Diario clinico

 

Il soggetto è giunto in clinica da circa tre settimane. Il suo ingresso non ha causato particolari traumi nell’equilibrio emotivo degli altri pazienti, cosa che capita regolarmente ogni volta che un degente si aggiunge o
lascia la famiglia. Immagino che ciò sia dovuto all’interesse praticamente nullo che J presta verso ciò che gli accade
attorno.

J è il nome che il primario ci ha imposto di usare per riferirci a lui. La famiglia preferisce che non si sappia che un suo componente frequenti una struttura come la nostra, comprensibile ma non so quanto facile da accettare. Da voci di corridoio sembra che i genitori abbiano detto in giro che il figlio sia in viaggio premio.

Premio per cosa?

J è maschio, in buona salute (nonostante tutto) ed ha tra i
venti e i trent’anni. Riconosco che è un intervallo piuttosto ampio ma non so quanto dar credito al suo volto per stabilirne l’età. Quando è arrivato, pettinato e ben rasato, sembrava un adolescente, il suo rifiuto di incontrare il barbiere che ogni mattina fa il giro delle stanze ha fatto si che l’incuria lo invecchiasse paurosamente.

Fuma un pacchetto di sigarette al giorno, e lo fa in modo
rituale, ad orari precisi che discostano al più di qualche minuto da un giorno all’altro. Dedica un tempo relativamente lungo ad ogni sigaretta; a volte la dimentica consumarsi tra le dita e ne accende un’altra, come a recuperare.
Sembra abbia
degli appuntamenti con sé stesso piuttosto che un vizio.

Ha portato con sé una dozzina di libri ma non legge. Sono
rimasti sulla scrivania, impilati l’uno sull’altro nello stesso ordine con cui li ha tirati fuori dalla valigia. Tutti romanzi non molto popolari di autori noti, e morti. A dispetto di ciò frequenta la biblioteca, osserva il dorso dei volumi riposti, alcuni li tira fuori per dare un rapida occhiata alla terza di copertina. E’ l’occupazione principale delle sue mattine. L’inchiostro a cui destina più di qualche secondo d’attenzione è quello impresso sulla pagina dedicata al suo comune nel giornale locale.

Guarda la televisione due volte a settimana. Mercoledì e
giovedì. I sorrisi che gli si stampano in faccia durante queste serate sono molto diversi l’uno dall’altro. Il primo appare sinceramente divertito, il secondo è disilluso, a momenti beffardo. A pensarci su sono i rari momenti in
cui
l’espressione facciale ha delle variazioni rispetto alla tonalità grigia che presenta immancabilmente.

Da un paio di giorni ha iniziato col trascorrere i suoi
pomeriggi in giardino, nell’area svago se piove, ad osservare gli altri pazienti.
Ne segue i movimenti e le parole, per ore. Si direbbe prenda appunti, anche se senza carta e penna è piuttosto complicato. Al contrario l’interesse per il personale della struttura è nullo. A quella forma di interrogatorio mal celata in chiacchierata a cui viene sottoposto quotidianamente dal personale medico risponde sempre in maniera evasiva. Breve e netta.

 

Sono tre settimane che J è qui. Oggi mi ha rivolto la parola.

Seduta numero due

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27 risposte a “Diario clinico

  1. ..e\’mio fratello…(sia consanguineo che nel senso di mio simile)l\’unica differenza e\’che a Lui lasciano tenere un furetto…una specie di pet terapy..n.b..mi spiace Iosef nelle mie acque non ti lascio annegare…pero\’se vuoi aspetto che hai bevuto un po\’…

  2. Ero in crisi d’ astinenza!!!!!JOSEFKAPPA! Porcamiseria, devi scrivere più spesso!Stavo morendo, solo e stanco della mia solitudine.Giuro che ti credevo morto, poi pensavo: “E, mo, chi mi dice se lo è veramente o no?”A volte vorrei essere come J, uscire dal mondo altrui ed entrare nel mio…

  3. Ma perchè non è mai lupus??? Comunque secondo me ha un sorriso divertito quando guarda la televisione il mercoledì perchè guarda la DeFilippi…Ops…è lì da tre settimane…e il mercoledì non fanno più Amici! Cosa guarda??? Il giovedì invece guarda di sicuro CSI, quel telefilm lascia disillusa e beffarda anche me 😀

  4. (…) Ariel.Scaglia, Mi sono spento. Sono andato oltre il punto di rottura e quindi sono entrato in stand-by. Devo ricompormi.Sbagliato Flaviè! Prova ancora e sarai più fortunata.

