Azzardo

La tensione, si usa dire in casi come questo, è palpabile, la vista è sfocata, l’aria irrespirabile. Attorno al tavolo c’è una sensazione opprimente; il gioco corrode dall’interno. Guardo il viso dei presenti e d’un tratto capisco: siamo tutti fumatori rinchiusi in un seminterrato. Gli occhi rossi, le pupille dilatate, le bocche semiaperte risultano meno strane a vedersi, meno cinematografiche, ora. Peccato, dovrei dire, invece ne ricavo sollievo.

Chiedo al mago di aprire la porta.

                     

Il mago fa finta di niente. E’ un dissimulatore, si mostra imperturbabile. Peccato ci sia differenza tra la tranquillità e il suo raggiungimento. Ha l’ardire di fermare
il gioco così da potersi rullare una sigaretta, in quel momento tutti lo odiano. Accesa con qualche difficoltà la lascia ad inumidirsi tra le labbra e osserva le carte, tenute distanti dal volto, come il miope che scosta il
giornale per leggerlo meglio.

Quando fa il suo gioco urta un bicchiere che rischia di cadere sul piatto. Una lancia di terrore trafigge la stanza che già vedeva irrorato di grappa tutto quel ben di dio. Ovviamente da la colpa a iodosan e si accende una piccola discussione bloccata sul nascere dal bomber che intima la continuazione del gioco. Dimenticavo, il mago ha messo sul piatto la sua virilità.

L’amico ancor giovane si è giocato la ricetta per gli psicofarmaci. Attaccato alla bottiglia ingolla un lungo sorso di birra come un infante alla sua prima poppata. Vorrebbe carpire i pensieri del circondario ma gli risulta impossibile data la vacuità degli occhi che incrocia. Il viso da bimbo che si ritrova non aiuta a dare solennità al momento, e il desiderio di prenderlo bonariamente a
schiaffi è fortissimo.

Mette in ordine le carte, lentissimamente, e il motivo che un gesto del genere potrebbe spiegare fa cadere un velo di timore sulle teste dei giocatori.

Il bomber sorseggia rum alla maniera dei più smaliziati
bevitori. Assapora il più piccolo sorso come fosse l’ultimo e non da scampo neanche alle proprie labbra succhiando ogni rimanenza ambrata. Fissa volgarmente il piatto, come a guardare delle prostitute sul bordo di una strada. Non mostra alcuna preoccupazione per la posta in gioco. Voleva puntare i suoi ideali, sono dovuto intervenire io perché arrischiasse qualcosa che per lui abbia realmente valore. Ha virato a malincuore, credeva di averla fatta franca, e lasciato sul piatto la propria identità. Ora gioca visibilmente contrariato.

Il ghigno di iodosan mentre sbircia le carte potrebbe voler dire tutto e niente. E per questo che non ci faccio caso più di tanto. Non ricordo di averlo visto senza che una sigaretta gli ornasse la bocca stasera. La allontana solo per ingurgitare vino, e ho perso il conto anche dei bicchieri. L’orgoglio al centro del tavolo primeggia rispetto al resto del giocato solo in quanto a dimensioni.

Il piede martella il pavimento con fare frenetico. Mi da ai
nervi.

E’ il mio turno.

 

Quando è tutto finito nessuno di noi ha un sorriso compiaciuto da vincitore. Non c’è alcuna presenza di rammarico negli occhi stanchi e arrossati di chi ha perso.

Nemmeno io do in bestia. Sul piatto avevo semplicemente lasciato la mia dignità.

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24 risposte a “Azzardo

  1. Evvai con la stoccata finale!Ecco cosa succede quando noi siamo fuori a festeggiare! Mi sai dire di chi è questa immagine? Il boxer che passa l\’asso con la zampa..fortissimo! :DAncora AuGuRi Josef!!!

  2. ah ma cosa vedo. Qui abbiamo pure un Coolidge.. questo quadro porta con se una diceria: se lo guardi dal vivo si impazzisce (non chiedetemi il perchè). Cmq resta sempre uno dei miei preferiti e già che ci sono risponderò io ad Azzurra: il quadro s\’ intitola A friend in need ed è del 1903 e l\’artista ripropose lo stesso tema ben 9 volte infatti abbiamo diverse varianti tutte dello stesso pittore. Un saluto a tutti 🙂

  3. E\’ una lotta impari, RAFFAELLA, non so chi riuscirà a vincerla.Dovevo mettere tutti in riga, AZZURRA. Sul dipinto ha detto tutto Martina.Ciao MARTINA, e grazie delle curiosità pittoriche. 😀

  4. Josef K.: "Tre setter!"Azzurra: "Full d\’ossi!"Edo: "Cocker! Ho vinto io!"Pico: "Azz… Hai fatto bassotto."

  5. Grazie Martina! Il bello è che ho anche fatto l\’artistico e non sapevo dell\’esistenza di questo quadro. 🙂

  6. di niente Azzurra. Anch\’io ho studiato all\’artistico.. ma ti posso assicurare che l\’arte l\’ho appresa da autodidatta. un saluto 🙂

  7. fortuna che la ritualità delle giocate a carte è ristretta ad un brevissimo intervallo natalizio (almeno per me). il solo contatto col tappeto verde mi rende isterico quindi mi astengo dalle puntate. mi diverte molto invece lo studio delle facce.ottima descrizione!

  8. così impegnato a osservare le facce non avrà prestato molta attenzione alle carte,per cui immagino che avrà perso una fortuna…..

  9. Hai ottimamente inquadrato la questione, EDO, oltre l\’immaginabile.La cosa mi rincuora, PICO. Sono stato fortunato.Peccato che al bacio sia seguito uno schiaffo, ARIEL.MAURO, ho perso tutto. Sono una frana quando punto qualcosa.Le facce sono il divertimento. Ho le reazioni ai bari. FABIO, natale renderà tutti più buoni, ma le carte incattiviscono terribilmente.

  10. ..pensavi di avere il primo senza il secondo?…inevitabile temo..cio\’che mi sconcerta e\’che nonostante siamo consapevoli della perdita certa…continuamo a perdere…misteri dell\’umano sentire…vado a tuffarmi nel te\’..cia\’

  11. A volte la certezza della perdita è soltanto paura di rischiare…a carte non è necessario esporsi per forza,ma in altri campi…Mi dispiace tu non abbia avuto un Capodanno esaltante Josef,ma vuol dire che sarà tutto un crescendo…spero!

  12. Cao Josef,hai dimenticato un personaggio fondamentale:"il VEGGENTE",colui che conosce il futuro(e quindi anche le carte degli altri giocatori),ma non fa niente per evitare avvenimenti infausti(il continuum spazio-tempo nerisulterebbe devastato)…e quando questi accadono dice pure "lo sapevo!".

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