Ansia da gioco

Di questi tempi entrare in una ricevitoria del superenalotto può risultare un’operazione ardua, o comunque avvilente.

La tensione presente nell’aria è palese, si sente l’ossigeno vibrare, che tenta in qualche modo di fuggire dalle nari voraci dei presenti.


Gli occhi sbarrati, iniettati di sangue identificano proprio nelle persone la causa dello stato d’ansia che si respira. La fila verso l’agognata macchinetta mangia numeri ha tutte le carte in regola per venire accostata all’attesa del purgatorio.
Uno stato compresso e sofferente che viene solo in parte mitigato dalla espletazione del bisogno (che verrebbe da definire fisiologico per quanto forte ed impellente) di giocare una schedina inzuppata di speranza.

Il sollievo che se ne ricava è solo effimero. L’ansia d’attesa riparte dopo pochi istanti, questa volta indirizzata alla fatidica ora dell’estrazione.

 

 


Le persone in fila affrontano il supplizio in maniere diverse tra loro, ma non per questo la sofferenza che traspare da una metodica è inferiore ad un’altra.

C’è chi attende in silenzio. Il capo basso, le labbra serrate, il foglietto di carta rosso e bianco stretto
nella morsa di dita che non abbandonerebbero mai quel frammento di favoloso miraggio. Agli occhi altrui sono i più tristi, gli esagerati. A parer mio sono semplicemente i più sinceri.

 

Più in disordine, col volto rubicondo, menefreghisti della fila e guardati in cagnesco dai sinceri, ci sono i dissimulatori. Intraprendono chiacchiere continue con
conoscenti e presunti tali. Hanno la voce alta, troppo. Ci tengono a farsi sentire; desiderano che si sappia che vanno là solo perché ci vanno tutti, per far contenta la moglie, i figli, i nipoti. Tanto loro neanche li vogliono tutti
quei soldi, che ci faccio?! Dicono.

Infine ci sono i sicuri, gli spacconi. Mostrano tranquillità, si avvicinano al bancone con sicurezza. Il passo è quello deciso di chi sa dove sta andando, segue una linea retta e non ammette deviazioni; le intromissioni,
le urla, le proteste vengono ignorate. Le parole sono sempre le stesse, questa è la schedina vincente, ecco il 6… La loro sicurezza è un modo per mostrarsi forti, di solito sono quelli maggiormente compatiti.

 


Sta per arrivare il mio turno e sino ad ora non ho spiccicato parola. E’ appena giunto un ragazzo che conosco, iniziamo a comunicare, urlando, da un capo all’altro della fila, sugli eventi che hanno portato al nostro incontro in un luogo come questo. Non lo sento più, è il mio turno. Mi porto risoluto innanzi alla macchina infernale.


 

 

La notizia che qualcuno abbia azzeccato il 6 viene presa in
maniera liberatoria. Le facce sono distese, le rughe un po’ meno tirate. Le
frasi di rammarico dei mancati nababbi suonano dolci, senza stridii.

Era ora.

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22 risposte a “Ansia da gioco

  1. Perdinci Josefk, non ti avrei mai immaginato giocatore dell\’infernale superenalotto!Ma l\’arrivo del 6 è davvero fonte di liberazione? o piuttosto di rammarico? e tu sei un abitudinario frequentatore delle ricevitorie o sei stato rapito dall\’ebrezza del jackpot ultramilionario?

  2. Su questo gioco sai come la penso, quindi da parte mia un augurio al fatto che il jackpot rimanga sempre basso e ci giochi meno gente.

  3. Era ora… un corno! Speravo che il 6 arrivasse a superare il Pil, poi avrei venduto l\’anima al diavolo per vincerlo.Infine, mi sarei comprato il Lussemburgo.Rimorsi per l\’Italia allo sfacelo? Per niente, la coscienza sarebbe stata utilizzata per pagare la mancia al demonio.

  4. E tanti auguri si, Matteo.Non giocavo al superenalottoda mesi, Fabio, sono giocatore a dir poco occasionale. Questa volta però ho fatto da sorbitore di code piuttosto che da giocatore diretto. Per me il l\’arrivo del 6 è stato liberatorio….Il jackpot è eccessivamente alto, Angelo, causa una caccia all\’oro malata. Meglio vincite più basse e frequenti.Lussenburgo, Edo? Io punterei sull\’Andorra. E poi il demonio puoi sempre pagarlo in quote di sistemi.

  5. E poi Studio Aperto ha trovato la notiziona da spacciare,a fine programma, per "cultura di prima qualità".
    <<Ed ecco che il montepremi (si chiama così?) sale ancora nel superenalotto. Sfiora 60/70/80 milioni! [Applausi].>>
    E poi via che nel programma della talpa è sbucata una tetta che non è sfuggita alla "nostra telecamera".
     
