L’Intelligente

L’Intelligente è un tipo brillante, ha voce di fata e modi da furfante.

La sa lunga, sempre e comunque. S’immette in ogni discorso dove dice la sua pesando ogni parola e guardando sottecchi l’ammirazione dipinta sui volti della cordata di chiacchieroni. Parla lentamente. Le sue parole vengono così intrise di solennità e possono inoltre essere più facilmente comprese dato il linguaggio forbito che è solito utilizzare. Si esibisce in citazione di autori sconosciuti, o dalla fama pari solo alla loro pesantezza. E’ tanto fine come oratore da riempire anche il più vuoto dei discorsi.

Crede inoltre di saper scrivere. A dimostrarlo vi sarebbero i termini arcaici e inconsueti che pone a frasi alterne, oltre che gli espedienti grammaticali per cui ogni docente di lettere proverebbe gioia. La prosa è perciò brillante e articolata, ricca di spunti e contenuti. Peccato che non tutti siano accademici della Crusca o burocrati sovietici di fine ottocento.

Ti guarda dall’alto in basso, pure se ai piedi del palco su cui sei sistemato. Ridotto a pulviscolo sei costretto, perché non degno di affrontare certe prove e ragionamenti. E il sorriso tatuato sul volto non è certo di approvazione, forse di sarcastica commiserazione.

L’Intelligente, se uomo, ha una bassa considerazione della donna. Seppure neghi anche a sé stesso questo particolare. S’interessa all’altrui sesso in maniera elegante ed attenta, almeno fino a quando non ottiene la dedizione totale e la chiave dell’intimità. Se già tali oggetti sono in suo possesso, il coinvolgimento scema con sorprendente rapidità, almeno con la stessa con cui è partito.

L’Intelligente, se donna, ha una bassa considerazione dell’uomo. E fa di tutto per metterlo in mostra. Disattenta al maschio con feroce abnegazione, commenta spietata la loro vicinanza alla scimmia e il desiderio perpetuo d’accoppiamento. Lascia che si avvicini solo in rare occasioni e se lo ritiene degno dall’alto dei suoi titoli e delle sue conquiste.

Gli Intelligenti sono in competizione tra loro, peccato le dispute siano brevi e quanto mai rare. Troppo attaccati al senso di vittoria e superiorità evitano di scornarsi con altri simili, temendo grame figure e silenzi imbarazzati. Perciò si odiano vicendevolmente col più genuino disprezzo, e non perdono occasione per sparlare l’uno dell’altro quando in presenza di conoscenti comuni.

L’ultima parola è loro. Farei meglio, quindi, a fare silenzio.

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30 risposte a “L’Intelligente

  1. E\’ una categoria che mi sta troppo sui bottoni. Però per metterla giù con un paragone calcistico, è la classica ingombrante presenza messa in difesa che all\’occorrenza viene gabbata dallo scatto dell\’attaccante minuto dotato di scaltrezza e agilità.

  2. L\’attaccante colpisce, Sonja, ma ci sono una gran quantità di bambolotti che subiscono troppo spesso.E\’ abbastanza semplice evitarli, Mara, visto che la loro aura di intelletto li fa notare anche da centinaia di metri.Il soggetto in questione, Micky, potrebbe anche essere definito intellettuale. Ho fatto una scelta tra diversi nomignoli.

  3. mi piace ricordarmi….(persisti Ariel…:-)) e ricordare che tra i sinonimi di intelligente c\’e\’…udite udite umile….:-)di fatto la persona intelligente puo\’anche essere quel che di peggio esiste…abbiamo tantissimi esempi intorno a noiil mio ideale raro ma esistente e\’l\’accoppiata intelligente eo semplice…una boccata di aria fresca!!!

  4. Nelle prime parole ci ho trovato tanti: me stesso, amici di msn, addirittura anche te ma nessuno in senso negativo, con l\’accezione pessima che tu gli hai attribuito. Poi per il resto è tutta gente sconosciuta.Mi raccomando, continuiamo a parlare, le nostre voci copriranno le loro, insulse.

  5. il tutto mi ricorda un po\’ "gli intellettuali" di Giorgio Gaber.solo che adesso ho appena fatto una citazione; sono nei guai?

