Il problema è la ricerca

E’ dal principio dei tempi che si ode da più parti il lamento acuto e raggelante delle menti scientifiche italiane.

La cronica penuria di soldi investiti in ambito scientifico e tecnologico fa dei ricercatori randagi che scavano nei resti della finanziaria più recente. Animali strani e mal guardati che raccattano tra TELETHON e rarissime donazioni il contante necessario ad acquistare gli strumenti più
adatti e, se rimane qualcosa, a trascinare avanti loro e famiglia (come se fosse sano di mente un ricercatore sposato e con figli).

Perché ovviamente è sempre e solo una questione di soldi.

 

 

Prendiamo i matematici. Date loro un block-notes A3 e vedrete i loro occhi brillare.
Immaginate la grandezza delle equazioni che si possono scrivere su questo tipo di fogli e capirete la loro gioia. Riunire a Fabriano tutte le facoltà che fanno dei numeri il loro credo potrebbe essere una buona soluzione.

Dal produttore al consumatore.

 

Per gli ingegneri non vedo problemi eccessivi. Uno dei credo fondamentali per questi personaggi dalla vacua moralità è fare al prezzo più basso. E se i soldi non ci sono, non si fa.

Ideale di ogni politico.

 

I geologi potrebbero andare a contatto con la fonte dei loro studi, la terra. E visto che si trovano sarebbe opportuno cominciassero a zappare.

Nuove braccia per l’agricoltura.

 

Biologi, biotecnologi, medici e tutti quelli contraddistinti da pulsioni verso il molliccio mondo dell’organico hanno in questo periodo una grande opportunità.
La fame mieterà presto numerose vittime donando vaste quantità di materiale di studio con cui riempire provette e coltivare batteri. Centrifughe e fornelli si moltiplicheranno a dismisura data la progressiva dismissione di lavatrici e cucine.
Forse solo le cavie andranno scomparendo, causa la suddetta fame.

Gaudenti dell’oblio.

 

I chimici avranno il loro bel da fare tra intransigenze molecolari e tavole di Mendel del primo dopoguerra. Eppure il nostro Paese è ricco degli elementi più interessanti. Uranio in fiumi e campi coltivati, diossina per le strade e nei latticini, polveri che di sottile hanno solo il nome sono solo un piccolo esempio della ricchezza che hanno a disposizione.

Abbondanza sperperata.

 

Il problema grosso sono i fisici. Hanno la mania di richiedere attrezzature costosissime che nella maggior parte dei casi rischiano di causare la fine del mondo andando poi
a rompersi nel giro di qualche giorno. Forse sarebbe giusto ignorarli.

Senza speranza.

 


Come si può notare la situazione è spesso risolvibile. Se
proprio non si può, la panacea è sempre a portata di mano.

Emigrare.

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20 risposte a “Il problema è la ricerca

  1. Che quadro…
    Emigrare sembra l\’unica soluzione. Eppure io mi sento un non so che nello stomaco quando penso ad emigrare…senso di responsabilità? Senso di colpa? Senso di ingiustizia? Menefreghismo? Non so dare una risposta al momento. Ma è come se ci fosse una super calamita che mi fa restare mentalmente nell\’ottica di restarmene qua.
    Masochismo disperato,probabilmente.

  2. Probabile davvero, Marta. O magari è attaccamento alla terra. O è incoscienza. O è senso del dovere. O è la DC……E\’ ovvio, Fabio! E con gusto…

  3. mi sento chiamato in causa:
    con le emergenze ambientali e le intossicazioni alimentari io ci campo,
    mi nutro di disastri ecologici, di comportamenti illeciti, di avvelenamenti dolosi, di frodi e di doping,
    il male è la fonte del mio lavoro
     

  4. Pessimo cosmico fantascentifico, di questo passo i laureati in lettere faranno tutti la letterina da gerry scotti e i laureati in lingue a leccare culi. Ho ribrezzo a pensare ad un mio amico futuro dott in lettere in gonnellina e reggisono luccicante (ullallalaaaahhHHHHH!).

  5. Sai, Mauro, la cosa non mi sorprende… anzi, sarei curioso di sapere quanto a fondo si possa scendere coi cataclismi che ti passano tra le mani.Dai Nicola, il tuo amico sicuramente guadagnerà molto di più da letterina che non lavorando con abbecedario e Divina Commedia.

  6. Caspita! A leggerti, Mauro, direi che tu svolgi il ruolo di direttore del personale. Probabilmente non ti vedrò mai in tv, sulla Goodnews di Report.

  7. Basta usare delle giacche pesanti sulle Alpi, Edo, e magari evitare le vie panoramiche.Pico, ho paura che la burocrazia possa rovinare anche i miei tentativi di soluzione…Ma che hai capito, Marta? DC sta per Dominazione Coatta…

  8. …per assurdo(il mio preferito)mi sovviene (il ricordo non la nausea)il libro di ferguson w…Felicita\’…
    qui si postula un possibile manuale per la realizzazione del supremo desiderio…ovvero la sopradetta.
    gli esiti sono paradossali ma possibili…tu dirai che cavolo centra??(o forse no perche\’hai la mente piu\’stratificata di
    un deposito glaciale)…. diventa lecito chiedersi come sarebbe un mondo in cui non ci sia piu\’ nessuna felicità da realizzare, quanto diventerebbe vuota la vita degli uomini…noi siamo tutti…al poco o al nulla….sai quanta vita da riempire!!!;)))….
    dopo di che non so se diventerai mio amico di blog….

  9. tre domande:
    che cosa fai tu?
     
    Come vedi i letterati (laureati in materie umanistiche) nel futuro prossimo? (Se i ricercatori stanno messi male….)
     
    Com\’è Il maestro e Margherita?

  10. Josef non me ne vorrà (spero) se dico anche la mia su "Il maestro e Margherita". Sarà che all\’epoca frequentavo davvero una certa Margherita, ma è straordinario. Divertentissimo e profondo.

  11. Edo ma quale direttore del personale….il mio lavoro contribuisce a fornire materiale per report.
    In tv?
    Qualche volta vengono in laboratorio e fanno delle riprese, ormai siamo materiale di repertorio, ogni tanto tirano fuori gli spezzoni.
     

  12. Ebbene si, Marta!No, Edo, ma può anche stare per Dettato Collettivo.Bibi, cerco di rispondere:1 – Faccio cose senza i piedi per terra;2 – Li vedo peggio: sono già di per loro sottovalutati e spesso entrano in un mondo che è saturo (non perchè non ce ne sia bisogno, piuttosto perchè non si vuole spendere per il ruolo che andranno a ricoprie). Non mi riferisco solo all\’istruzione. Non vedo bene nemmeno il giornalismo, ad esempio, irrigidito troppo spesso nel servilismo. Poi ci sono antropologia, psicologia, sociologia……. ma tu ne senti parlare? Vedi un loro sviluppo, un\’attenzione che vada oltre l\’ambito universitario? Io no.3 – Il Maestro e Margherita…. sottoscrivo Pico. C\’è un mondo immenso al suo interno. Fatto di satira, filosofia, narrativa pura. Il soprannaturale che spiega il naturale. Un mondo che ne descrive un altro.Pico, ti ho sottoscritto!Quando passano quelli di Report, Mauro, puoi chieder loro se la Gabanelli è davvero incazzata come sembra?

  13. ..la motivazione dell\’ammissione mi commuove.grazie…:-DD….
    il maestro e margherita non si puo\’commentare
    si DEVE leggere.che altro.
     

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