Contro il treno

Sono uscito di corsa, recuperando un ombrello appoggiato di fianco al portone, con il cappotto premuto sotto il braccio, neanche fosse uno straccio. Nel momento in cui il motore si avviava un lembo della camicia dava sfoggio di sé da sotto il maglione e i lacci della scarpa sinistra erano lontani dall’essere cinti in nodo.

Per rispettare il personaggio che mi sono cucito addosso ho deciso di andare all’ultimo momento possibile. Pateticamente romanzesco.

Raggiungere un treno non è impresa delle più semplici, tuttavia mancava ancora mezzora e ce l’avrei fatta, fosse stato per un secondo. Di certo le soste nelle stazioni che non si fregiano della dicitura capolinea ospitano solo per brevi periodi quelle lunghe successioni di carrozze, ma a volte anche gli istanti possono bastare.

Cadeva una pioggia costante e fastidiosa, aveva reso le strade aderenti come lastre di ghiaccio. Ciò nonostante l’auto sembrava viaggiare a qualche centimetro da terra. Mi sono accorto di non avere le ali quando ho rischiato di annegare in una buca che l’acqua aveva scavato nell’asfalto senza neanche troppa fatica. Strade di cui la provincia ha dimenticato l’esistenza. Raggiunta l’appia, direzione nord.

Superavo trappole travestite da curve con indifferenza, da sbruffone, devo dire. L’aquaplaning su cui ho veleggiato all’apertura di un tornante mi ha reso più rispettoso; è doveroso ringraziare la gommatura lontana da alcune esasperazioni più moderne.

Mi ci è voluto poco per scoprire che anche la statale presentava abbondanza di crateri in carreggiata, zigzagare in tutta fretta su fondi viscidi e senza dimenticare la presenza del traffico è una sensazione poco gradevole.

Ho poi scoperto che i tir sono come i funghi: vengono fuori con l’umidità. Il loro numero era seccante; superato uno, non senza il rischio di abbracciare i veicoli sull’altra corsia, ne compariva un altro. Spuntavano come funghi, appunto.

Poi la lunga serie di autovelox, e quei limiti assurdi. Sembra siano stati messi apposta per fare multe a guidatori distratti piuttosto che rallentare i maniaci del volante. Sembra.

L’ultimo scoglio è il traffico cittadino. L’ostacolo più duro, perché meno sopportabile, almeno per me che odio chi non rispetta le code. E intanto le esclamazioni mimate negli abitacoli di chi sorpassavo giungevano alle mie orecchie, una ad una, senza esclusioni di santi e parentele.

La stazione, ormai a poche centinaia di metri.

 

 

Mi piacerebbe raccontare della motrice che rallenta e dello stridio dei freni che percuote l’aria. Non posso. A dire il vero la corsa si è conclusa a due chilometri dalla partenza, dietro un autotreno; una manovra impossibile per recuperare una via errata. Quindici minuti eterni, trascorsi ad imprecare. A strada libera ho stupidamente proseguito, almeno finché non ho incrociato un cavalcavia su cui correva un treno interminabile. Una telefonata ha identificato in esso l’avversario a cui davo la caccia.

L’aver tentato non consola.

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35 risposte a “Contro il treno

  1. immagino il tuo bel visino al volante…ed io da lassù che imprecavo contro il treno,tanta era la voglia di tirare il freno d\’emergenza!!!!!!! :-p ps: l\’immagine…solo un genio come te poteva trovarla!!!!! 😀

  2. Mi fanno stare male questi racconti.Troppo realistici, non hai parlato di nessun pedone che sbuca all\’ improvviso stle "tir". Solitamente ci sono negli ambienti in questione.

  3. i treni hanno un vantaggio rispetto a noi: hanno un binario, una sola direzione da seguire.noi abbiamo la possibilitá della scelta, il rischio della deviazione, la fortuna dell´imprevedibilitá.

  4. Almeno ad incoontrarlo, Ariel.Il mio bel visino, Callie? Non diciamo falsità……..Solo perchè ero fuori da centri abitati, Scaglia. E io sono abituato ai ciclisti contromeno in statale dopo il tramonto.Ed infatti l\’imprevedibilità con me è diventata una sfortuna, Fabio….

