Pubblico giudizio

L’essere umano è un animale pensante. Riesce cioè a concepire una serie di idee ed argomentazioni non direttamente legate ai bisogni primari, sebbene tutte riconducibili ad essi, quali nutrirsi, ripararsi, accoppiarsi e pulire la propria coscienza.

La maggior parte dei pensieri, con relativa esposizione degli stessi, dovrebbe vertere sulla diretta quotidianità a cui ogni persona è sottoposta. L’esperienza, in effetti, è uno dei mari più adatti alla pesca di opinioni e giudizi, consigli ed informazioni. Nonostante l’infallibilità sia una chimera da tempo estinta, la riflessione su avvenimenti direttamente sperimentati di rado offre la madornalità degli errori. E’ ovvio che ideologia ed emotività macchino ogni parola, ma se a deviare dal selciato è chi porta il guaio sembrerebbe opportuno offrire comprensione.

In realtà la normalità è il commento. L’ostentazione di pareri che hanno il sapore di una sentenza in cassazione sono una prassi sia nel fatto privato, di rilevanza familiare o poco oltre, che nell’evento pubblico, nazionale ed extraterritoriale. E’ uno schierarsi dalla parte della morale divina, che poi collima con la personale, con la massima umiltà, ogni volta è sottinteso, sottotitolato, e la più stretta solidarietà, o estraneità. Dipende dal caso.

E se sui fatti privati preferisco sorvolare, col dominio pubblico non posso che farci a pugni.

Gli eventi di Rosarno sono un esempio lampante della necessità del commento, dell’analisi partitica, del pontificare sullo sconosciuto. E’ così che quindicimila abitanti diventano in blocco, immediatamente, razzisti, o che millecinquecento, duemila, immigrati prendono forma di vittime o, alternativamente, carnefici. Non c’è necessità di capire, solo ed esclusivamente una gara a chi la dice più grossa, più imponente, a chi dimostra maggiore perspicacia e vacuità. La ragione viene meno, le capacità di analisi sono assoggettate all’opportunità di parola.

L’Italia è un paese di allenatori. E giudici.

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26 risposte a “Pubblico giudizio

  1. c\’e\’molta verita\’nelle tue parole…verita\’oggettiva perche\’scaturisce non da un pontificare personale(:-)))ma dal buon senso che unico dovrebbe ergersi a sovrano giudicante..ogni questione andrebbe analizzata cosi\’…con cautela attenzione discernimento ricerca costante e faticosa delle verita\’noscoste ma spesso troppo spesso oltre che superficiali male informati o ingannati siamo condannati dalla mancanza di tempo…e di voglia…meglio come ben dici nolleggiare altrui opinioni che farsene di proprie, genuine o cmq piu\’autentiche..sulla vicenda citata posso dirti che non so se esiste una vittima ed un carnefice…me la cavo elegantemente con una banale citazione..gl\’altri siamo noi….ciao Iosef.

  2. La Ragione ha almeno due svantaggi rispetto allo sproloquio in libertá.-Offre molta visibilitá in meno-Ti metta sempre in minoranza(sentitevi liberi di allungare la lista)

  3. Non posso farci niente Ariel, odio le parole frutto di superficialità. Se si ha intenzione di dire qualcosa è sempre meglio evitare di dire cazzate. CiaoAllora Fabio:-è dei fessi;-ti crea tanti nemici.Io credo che c\’entrino anche i problemi in difesa della Juventus, Micky.

  4. Io rimango alla "finestra", osservo e fingo di ascoltare…Tutti hanno ragione e al contempo torto…. e proprio x evitare di sparare cazzate osservo e taccio…tanto c\’è chi parla credendo di darmi voce, e allora che continui tanto io mi dissocio…Povera patria….se questi sono i giudici e gli allenatori non andremo troppo lontano….

  5. talvolta e\’inevitabile…:-))..l\’importante per me e\’Non Farle….dirle…vabbe\’….cmq io preferirei fare l\’allenatore..se riesco a sciegliere…

  6. "estraniar la mentedalla follia del mondoaffinché non diventianche la mia."- E\’ giunto il momento di farlo. -"La minoranza non è una debolezza La maggioranza non è una qualità Ma la voce più convincente E\’ spesso quella che ti spiega meno "E che sta in silenzi intelligenti, aggiungerei."Per trasmettere allo studente un pensiaro critico, sinonimo di libertà, antitesi d\’obbedienza"Questa è quella che preferisco.Spero di non averti irritato troppo con parole altrui ;-)In definitiva, son d\’accordo con te. Bla bla bla….meglio astenere il giudizio, tacere e farsi un\’idea proprio che possibilmente non getti fango gratuitamente su stereotipi e quant\’altro. Ciau

  7. Credo proprio di no, Sonja. Considera che è più di un secolo che inseguiamo, prima o poi questo paese si ferma.E\’ che sono un predicatore, Ariel. Effettivamente di cazzate ne dico tante pure io…Marta……… credo che con tutte queste citazioni mi sia venuta l\’orticaria.

  8. sto cercando di parlare sempre meno degli altri e un po\’ più di me stesso, anche in questo caso riesco a non avere ragione.

  9. Ormai ci si rimane male se, dopo un piacevole e allietante dialogo riguardo il nulla, qualcuno non ha niente da dire-commentare……(ho passato 20 minuti a pensare che commento scriverti, checacchio, cos\’è quello sguardo?)

  10. Oh, sì che lo è. E chi lo governa fornisce una chiara dimostrazione del fatto che il modo in cui si parla è più importante delle parole stesse.

  11. E\’ per questo che piuttosto che giudicare gli abitanti di Rosarno o gli immigrati e la verità distorta che passa in tv, dalle mie parti ho dato una mia personale interpretazione, giudicando "chi" giudica ;)Ps. Hai "non parlato" 😀

  12. Non siamo animali pensanti. Quando i nostri versi disarticolati hanno cominciato ad avere una funzione sociale, allora nacque la necessità di un pensiero. Altrimenti, saremmo solamente animali (forse) intelligenti, ma non pensanti. Come i felini.

  13. Va bene, Edo. I felini sono pensanti, lo sapevo, il mio gatto ne è una prova. Però ora vado a bere, anzi vado a bere tanto.

  14. però il cane mentre fa i suoi bisogni ha l\’espressione di chi si sta avvicinando alla comprensione di una verità assoluta. quel misto di vuoto e di senziente che… ok, sto esagerando!Il posto era vagamente shining… tante provviste, luogo chiuso… mancavano i corridoi… (e non c\’era la TV)

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