Come Dio la manda

Piove da circa tre settimane.

Ma potrebbero essere mesi, o anni.
La soluzione di continuità con cui la pioggia bagna la terra e chi la occupa mi ha fatto perdere il senso del tempo. Un po’ come le lunghe siccità estive, dove a scandire il passare dei mesi c’è solo l’alternarsi del giorno con la notte.
Sembra tanto, ma non lo è. Si ha bisogno di qualche punto di riferimento in più, da maggiore sicurezza; e sollievo, soprattutto.

 

I campi coltivati, presunti tali, hanno tutti l’aspetto di risaie. Ed è divertente vedere ulivi e peschi piantare
le proprie radici in luminosi specchi d’acqua. L’effetto moltiplicativo che ne risulta tende a rinverdire i fasti di una campania felix ormai scomparsa.

Vengono in mente i canyon nordamericani. L’erosione portata
avanti dal fiume Colorado ha impiegato migliaia d’anni a sventrare altopiani, disegnando panorami lunatici e dando
mostra di cosa possa ottenere un impegno continuo di fronte a enormi difficoltà. E’ bastata qualche ora di pioggia perché vedessi nascere crateri e trincee lungo gli itinerari che percorro abitualmente. L’acqua dev’essersi incattivita.

Le strade non sono più distinguibili da torrenti. Guidare ha guadagnato un’assonanza ancor più forte con guadare. Scherzi verbali.

La categoria maggiormente vessata da uno situazione climatica di questo genere è composta da chi ritiene
l’ombrello un abominio. Un oggetto nato per infastidire piuttosto che per proteggere. Si vedono quindi numerosi personaggi intenti ad attraversare muri d’acqua col solo riparo della capigliatura, muoversi furtivi accanto ai muri o cercare un balcone così da utilizzarne i secondi fini.

 

Proprio vero. Si parla del tempo quando non si ha niente da dire.

 

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22 risposte a “Come Dio la manda

  1. amo l\’acqua…piu\’di qualsiasi elemento..quando posso permettermi il lusso di bagnarmi la guardo mentre scende sottile come spilli dura come acini d\’uva ed ascolto la mia pelle reagire..i capelli farsi vapore ..quando andavo in moto d\’estate mi lasciavo asciugare come phon all\’aria dopo ogni temporale…mi piace quel suo estenuarti sonoro di gocce …lo scivolare lento in ogni anfratto la pulizia d\’aria nuova in citta\’..un illusorio fugace di coscienze lavate….amo l\’acqua..

  2. già, basta una cosa cosi "leggera" come l\’acqua, per buttar giu cose costruite e apparentemente difficili da scalfire.Odio l\’ombrello. Amo l\’argomento tempo quando non ho nulla da dire, anche se sto imparando a stare "sinceramente zitta".Dopo la pausa di oggi, domani ricomincio la traversata fino all\’eur…sotto la pioggia. Basta con questa pioggia. Anche se….oggi la pioggia ha fatto da contorno ad una giornata bellissima. Notte

  3. Verissimo! E forse tu oggi non avevi niente da dire e hai parlato del tempo :DPerò la descrizione dei canyon è bella. Ma tu ci sei mai stato l\’hai solo visto in tv?

  4. La cosa peggiore è andare a scuola in bicicletta tenendo in una mano l\’ ombrello e nell\’ altra il manubrio.Salvo per miracolo.

  5. Allora spero che tu abbia più spesso niente da dire. Parola di metereopatica.Quì il sole si è preso un anno sabbatico, ma forse torna per il weekend.

  6. Non ci avevo pensato, GIULIA. Potrei usare la scatola cranica come una borraccia….Utilità impagabile, MAURO? A cosa ti riferisci!??! :-DAmo l\’acqua, ARIEL. Odio l\’umidità.Il punto è che odio l\’argomento tempo, MARTA… anche quando non ho qualcosa da dire!Mai stato in America, FLAVIA. Dovrei andarci?!Non uscire, MATTEO!!!!! E\’ una trappola!!!Peccatto PICO…. Io ho sempre da dirne in gran quantità.Io viola, FABIO, tendezialmente scemo.Prova a tenere in una mano l\’ombrello, SCAGLIA, e nell\’altra il guinzaglio del cane…. magari ti salvi uguale.AZZURRA, mi confondi… Non dire nulla per parlare del tempo.

  7. Sì, perchè se qualcuno mi parlasse del tempo come lo fai tu, lo starei ad ascoltare.E in tutto questo parlare di ombrelli acqua e umidità, stamattina è uscito il sole! *-*

  8. Sì, mauro, hanno concentrato l\’attenzione sul rapporto padre-figlio. Mi ha emozionata, perchè è proprio così che me lo immaginavo leggendo il libro. Ammaniti, nei suoi romanzi, racconta le storie degli ultimi, di quelli che passano inosservati, ma che ogni giorno vivono con noi e sicuramente peggio di noi. Ma la sua forza sta nell\’ironia, che riesce a strapparti una risata anche in un momento tragico. E Salvatores, per la seconda volta, è riuscito a dare vita a questi personaggi e alle loro vite così tormentate.

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