Seguiamo noi stessi

Si cresce con l’immagine di ciò che si diverrà in futuro. Una proiezione idealizzata della nostra esistenza che si trasforma negli anni, così come a trasformarsi sono la testa e il corpo.

 

Il seme viene inculcato nella prima infanzia. A volte ha la
forma di una bambola, altre quella di uno scatola di Lego, o ancora potrebbe essere una figura genitoriale. La gestazione è lunga, lenta e va incontro a continue mutazioni. L’ambizione originaria comincia con l’essere messa alla
prova dalle persone che conosciamo e dai loro progetti, dai romanzi con i loro intrepidi eroi, dalla tv e le sue starlet, da artisti dannati (almeno all’apparenza) che cantano liriche strazianti.

 

Bisogna badare a due persone con la medesima identità anagrafica ma che hanno tra loro a dividerle la distanza di anni, esperienze, sogni e aspettative. E così come
curiamo gli interessi contemporanei, la cultura, il divertimento, riversiamo su quel personaggio in fieri le
aspettative di una vita diversa, realizzata.

E non è sempre e solo una questione di affermazione personale in una società (a dire il vero lo è sempre ma lo dico per facilitarmi la comunicazione), a volte è anche una questione di tempo. E’ pura attesa. Si aspetta che i caratteri cambino, che la reazione personale agli stimoli esterni muti in un atteggiamento diverso, più combattivo o semplicemente concreto. Si ripongono speranze in colui che verrà (nessun riferimento biblico, tranquilli) senza serbarne alcuna per sé stessi.

 

E mentre si attende che il Futuro arrivi, le cose cambiano,
anche i nostri desideri il più delle volte si ridimensionano. Quella figura remota inizia col perdere il suo chiarore originario. Diventa sempre più umana, più prossima a quello che siamo adesso. Quasi possiamo toccarla. Ed è una cosa rivoltante.


E’ più avanti, là lontana. Al più riusciamo a scorgerla di
spalle. Il viso si può solo immaginare. Non dev’essere un caso.

Annunci

21 risposte a “Seguiamo noi stessi

  1. Quant\’è vero!!!
    Comincio a gradire in modo sadico la tua capacità di girare il coltello nella piaga…
    Vai così!

  2. Man mano si riduce l\’egocentrismo conseguente allo stadio formale (Jean Piaget); ci accorgiamo che siamo come il cane dei vicini quando si rincorre la coda.Regaliamogli un osso di gomma o una promozione.

  3. In pratica, Giulia, mi stai istigando a delinquere….. :-)E\’ l\’osso di gomma quello che rovina, Edo. A quello non siamo preparati.

  4. oooooh, ora si che posso iniziare davvero la mia giornata di buoni propositi!
    Josef, quanto è vero quello che scrivi in questo post! L\’attesa ti fa svegliare un giorno e rendere conto che la tua vita immaginaria la sta vivendo qualcun\’altro, che non sei tu. E allora ti prende a male perke realizzi che devi muovere il sederino per iniziare a scoprire se il tuo ideale d\’essere è davvero quello che vuoi, e se puoi esserlo. Tentativi. Ma da qualche parte bisogna pur iniziare. Per non attendere il giorno in cui t dirai "è ora? ah, lo era gia ieri, un\’occasione persa". Ok. Ora posso ricominciare a sperare nei miei buoni propositi. In bocca al lupo.

  5. C\’è un\’età in cui i contorni del nostro io ideale iniziano a sfumare? …..Ecco, il fatto che col passare del tempo riesca ad utilizzare termini tecnici e ragionamenti propri della psicologia (ma mi rendo conto che c\’è ancora tantissima strada da fare) mi spaventa e mi stimola allo stesso tempo. Da un lato c\’è il mio ideale di persona che vorrei diventare.. dall\’altro la paura di non riuscire a diventarla.
    Per non entrare in dissonanza 😉 evito di pensarci. 
     

  6. L\’ho già detto che la rovina dei figli sono i genitori?
    Passiamo una buona parte della vita a cercare di uscire dal percorso che ci hanno segnato, a svestire i panni del personaggio che ci hanno assegnato, magari riversando su di noi le aspettative di una vita che non sono riusciti a vivere.
    E quasi sempre rifiutiamo tutto questo, perché non l\’abbiamo scelto noi.

  7. Il bello dei tuoi post è che ognuno (soprattutto io) ci fa una lettura personale,
    ignorando, spesso, il vero significato.

  8. …per me e\’ vero in parte…sono a credito nella vita con infanzia gioiosa e gioventu\’ricca di possibilita\’ed amore.
    sempre consapevole ed umile nella mia campana di vetro a chi chiedeva cosa vuoi…dicevo rimanere cosi\’—nulla.
    curiosa come una biscia ho sempre improvvisato facendomi scegliere solo in apparenza…mai avuto un idolo calciatore cantante o un poster in camera che fosse di qualcuno famooosooo…foto di amici miei disegni fumetti …ancor oggi mi godo ogni momento con
    la stessa leggerezza impossibile e che non posso permettermi…ma lo faccio come allora….
    .io sono me stessa un unica meravigliosa moltitudine…(quasi citazione…;)))!!!!

  9. Prima di risponderti ho dovuto fare uno sforzo.Spremendo le meningi non riesco a condividere il tuo pensiero, nel modo più assoluto escludendo il principio per cui abbiamo un "imprinting" innato. Se vuoi dare un\’origine alle delusioni personali dovresti ragionare sulla tua proiezione personale, sulle tue aspettative e sul concetto che hai di te. Il resto delle emozioni che descrivi si chiamano adolescenza.

  10. Comincio col dire che il tuo avatar con i Knives di Andy Warhol ha catturato immediatamente la mia attenzione
    ed è stata la ragione principale per la quale ho voluto venire a leggere qualcosa di te.
    Detto ciò…
    hai un cervello che scalpita.
    Complimenti.
     🙂

  11. Bisogna muoversi si, Marta, ma il bello è che una volta raggiunto si allontanerà di nuovo.I contorni del nostro io ideale, Azzurra, cambiano piuttosto che sfumare.Grazie David.Il brutto, Mauro, è il momento in cui ci rendiamo conto che la scelta non è più nostra. Davvero terribile.Beata te, Ariel, potrei innalzarti ad esempio.Ho detto tutto, Flavia? Tutte fesserie……… :-DNon chiedo la ragione, Nicola. Nè cerco consolazioni. L\’adolescenza è un momento dove i totem si presentano più forti forse di altri periodi, ma non per questo la sua fine decreta il crollo di questi idoli.Può darsi, Pico. Ma nelle vecchiaia i nostri sig. Futuro sono quelli di altri.E questo è problema grosso, Fabio.Ho un cervello che scoppia, Yaya, e non è positiva come cosa….Per niente, Bitta. Spesso si persevera.Si vede che non volevi seguirlo, Scaglia.

  12. …..mi prendi in giro..:))…ma devi sapere che la mia diversita\’l\’ho pagata con una certa solitudine…per fortuna avevo la mia famiglia animali e libri…ora va di moda…sei snob…up to date…trent\’anni fa eri strana.punto…mi dici che dalle tue parti il cazzeggio e\’diventato quasi un obbligo…brutta cosa…dev\’essere un lusso inaudito altroche\’!!…..io pero\’qui mi trovo bene percio\’ci torno!!…..
    che fai ospiti ??:)))
     

  13. Io che prendo in giro, Ariel? Non mi permetterei mai……………………………………..Comunque io ospito volentieri, torna quando vuoi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...