  5. Mi piace il titolo(e non solo): "Contro il treno" invece che "Contro il tempo". C\’è di buono che sono piccoli racconti che hanno una loro conclusione, che non cercano per forza delle spiegazioni. Sono..non so se è il termine giusto.. fini a se stessi. Nel senso che trovano un loro spazio e non ne pretendono altro. Proprio belli da leggere.Chissà cosa sto dicendo.. -_-

  6. …nel luogo dell\’immaginario illusorio del vero forse… questi frammenti di vita si mescolano si gustano si perdono………e noi come treni che corrono verso mete opposte ci salutiamo ….con il rimpianto di un impronta sul vetro…..

  7. Notiziario delle 20: Nuovo guinness dei primati tutto italiano. A realizzarlo un giovane campano in corsa contro il treno. Ha preso 59 multe per eccesso di velocità. Il ministero dei trasporti lo ringrazia per il suo contributo e gli intitola un\’autogrill sulla Salerno-Reggio Calabria. 😀

  8. M\’è andata male, Matteo….. o bene? Dipende dai punti di vista…. :-DFini a sè stessi… Mi piace sta cosa, Azzurra. E non preoccuparti di ciò che dici, io non lo faccio più da tanto e sto ….. oddio, forse è meglio se ti preoccupi.Ariel, le impronte vengono meglio se fuori fa freddo (ma che c…o dico!?!?!)Sarebbe per me un onore, Flavia! 😀 Magari mi intotalano anche un panino….

  9. Josef con questi tuoi post ispiri alla cattiveria :PFabio, infatti io non ho mica parlato di autostrada 😀 L\’autogrill lo trovi anche sulle strade statali (a meno che non era una mia visione durante un viaggio passato a dormire) :PComunque se Josef continua a correre contro il treno e a prendere multe penso che i lavori per la costruzione dell\’autostrada potrebbero cominciare a breve!

  10. Ispiro alla cattiveria, Flavia?!?!?! Secondo me sei tu che sei un periodo di forte crudelta :-pE\’ un\’ipotesi da tenere in considerazione, Matteo.Lucy, che bello………………… -_-

  11. DEDICATA A JOSEF IL TEMERARIO:…….e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e\’ tanto difficile morire ……….Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi emozioni tu chiamale se vuoi emozioni ……..Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede ad un passo per ritrovar se stesso ………..E prendere a pugni un uomo solo perche\’ e\’ stato un po\’ scortese sapendo che quel che brucia non son le offese …………Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi emozioni tu chiamale se vuoi emozioni

  12. c\’è qualcosa di bastardo nel vedere come i treni corrano e facciano 300 km orari quando tu li stai per perdere (o devi ANCORA fare il biglietto) mentre quando vorresti arrivare sono in ritardo, mediamente, di 40 minuti.Qualcosa di bastardo e abitudinario, pure.Com\’è? Forse la poeticità del treno sta tutta lì.O forse ci prendono in giro.

  13. Josef: l\’uomo che guardava passare i treni.[Oh Kafka, come un imbecille non ti ho mai fatto i complimenti per come scrivi. Lo faccio ora. :)]

  14. Ahahah, disgraziato, sempre la battuta pronta :DDai, allora li faccio a R. [c\’è la privacy]Ammetto che questo nuovo corso di simpatia mi porta a frequentare il tuo space più volentieri 🙂

  15. Ahahaha oddio quante volte sono sceso dall\’autobus e il treno mi è ripartito davanti!!! Che stress! Chissà un giorno ripensando a tutto questo come ci sentiremo… 🙂

  16. Benedetto:meglio che l\’autobus ti sia partito davanti anzichè dietrooooooo(em em).Dottor Bitta pure quì la trovo? Uso personale del mezzo pubblico:Bitta credo che la rimuoverò la messenger:tanto che Bitta ci stai a fare???? :-PJosef,la mia non è troppa grazia,fidati!! Visto che ami tentare la sorte perchè non mettere in pratica i suggerimenti di BAttisti:hai visto mai???ah ah ah ah

  17. Corso di simpatia, Pico?! Uhm…. Non l\’avrei mai detto. (Grazie, troppo buono)Bitta, sottilissimo doppiosenso…Ci sentiremo uguali ad ora, Benedetto, ma più vecchi. :-DBattisti non si può seguire, Lucy, troppi riferimenti a morti e corna….. 😉

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