Notte ordinaria

Perché qualcuno debba mettersi a martellare alle 5 di domenica mattina è un mistero a cui mai avrei potuto dare risposta. E devo ammettere che è passato qualche
minuto prima che capissi era la mia testa, il mio corpo a battere. Ascoltare il suono del proprio cuore che pompa, arterie e vene dilaniate dal sangue che le attraversa, è una sensazione orribile, nonostante sia un sintomo evidente di
vita.

E a ragionare sui motivi della mia eccessiva sensibilità ho
scartato da subito l’alcol. Ho pensato al fumo eccessivo della notte e alla rabbia che lo aveva alimentato. Questione di abitudine quella di risalire facilmente ai motivi dei propri mali. O di studio, ma non è il mio caso.

E’ normale incontrare persone disgustate. Stanche di avere a che fare con alcol e ignoranza, contrasti di vecchia data e mai realmente motivati.
Tocca a loro mettere in ordine, riunire i pezzi e cercare di riattaccarli. Così perdono il sonno e la pazienza. E quel briciolo di fiducia che si prova naturalmente verso il prossimo. Svanito, cancellato dalla troppa stupidità che ad
ogni turno si è costretti inesorabilmente a constatare.

E’ stata una notte di nasi rotti e visi sfregiati, pugni e
spintoni, TAC e punti di sutura. Teste distratte da vino e birra, cocktail colorati e cicchetti lisci. Marmaglie esagitate e singoli con manie di protagonismo hanno dato il meglio di sé per santificare al meglio il sabato prefestivo.

E se appena sveglio sputi sangue nel lavandino non hai altra
possibilità che sorridere. E’ l’ultimo dei tuoi problemi.

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31 risposte a “Notte ordinaria

  1. Essendomi capitato di sentire qualcuno martellare alla parete alle 5 della mattina x davvero, ho pensato inizialmente a un post sui problemi di "buon" vicinato.Poi ho letto il resto e…mi è venuta spontanea una sola riflessione: quando il nostro corpo lancia certi inequivocabili messaggi ci sta segnalando che in un modo o nell\’altro la misura è colma.

  2. Coff coff…… Marta.Giusto, Fabio! Anzi me ne vedo 3 o 4, così è sicuro che sono stremato e non ho voglia di uscire.Federico, il problema è che la serata era partita nella maniera più innocente possibile.Brava Sonja….. Davvero non ce la si fa più. Si rischia di uscire pazzi.

  3. Nottataccia…un bel corso di kick boxing?un sacco in casa?così ti puoi sfogare senza strafare…o se ricapitasse magari ne esci meglio…ma eviterei comunque.

  4. (Ho trovato le parole)…Jò, domani che è sabato evita di mangiare troppo se esci fuori a cena, ti rimane sullo stomaco e ti fà fare strani sogni. La soluzione è un pò di Brioschi se proprio non riesci a rinunciare alla peperonata 😛

  5. Hai ragione, Giulia. Ormai sono sull\’orlo della pazzia già da parecchio….Seguirò il consiglio, Flavia. Anzi, inizio il digiuno sin da ora.

  6. certe notti che sian sogni ad occhi aperti deliri vissuti soli eo accompagnati fan parte del vivere….posso confermarti che meglio e\’sgamare a venti a tranta…e mo\’basta!!:-DD

  7. sì, bello per una volta, magari per due, tre, mille… poi si comincia ad accusare il colpo tutto in una volta. una mattina ti guardi allo specchio e ti vedi gonfio e devastato, gli occhi da "ritratto di dorian gray", la pancia da birra, il mal di testa come compagno di banco perpetuo…

  8. Io pseudopermaloso, Flavia…..?!?! Ma no…………… :-DCerto, Ariel….. qualunque cosa tu abia detto.Micky… Vedo che capisci le mie preoccupazioni. Non ho voglia di fare la fine del classico blogger maledetto…………….Sono idiota.

  9. Mi viene spontaneo pensare al Commendatore Signore di Siviglia e padre di Donna Anna del "Don Giovanni" di Mozart, e ricollegandomi a quanto ha appena scritto Micky, ti si propone non sottoforma di statua bensì di specchio urlandoti:"Pentiti!"

  10. bella citazione, sonja!caro Josef, qui l\’idiota professionista sono io, non confondiamo i ruoli! (e una volta avevamo anche il compagno Seclet, l\’ignorante)

  11. La mia è stata una notte di congiure e pentimenti.Una notte sognando il fungo atomico sospeso nel cielo.La mattina dopo non ho bevuto il caffè…a dire il vero non ho mai bevuto il caffè di mattina.E te, vecchio Josef, l\’hai bevuto, il caffè?Troppo alcol fa male.

  12. E io mi pento, Sonja, di quello che accadrà in futuro. Di reazioni che non ho avuto e parole che non ho urlato.Mi hai ricordato un grande, Micky. Seclet ci manca.Io il caffè lo bevo sempre, Scaglia, anche quando meno te l\’aspetti.Mai parole sono state più saggie, Ariel.

  13. Uhm, ma non è mai troppo tardi per raddrizzare la situazione, o no?C\’è sempre una via d\’uscita.(Disse così anche un tipo a bordo di un Ape car lanciandosi completamente sbronzo ad alta velocità contro il muro di una strada chiusa, e ne uscì miracolosamente illeso)@ Micky: Grazie, l\’ispirazione del "Don Giovanni" me l\’ha data proprio il tuo commento.

  14. Io lo chiamo "il mal di vivere" e accomuna molte più persona di quanto si creda.Grazie del tuo passaggio…. è la prima volta che entro qui… e penso di ritornarci ancora…buona domenica…

  15. E\’ abitudinario, normale, continuo…. Ariel. Che non so più nemmeno se definirle disgustose. Forse stupide, facilmente trascinabili, disattente, attardate, eccetera………Paola, cercherò di far si che questa domenica sia il più sopportabile possibile.

  16. Sarà una frase antipatica è ritrita, ma finchè un solo soffio vitale ci muove, la speranza si muove con noi.Se ti serve una dima….

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