Crollo celeste

Mi cadde il cielo in testa, credevo fosse il dono di un
piccione. Misi le mani fra i capelli un istante dopo con un riflesso condizionato, oltre la soglia dell’igiene; mi sorprese non trovare i capelli più sporchi del solito.

Gli sguardi puntavano immobili. Un maestoso schianto da me non udito aveva attirato l’attenzione. Non c’era angoscia nei loro occhi, né gioia. Erano candidamente sorpresi;
da qualcosa che aspetti invano accada e che finisce col nascondersi fra i ricordi tanto è lunga l’attesa.

Stranamente non mi piaceva. Essere al centro dell’attenzione, intendo. Un fenomeno da baraccone, dovevo avere un aspetto del genere data l’incredulità da cui venivo
martirizzato. Cominciai col sbirciare me stesso, con noncuranza, dissimulando, senza dar adito al sospetto che sentissi il disagio. Ma non notavo macchie, deformità ed orrori.

Ero io, come al solito.

La mia preoccupazione gravitava solamente su questo: c’era
qualcosa in me (o su di me, o attorno a me) di cui solo estranei alla mia coscienza sembravano accorgersi.

Più forte la mia indifferenza, maggiore l’attenzione. Cominciavo col sentirmi sudicio.
Ricordo compresi in pieno cosa significhi avere gli occhi addosso, letteralmente. Scrutano oltre ogni pudore, ti svestono, ti scuoiano, fanno a brandelli la tua carne pur di raggiungere il punto più vicino al tuo essere, pur di guadagnarne il centro.

Ero a pezzi.

Feci allora l’unica cosa di cui ancora ero in grado in quello stato. Mi infuriai. Le mie parole si fecero urla, i miei denti zanne, le dita artigli. E non ebbi pietà per loro, alcuna.

Si dimostrò tutto inutile; le loro ferite non sanguinavano, sordi al dolore, immobili in uno stato catatonico. Occhi famelici su corpi inerti. Diedi di me uno spettacolo accessorio, a cui avrei dovuto rinunciare nel momento stesso del suo debutto.

Sedei sulle gambe e li lasciai fare.

 

Mi era caduto il cielo in testa, io ancora non lo sapevo.


Annunci

20 risposte a “Crollo celeste

  1. Si, ma lo sai che sei diventato una proiezione dei loro mali interiori mentre ti guardavano? Hanno proiettato in te tutto quello che nella loro vita non và, anche se il cielo è crollato su di puoi sempre sgombrarlo dalle nuvole prima di rimetterlo a posto.

  2. "uhm…"l\’immagine che descrivi, e quella propria a fine post rendono il tutto ,come dice scaglia, claustrofobico e liberante allo stesso tempo. come se dopo il delirio claustrofobico avvenisse lo scoppio, la constatazione, la fine. poisi ricomincia. meglio però.

  3. no ..era solo un pezzo..il resto ti sta ancora a guardare…la prossima volta lo sentirai arrivare e ti sposterai : )

  4. Mi sa che dovrò sudare anch\’io per mettere assieme i pezzi, PICO.NICOLA, sarà un lavoro duro renderlo limpido, anche dopo averlo ricomposto.Dici che è angosciante, SCAGLIA? Non so se esserne felice o meno.Si spera, MARTA. Si spera.Confortante, ARIEL. Spero solo di essermi davvero vaccinato.Ammetto, MAURO, che ho dovuto fare delle ricerche per capire chi fosse Grenouille… solo allora ho potuto apprezzare il tuo commento.

  5. Novello Atlantide,coraggio,risollevati e porta sulle spalle il tuo pezzo…la fatica è molta ma la gloria è imperitura…

  6. Anch\’io sono andata a cercare Jean Baptiste Grenouille e adesso.. voglio leggere quel romanzo!Josè, mi piace il tuo modo di raccontare.

  7. ….beh…vaccinato e\’una parola grossa…un po\’piu\’accorto..:))..abile nell\’imparare come sopravvire cmq e nonostante tuttocome il Signore degli odori…pardon profumi!!

  8. Dici, GIULIA? Io non ci credo nella gloria.Non lo so, AZZURRA. Quel tipo è troppo mitomane, mi ricorda qualcuno.Allora è diverso, ARIEL. Così è più umano.

  9. Magari, FLAVIA. Magari….Al massimo, FABIO, è il gatto che distilla me… bisogna vedere cosa ne tira fuori.Potrebbe anche andar bene, EDO, ma……

  10. Non è per niente piacevole stare con gli occhi puntati addosso… Tutti ti guardano e godono nel vedertì in difficoltà… Magari qualcuno che ti tende la mano e ti aiuta a rialzarti e a scrollarti i pezzetti di cielo dalla testa… Non sarebbe da essere umano!

  11. amara e rassegnata impotenza… queste righe riescono a trasferire, spero involontariamente, una tristezza indescrivibile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...