  6. Sono accoppiate sempre più rare, Ariel, intelligente/semplice. Un pò come ricco/generoso….Effettivamente, Mauro, mi ci sono visto anche io… e la cosa un pò mi ha preoccupato. Poi mi sono reso conto che ci sono tropp modi per interpretare gli "intelligenti".Farò finta di non aver letto, Micky…

  7. ammazza quanto sono stupida. e lo dico con un po di dispiacere….che ne so…mi accontento di un pò di proprietà di linguaggio,seppur irritante.sarebbe UTILE a volte avere questo tipo di intelligenza. ma a pensarci….mi trovo meglio nei panni di bambolotto. avremo anche noi la nostra rivincita…magari con una boccata d\’aria di cui parla ariel. o meglio, farla prendere agli altri la boccata d\’aria,tramite noi.

  8. Non credevo di essere intelligente. La tua descrizione come al solito è completa…Menomale che non parlo lentamente, non uso un linguaggio forbito e non cito autori sconosciuti (veramente non cito nemmeno quelli conosciuti, ma questo è un caso a parte Si, forse appartengo per metà alla categoria degli intelligenti perchè l\’ultima parola deve essere sempre la mia! 😀

  9. Non abbiamo bisogno di rivincite, Marta, ne sono sicuro. Al più di qualche mazza, così da poter colpire al momento opportuno, quando le frasi ad effetto sono troppe.Vorrei dire di no, Paola, lo spero. Però non mi sembra il caso di tirarmi fuori da certi ritratti, meglio se me ne tiri fuori qualcun altro.Chi più chi meno, Flavia, un pò tutti ci ritroviamo in questa categoria. Anzi, forse ci ritroviamo in un gran numero di categorie. E questo è un bene, un pò di varietà non fa male.

  10. Sai cosa pensavo? Sempre riferendomi al mio paragone calcistico e a quanto ha scritto Micky definendo il soggetto più che intelligente, acculturato o intellettuale (forse questo è il termine più calzante), che queste persone in genere ragionano su binari standard, hanno concetti predefiniti come le vecchie schede perforate dei calcolatori di una volta. e spesso basta uno svarione e una domanda "furba" x spiazzarli e segar loro le gambe. Era questo lo scatto che intendevo. 🙂 E mi piace vederli boccheggiare, annaspare alla ricerca del filo del discorso, di solito quando sono in difficoltà alzano il tono di voce, ma non quello della conversazione…

  11. io invece pensavo che sono proprio intelligente e meschino (addirittura). mi piace esserlo, godo nel fare collegamenti tra i vari argomenti. mi piace il fatto che quando ho letto "burocrati sovietici di fine ottocento" ho pensato al fatto che nell\’ottocento ancora non avrebbero mai pensato ad usare la parola "sovietico" come aggettivo e poi mi sono messo a pensare ai gradi dei burocrati nei romanzi di Dostoevskij e al mio "Idiota". Tutto questo è divertente perché sto benissimo in compagnia di chiunque e molti trovano che io sia una persona piacevole. Dunque? (ora sì che sono nei guai!)

  12. Ho usato intelligente, Sonja, perchè acculturato e intellettuale sono complessi già nella loro forma scritta, poco scorrevoli. Comunque ho apito cosa intendi, mettere in difficoltà certi soggetti è un piacere davvero grande.Bisogna capire come sono questi molti che trovano piacevole la tua ompagnia, Micky. Sulla questione dei burocrati sovietici non mi esprimo, penso che puoi risponderti da solo se l\’uso dell\’aggettivo sovietico è corretto o meno. Non voglio essere pedante. :)Io ho pensato al sosia, invece.Ariel, ma tutti che si mettono nei guai?!?! E questi guai non li ho capiti.

  13. Micky mi spara in Me la Dai…..e poi smette di essere il mio alfiere la mia torre!!!…non mi dice piu\’cosa legge ed io soffro…:-))