  5. beh, vedi di farlo parlare di più, J, perke se no torna nel suo letargo. :-)immagino "J" che su quella panchina rossa se ne sta di spalle con le gambe accavallate ma col gomito appoggiato sullo schienale e lo sguardo rivolto verso l\’albero, ma in basso….con la sua sigaretta sulla mano destra, e la cenere….che cade cade cade….fino a dar fuoro al giardino. Al che "J" cerca istintivamente di spegnere le fiamme col rum che non ha citato nel post, nell\’altra mano, ma poi le fiamme prendono ancora più vita. al che "J" prende i libri a fianco a sè e inizia a soffocare le fiamme, ma le pagine sono antiche e le fiamme amumentano……..e cosi……e basta, no, no, non mi son fumata niente.Diciamo che poi J ,sconvolto, si riprende. E si sveglia dall\’oblio. Va be. notte-_- :-))

  6. Puoi dire a J quello che dico a mio fratello?"tu non sei piu\’i cocci che continui a guardare ammucchiati ai tuoi piedi.racoglierli non serve.lasciali li\’e mettiti in cammino.dove vuoi e con chi vuoi.smettila di amare il tuo dolore e parti.io non guardo mai le scaglie pallide di pelle morta della mia coda abbandonata"Grazie…chissa\’…mal che vada gli do\’il suo numero!:-)

  7. La tua immagine è piuttosto veritiera, Marta. Considera però che in una struttura di quel genere non credo siano ammessi gli alcolici.Non preoccuparti, lo so che non hai fumato niente. Sei proprio così al naturale! -_-Il fatto che tu possa citare te stessa, Ariel, mi fa pensare. E mi turba. Per quanto riguarda il numero, vedremo.

  8. ah! ecco dov\’eri finito!sono permesse le visite presso la struttura?magari passo a trovare J.(stavolta sei stato McGrath)

  9. ..spero di non per J …mAURO…in Follia ne la scinza ne la chimica riescono a vincere il dominio della mortenell\’assenza totale di amore quello vero fatto di attenzione reale per l\’altro a prescindere da se ….scusa Iosef…e\’solo il frutto del percorso fatto con l\’analista insieme ad una certa attitudine a dissociarmie\’molto utile…basta riuscire a non perdersi..

  10. Penso proprio di si, Mauro. Permesse e gradite.(Peccato non l\’abbia mai letto)Svolazzava in luoghi alti, Azzurra, tanto che non sentiva le voci di quelli che stavano giù. ;-)Io mi sono trovato, Ariel… nel pieno del rincoglionimento. :-DDiavolo, Pico! C\’hai preso in pieno.

  11. ..lo prenderò per un complimento… eh eh eh 🙂 per gli alcolici, durante le sue visite pico te ne fornirà, ne son sicura.. :-pvatti a vedere su youtube il video dei timoria, Un volo splendido. besos

  12. Ma è un complimento, Marta………………………………………………..Bè, Ariel, già non me ne preoccupo più. -_-

  13. Bentornato Josef!Torno a leggere con molto piacere i tuoi post,in questo periodo in cui molti sembrano distaccarsi (o dissociarsi?) da una parte di sè…me compresa.E così J si è ritrovato in un luogo dove la salute mentale si smarrisce un giorno alla volta?Attendo il seguito…

  14. Pingback: Diario clinico (seduta n° 2) | Sull'orlo di una crisi di nervi·

  15. Mi ha fatto venire il mente il mio articolo “Il Signor K” magari mentre noi leggiamo, il signor K. e il signor J. sono usciti da questi blog e stanno passeggiando sulla riva, chiacchierando delle loro vite… 🙂

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