trauma più profondo in assoluto l’ho subito nel notare la mia non straordinarietà. Ridimensionare l’idea di singolarità in una semplice caratteristica (altri dicono qualità) comune a molti tende ad abbattere.
Almeno finchè non si capisce che si può vivere bene ugualmente.

Ho gli occhi lividi.
Fa sorridere riconoscere che le tumefazioni più lente ad estinguersi non siano di natura fisica.

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24 risposte a “Ad occhi aperti

  1. Ogni singola qualità è banale ma lo straordinario è riuscire a coagulare differenti caratteristiche, un po\’ come i colori che nascono da avrie combinazioni, e ce ne sono miliardi, come gli esseri umani .

  2. fino ad un passato recentissimo credevo di dover fare in modo di elevarmi dagli altri, non parlo di una sterile superiorità, ma di un\’affermazione di individualità. liberarsi da un peso del genere elimina pressioni inutili e aumenta la voglia di fare col sorriso.
    Forse gli altri non sono nemici, guardandoli bene possono apparirci più simili a noi di quanto crediamo.

  3. Concordo con Fabio.
    Rendersi conto di non essere perfetti a volte ci aiuta anche ad accettare meglio, o meno traumaticamente, l\’imperfezione degli altri. Soprattutto delle persone a noi più care. E\’ vero, può essere traumatico. Ma come vedi, fa sorridere vedere d nuovo.
    Notte

  4. Parlando di responsabilità che si stringono al collo solo per il fatto di crescere, hai mai notato che questo è un vizio che hanno anche le cravatte?

  5. C\’è un passaggio che non mi è chiaro: "l\’aver accettato la perfettibilità umana ha reso la degenza post-traumatica meno pesante". Ti sei costretto a ritenere l\’uomo perfetto e quindi tutto spiegabile e giusto o volevi dire "imperfettibilità" e ti tieni nel mezzo?
    Nel primo caso hai due salami negli occhi, un placebo che rende solo più deboli e vulnerabili e lo dico per vissuto personale. Nel secondo caso mi sembra un modo stranamente positivo di affrontare le cose, per uno come te che vede buchi neri e gravità zero dove adesso ci sono le stelle.
    In caso di una terza ipotesi mi lego al discorso di Matteo ma a modo mio: hai notato che è un vizio che hanno anche le mutande? Perchè più passa il tempo e più la gente mi fà gonfiare i maroni…

  6. No, gli occhiali non c\’entrano niente con tutte queste "nuove visioni". Forse sei tu che hai cominciato a vedere cose che prima non vedevi. Come i difetti delle persone a te vicine. Concodo con Nicola per i salami negli occhi. Ma almeno, mò che li hai tolti ti sei fatto due bei paninazzi??? 😀
    Poi per "l\’agire disinteressato", io ho imparato ben presto che nessuno fà niente per niente…Se ti chiedo un favore e sei così "gentile" ad aiutarmi, dopo a me tocca ricambiare quello e altri favori. Solo che sono rimasta l\’unica "aliena" ad agire con disinteresse, sono "fatebenefratelli" in persona. Tutti mi chiedono favori, ma io non ne chiedo mai…Casomai "mi viene pure rinfacciato"!
    Le responsabilità…Sei vicino a dei traguardi, mi pare. E quindi, ovvio che senti il peso delle responsabilità. Ad un certo punto, la campana di vetro in cui viviamo si alza e tocca a noi dimostrare quello che siamo capaci. Ti ci abituerai.
    Ti sei reso conto della tua non straordinarietà. Beh, quella qualità comune a molti può abbattere te…Ma non le persone che ti stanno vicino e che ti voglione bene! 🙂
    E per concludere…Oh, JosefK sull\’ultima cosa ti devo contraddire…A me i lividi ancora non vanno via dall\’ultima caduta in motorino. Sono le tumefazioni fisiche quelle che vanno via più lentamente (a me)
    😀 😀 😀

  7. abbiamo tutti difetti, dentro e fuori. questo non dovrebbe renderti più affascinanti le persone anzichè destabilizzarti?
    l\’uomo perfetto…qualcosa di inguardabile credo. una statua.