  14. pensavo una cosa: quando è successo che l\’intelligenza ha assunto questa connotazione negativa? perché ci si deve sentire in colpa? tu, caro JK sei sulla mia stessa barca. visto che l\’intelligenza è in buona parte frutto di genetica ed ambiente, l\’intelligente non dovrebbe sentirsi superiore ma dovrebbe cercare di sfruttarla in modo utile. è vero però che spesso succede tutto il contrario. Che fare?trovo che il "senso di colpa" non sia la cosa giusta. mascherare le proprie intuizioni? tacere dando l\’impressione di essere stupidi invece di parlare e (a sorpresa) rivelarsi intelligenti? forse si potrebbe percorrere la strada dell\’automiglioramento e della comunicazione comprensiva (e comprensibile) senza scadere nelle odiosissime relazioni maestro-allievo.poi, pieno di buoni propositi, accendo la tv o esco di casa e vedo gente che mi disprezza, che mi emargina, che mi maltratta.quando ero piccolo, a scuola, ho subito le angherie di tanti prepotenti che mi odiavano perché ero più "bravo" di loro. fortunatamente ho due belle spalle e ho imparato a proteggermi (l\’ultimo bullo che ho incontrato ancora si ricorda delle mie nocche sul suo naso). fa forse parte dell\’animo umano la tendenza al bullismo? da piccolo le prendevano, da grandi (e intelligenti) si vendicano umiliando i loro aguzzini…mi scuso per il commento "slegato", ho dato spazio ad un flusso di parole che avevo dentro.@Ariel: Mi farò perdonare, è che ultimamente leggo poco e gioco poco anche a scacchi!

  15. Non soffrire, Ariel. Almeno non soffrire troppo. Anche se forse per Micky vale la pena soffrire, almeno per un donna. :)Ma l\’intelligenza non ha e non può avere alcuna connotazione, Micky. Ho scritto qualcosa su una certa tipologia di persone che più che diffondere il verbo, fare discorsi costruttivi o dare un\’opinione si limitano a dare dimostrazione di una certa cultura o di alcune capacità analitiche, il tutto fine a sè stesso o comunque alla propria consacrazione come entità superiori.E poi, non prendetemi troppo sul serio, anzi non prendetemi mai sul serio. Non ne vale la pena.

  16. credo di capire bene il tuo discorso, solo che mi domando sempre più spesso come posso io, nel mio piccolo, evitare di cadere in certi atteggiamenti quando sembrano essere così "naturali". La voglia di essere ammirati e rispettati è tanta, e spesso non potendo ottenere questi risultati ci si accontenta di essere "temuti" o di intimidire chi ci circonda facendo sfoggio delle famose capacità…

  17. Il desiderio di ammirazione e rispetto, Micky, credo sia una cosa abbastanza sana e naturale. Così come può essere comprensibile tracimare di tanto in tanto in esagerazioni non totalmente condivisibili.Non vado mai preso sul serio, scrivo cose particolarmente opinabili.

  18. ahahaha! le dispute tra intelligenti sono rare anche perché, data la scarsa presenza sul globo terrestre, é alquanto improbabile un loro fortuito incontro.(hai cambiato veste grafica al blog rendendolo piú leggibile. sono sinceramente commosso.)

  19. gli e\’solo caduto il caffe\’sul pc…..(ho fatto la battutaa!!)..Iosef vale sempre la pena soffrire per un amico specie se maschio!!!:-Daspetto dei titoli Micky come un vampiro il sangue!!!

  20. Hai fatto un\’ottima osservazione, Fabio. E forse questa rarità è un bene. Comunque l\’ho ammetto, ho pensato anche a te quando ho cambiato il colore.AHAHAHAHAHAH! Ridevo, Ariel……… ;p E peccato per il caffè ma è effettivamente un\’eventualità plausibile.Me ne sono accorto che lo consideri tale, Micky. Ma oggi è ancora il 9 del mese……..

  21. Iosef sei un birichino!!:-))cmq ho capito con amarezza che vi sono tante persone che preferiscono relazionarsi con iloro simili in apparenza intelligentima di forma scintillante piuttosto che altri di sostanza ricca ma di aspetto …sconfortante!!…ecco perche\’ho sempre investito energie in corsi di studio ed in restailing!!!:-D

  22. Il dilemma ci sarà sempre, Paola. Buona serata.Pure birichino…… Ariel, io investo energie in stupidaggini, vedrò se pagheranno in futuro.

  23. L\’intelligente non è buono.In caso d\’aiuto non ti allunga la mano, ma ti poggia delicatamente il palmo sulla nuca e, con sadico piacere, ti spinge sempre più sotto, nelle sabbie mobili.L\’intelligente è ipocrita.Stesso termine con cui descrive la razza umana, a lui ben nota.L\’intelligente non sono io. =)

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