    E due settimane sono passate.
     
     
     
     
    Il vincitore sarà venuto al momento tanto atteso?

  6. E poi Studio Aperto ha trovato la notiziona da spacciare,a fine programma, per "cultura di prima qualità".
    <<Ed ecco che il montepremi (si chiama così?) sale ancora nel superenalotto. Sfiora 60/70/80 milioni! [Applausi].>>
    E poi via che nel programma della talpa è sbucata una tetta che non è sfuggita alla "nostra telecamera".
     
    E due settimane sono passate.
     
     
     
     
    Il vincitore sarà venuto al momento tanto atteso?

  7. questo della giocata al superenalotto è un passo falso,
    oppure è un altro tentativo (riuscito) di spiazzarci
    e costringerci a rimodellare continuamente l\’immagine che abbiamo di te.
     

  8. Sinceramente io me l\’aspettavo lo JosefK giocatore…Perchè diciamocelo, 100milioni di n€uri fanno gola…Ed è bello stringere quella schedina con la speranza che possa esserci stamapata la sestina vincente…Anche io ho fatto la fila ai tabacchi…Anche io ho sognato e ho coinvolto mio padre giocando a "società". Fortunato il vincitore. Io quando ho scoperto di avere solo 2 numeri ho addentato il mio snickers…Dolce consolazione!
    p.s. Comunque nella fila ai tabacchi io sono stata la "vigilessa"…Chi entrava mi chiedeva quale era la coda per il videopoker, per le sigarette, per il sale (giovedì pomeriggio supermercati chiusi). E la mia risposta era sempre: l\’unica coda che vedete è per il superenalotto!

  9. Vedo il lotto come un divertimento occasionale(ad asempio:fai un sogno e ti giochi i relativi numeri,per vedere che succede)e,con questo spirito,a volte gioco,puntando sempre su giocate a bassa vincita ma a maggiore probabilità di uscita.Senza mai crederci troppo,solo per divertimento,appunto.
     
    Ho sempre compatito i giocatori del superenalotto:non si rendono conto di quanto sia assurdamente ridicola la possibilità di vincere.E\’ una specie di "tassa sui sogni" della povera gente.
     
    So che i più non saranno d\’accordo con me,ma il destino di chi vince potrebbe essere anche peggiore:mettere una valanga di soldi in mano a un pinco pallino qualsiasi…mi sembra che sia come dare la patente a uno che non sa guidare.La gente sembra aver dimenticato che i soldi sono solo un mezzo.

  10. Non so se è venuto, Scaglia, di sicuro il rilascio di endorfine avrà rischiato di farlo fuori.Passo falso, Mauro? Spero di no. Comunque ripeto, sono un giocatore altamente occasionale, ma soprattutto sono l\’addetto a molte cose, e quindi anche alle giocate (altrui).Tu vigilessa, Flavia? Poco credibile… Se poi la tua è una critica ai vigili che non fanno altro che fare multe e dare indicazioni, è un altro discorso…Emanuè, abbiamo affrontato questo discorso giovedì. Proprio davanti una ricevitoria. Sai come la penso.

  11. sei l\’addetto a molte cose e…quindi anche alle giocate(altrui)! aò,ma a chi ti riferisci?! tanto lo sappiamo che tu con la scusa degli altri levavi dal tuo mitico taschino la schedina con la tua giocata realisticamente perdente!!!! 🙂

  12. Agli occhi altrui sono i più tristi, gli esagerati. A parer mio sono semplicemente i più sinceri.
    Mi fa tenerezza questa cosa…

  13. Emanuele, il sogno di avere uno scooter nuovo, vale quel n€uro speso di tanto in tanto. I soldi sono un mezzo, è vero…Ma mò che scarseggiano, sono anche un bisogno!
    JosefK,l\’essere "vigilessa" era riferito solo al dare indicazioni. Chi entrava si trovava 20 persone in 5 mq. di tabacchi. Ed era un pò disorientato…Chiedeva e dato che nessuno rispondeva…L\’unica anima gentile che spiegava che eravamo tutti in coda per le giocate e non per altro, ero io 😀

  14. Intanto gli incassi salgono, tutti quei soldi come li spendono? Non è roba dello stato? Anche Emilio Fede ha iniziato con il lotto, poi è passato alla roulette e infine a forza italia…. dai che sei al primo step!

  15. Ad altri no, Marta, e non so con chi essere daccordo….Si certo Flavia, tu l\’anima gentile…Forse danno assuefazione, Bitta.Non vedo l\’ora di condurre un tg tutto mio, Nicola! Devo però scegliere a chi farò da sospensorio…

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