  8. Effettivamente, Mauro, accordare a meravigliose qualità terribili difetti può essere comunque svilente.Riuscire a mettere in atto le proprie ambizioni, Fabio, senza il continuo tentativo di sgominare la concorrenza può risultare parecchio rilassante. Concordo.A conti fatti l\’idealizzazione di persone a noi vicine è comune, Marta, e sono dell\’idea che sia piuttosto difficile riconoscerne tutti i difetti.Si Matteo, ma di cravatte ne ho solo una.Per perfettibilità intendo il non essere perfetto delle persone, Nicola. E comunque non vedo buchi neri al posto delle stelle, basta solo che mi si prenda meno sul serio. Delle mutande ho notato…. purtroppo. Questo anche credo dipende dalla capacità di veder meglio certe persone.Flavietta…. ti sei dipinta come una santa…. che modesta!!! E poi sta voglia di contraddirmi, secondo me te la sei presa per il fatto del vino.Probabilmente Cler l\’uomo perfetto sarebbe anche inavvicinabile. Troppa cara la perfezione se vuol dire solitudine.David, interessante questo tuo modo di attirare l\’attenzione.

  9. Purtroppo lo so, Josef. Abbiamo un pò tutti i prosciutti sugli occhi, soprattutto quando si tratta di persone idealizzate o semplicemente troppo importanti. Quando t rendi conto che sono umani come noi allora t prende a male, ma subito dopo entra in atto l\’inevitabile realismo del constatare il naturale rivelarsi delle cose. se invece fossero davvero come noi vorremmo, pensa quanto c sentiremo merde noi! Nn so se mi spiego.

  10. JosefK, gli occhiali non t\’ hanno fatto venire un gran mal di testa? (a me, la prima volta, sì, e per circa un mese.)
    Perchè può essere quello.
    Comunque:
    Le persone bisogna accettarle per quelle che sono;
    ammiro il tuo coraggio (o audacia?) nel riuscire a dire di "no".

  11. Se essere santi significa anche "prenderla sempre in quel posto che ti spacchi pure in 4"…Allora, si…Modestamente sono una santa. E comunque la mia missione da quando sono approdata qui è contraddirti sempre, anche quando non capisco il senso delle cose che scrivi, perchè sò di essere un pò "limitata"…Sinceramente mi sei pure un pò antipatico 😛

  12. Ti spieghi Marta…. sin troppo bene.Il mal di testa ce l\’avevo prima di mettere gli occhiali…. ma a volte anche dopo. Scaglia, non ho alcun coraggio, è che a volte non si riesce (o può) proprio a dire di si.Ti risulto antipatico Flavietta? Me ne farò una ragione  😛

  13. Gli occhi… Persino Darwin titubò a riguardo. Gli sembrava impossibile che l\’evoluzione potesse provocare delle cose del genere!
    In realtà, l\’evoluzione ha prodotto gli occhi perché rendano testimonianza di cose visibili ben più sconvolgenti.

  14. Come dire: "non è il male né la botta, ma purtroppo è il livido"
    ps non ho mai capito…si scrive "c\’entrano" o "centrano"? io, per evitare ogni problema, uso un sinonimo… =)

  15. Spett.le ditta JosefK srl,
    in riferimento alla richiesta del dott. Bitta,
    comunico che come da accordi contrattuali,
    nel pieno svolgimento delle mie mansioni
    avevo evidenziato quel punto
    ma il redattore ha ritenuto opportuno lasciarlo così.
    Cordiali saluti.
    Mauro

  16. Ed io, Edo, mi sono sconvolto abbastanza. Ora basta.Già, Bitta, è quello che rimane. Da mie informazioni centrano c\’entrano dovrebbero essere entrambi utilizzabili ma non ne sono poi tanto sicuro.Onorevole (eh eh) Mauro…. Ho deciso di lasciare il presunto errore per dare dimostrazione della mia ignoranza (o saccenza).

  17. E\’ facile vedere i difetti degli altri…
    esisteranno occhiali per vedere i pregi?O bisognerebbe chiudere gli occhi,per accorgersene?Tante domande,dove saranno le risposte?Probabilmente davanti a me: peccato,non ho gli occhiali…non le vedo…Miopia o astigmatismo?

  18. Daniele, la facilità con cui si vedono pregi e difetti altrui è legata fortemente ai rapporti che teniamo con tali persone. A dipendere da tali contatti sarà facilmente comprensibile se vedremo in loro delle belle o delle brutte….

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