Strade eterne

Ci sono strade che non finiscono mai.

Nonostante il numero infinito di volte che sono state percorse, i traguardi tagliati, per quanto si conosca a fondo ogni buca, curva e deviazione, l’abitudine, o la profonda conoscenza (se più aggrada), non aiuta il tragitto a concludersi.

 

Su queste strade un’andatura tranquilla non si traduce in un più sicuro viaggio. La bassa velocità rende facili bersagli, la corsia più a destra non ha alcuna qualità tutelante.

Bisogna diventare famelici sciacalli di ogni spazio vuoto,
dovunque esso si trovi.

Allontanarsi il più possibile dai pachidermi su gomma, per
quanto rapido e noncurante sia il loro avanzare, è prerogativa di sopravvivenza. La mole ondeggiante che a fatica si trascinano dietro mette insicurezza anche al più sciocco dei SUV.

Gli sprovveduti, i più ingenuamente tranquilli o forse
annichiliti dal panico, rintanati nella corsia d’emergenza che lambiscono il guardrail quasi a voler cercare un appiglio a cui sorreggersi o una spalla su cui piangere, vanno scansati immediatamente. Rallentano, troppo, e abbattono le tue difese. Mostri il fianco alle incornate di chi giunge incosciente  alle tue spalle.

Mai fermarsi. La regolare presenza di auto ferme in seguito a tamponamenti e loro simili non ti da il permesso di accodarti in tranquillità nel più classico degli incolonnamenti. Gli impegni diversi dalla guida che noti
lungo il viaggio fanno capire dell’auto che arriva a ruote bloccate e urta come la biglia di un flipper sui mezzi già fermi.

 

I sensi tutti vanno indirizzati alla massima attenzione.

La vista ovviamente, ma tale da controllare anche fianchi e
coda.

L’udito. Ogni singolo rumore, da un motore che sale di giri allo stridio dei freni, va catturato e compreso.

L’olfatto. Difficilmente intuibile parrebbe il motivo, ma quando senti la puzza di fumo sai che ti prepari a qualche centinaio di metri di bianca oscurità.

Il tatto, che ti fa conoscere sempre nuove voragini
dell’asfalto.

 

E il gusto?

Quello serve ad assaporare l’amaro di una strada che non finisce mai.

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21 risposte a “Strade eterne

  1. Gomme che masticano strada in eterno.Traslato, potrebbe essere che i bolidi sono un po\’ come noi: pulsionati perenni finché morte finalmente giunga.

  2. Ho avuto l\’occasione di viaggiare sulla Sa-RC all\’alba e la fortuna,
    come l\’ora, mi deve aver accompagnato. E\’ andato meglio di quanto
    prevedessi.E comunque no, non parlavo della Salerno-Reggio Calabria. Ho preso "ispirazione" da un\’altra strada.

  3. Giusto un pizzico di pessimismo galattico come al solito, ma bello, piccolo particolare di sei scordato che i più grossi e cattivi governano la corsia di destra. Quando si muovono a sinistra gli altri si spostano.

  4. Davvero, JosefK? Sapevo che ogni minuto, sulla terra, una persona viene investita. Scommetto che quella persona sei tu!
    Qualcuno deve aver investito su di te.

  5. Chissà perchè a me le strade fanno tutt\’altro effetto. Quelle in città ormai mi stressano. E stamattina ho sganciato un bel gestaccio ad una vecchia occhialuta che mi diceva "questa è scema" perchè sono uscita da casa mia (dove c\’è un passo carrabile) e lei non poteva parcheggiare per andare a comprare il pane. Le mie strade preferite sono quelle vuote…Pace!

  6. Io credo di si…Già la mia presenza su una strada la rende un purgatorio…Mettiamoci insieme le varie persone e diventa un inferno! 🙂

  7. Purgatorio……… Flavia, dalle esperienze stradali che racconti mi sembra che sei stata sin troppo buona con te stessa! :-pEhm….. Marta……. ehm…… uhm………. ahm…… !?!?!?8.32 è una cosa che solo alcuni eletti possono capire.

  8. Marta è roba di macchine di sicuro. Pico e JosefK hanno questa passione in comune. E comunque Josefk, sei proprio antipatico. Potevi pure dire che è: la thema ferrari, 8 cilindri 32 valvole, motore ferrari. Che non c\’avremmo capito niente lo stesso, però…
    Anche se Pico è stato definito pedante, è il migliore in fatto di "ripetizioni" anche in materia automobilistica.

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