Quale giorno

E’ un buon giorno per morire quello in cui le fatiche ti appaiono per ciò che sono, inutili.

Mentre il tempo è avverso, il vento e la pioggia non danno sosta, né tantomeno pace, e gli sguardi di chi ti passa affianco sono distanti perché troppo impegnati a lottare con ombrelli e cappucci. O del tutto disinteressati. Ha un sapore cinematografico, l’abbandonarsi intanto che il mondo si muove intorno.

Mentre il tempo è avverso, e corre verso scadenze a cui non si è in grado di far fronte. Le ore si svendono, e non si è capaci di farle proprie, i minuti neanche a dirlo, ridono di te che non ne sai apprezzare la durata. L’orologio ti è nemico ed il polso brucia d’impazienza. E il secondo, ultimo e crudele, si diverte ad urlarti nelle orecchie la sua fretta.

Se gli occhi che ti guardano sono di ammonimento o, peggio di delusione. Se v’è apprensione in quegli sguardi, paura di come si potrebbe finire. Le parole della più futile conversazione sono indurite dalla rabbia e dal dolore.

Quando l’amore è lontano. Gli amici sono impegnati, la famiglia se ne è andata. Ti giri attorno e non hai voce per nessuno.

Forse si, è un buon giorno per morire.

E’ un brutto giorno per morire quello in cui hai vinto. Con un colpo di fortuna, un atto di coraggio o un impegno a breve tempo, hai risolto ogni istante futuro e consacrato tutto il passato.

Se ancora non hai conosciuto donna. Senza aver capito che il sesso non è un gioco, né un motivo di vanto. Che l’amore è un fatto di testa e di pancia, e i suoi strascichi sono lunghi quanto una vita. Appunto.

Che non hai visto crescere un tuo piccolo gemello, non ne hai nutrito le speranze né misurato le ambizioni. Quando non hai deciso che per te stesso e ti manca la solidità di sapere oltre ogni ragionevole dubbio quel che è giusto e quel che è sbagliato.

Con la pancia piena e la testa vuota. Un bicchiere in mano, calore stretto nell’altra. Una buona compagnia e chiacchiere a profusione.

Certamente, è un pessimo giorno per morire.

Che siano buoni o brutti, il susseguirsi dei giorni è inesorabile.

 

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16 risposte a “Quale giorno

  1. mi piace la categoria d\’appartenenza..:-)….vivere e\’una farsa ora allegra ora triste e per me ogni giorno puo\’essere l\’ultimo o il primo di molti perche\’non ho rimpianti …

  2. wow Ariel, beata te! :)A me terrorizza il pensiero della morte, sarà che ultimamente sono sempre più convinta che questa è l\’unica vita che ci è data da vivere, poi solo il nulla! Che siano buoni o brutti, nessun giorno è buono per morire!!

  3. Non hai rimpianti, Ariel. E\’ sempre meglio aspettare il più possibile.Ma lo sai che la tua ultima frase, Mara, stavo per scriverla anche io…

  4. Quale giorno sia…. non ci è dato saperlo.Io ho visto la morte da vicino, molto vicino. E non è una bella sensazione. Sei impotente. Non riesci a proferir parola, ti si secca la gola e le mani diventano di ghiaccio. E continui a guardare l\’orologio. Lo fai sperando che le lancette portino via quell\’attesa, quelle ore che danno i medici come tempo massimo tra la vita e la morte. Crudele.. vero?Quando attraversi questo tempo… non è mai un tempo buono.Poi esiste il "male di vivere" come spesso io lo chiamo. Quando siamo insoddisfatti della nostra vita, del nostro tempo, della gente che ci circonda, di noi stessi, di un amore che non comprendiamo o che non ci comprende. E spesso malediamo quei giorni, malediamo quelle lancette e quel tempo che invece di correre, rallenta e non passa mai…Io ho passato anche questi giorni e non molto tempo fa.Sembra che la fortuna ultimamente mi abbia girato la schiena o se mi guarda lo fa per poco…. ma detto questo amo la vita.La amo di pancia, di testa, di cuore. Ho anche molti rimpianti. Qualche delusione. Ma ho anche deluso qualcuno che non meritava e che riponeva fiducia in me.Le lancette corrono inesorabili e vorrei viaggiare non solo con la fantasia o leggendo i miei adorati libri.Vorrei tempo per vedere paesi a me sconosciuti e vorrei regalarmi del tempo. Punto. Stop. Ho parlato troppo…Ma, cos è? Siamo in terapia?…. ;-)Buona serata Josef

  5. Ho sfiorato a più riprese quel momento e in situazioni differenti…..Di ogni volta ho nitido il ricordo dell\’essermi vista passare la mia vita davanti agli occhi in poche frazioni di secondo.Un susseguirsi frenetico di \’fotogrammi\’ fino a giungere a quel momento dove ti rendi conto che attorno a te tutto scorre con la stessa inesorabile cadenza e tu sei lì che ti senti le forze venire meno, e poi c\’è qualcuno o qualcosa che ti riporta alla normalità e capisci che c\’è ancora tempo….che non è ancora quel momento….E puntualmente mi viene da pensare che allora qualcosa \’dopo\’ ci dev\’essere….perchè in quella situazione il dolore e la paura lasciano spazio a una sensazione di profonda beatitudine…..

  6. Nessuna terapia, Paola. Di certo non voglio attribuirmi titoli che non posseggo. Però esporre certi argomenti può fare bene. E assistere alla propria vita, per poi darne un resoconto può essere un bella cosa.E lo sapevo, Ariel! Altro che Usain Bolt…………… sei una centometrista del buonumore, ti invidio per questo.Non so se e cosa ci sia dopo, Sonja. Può sembrare un atteggiamento superficiale il mio, ma non me ne sono poi preoccupato più di tanto nella mia vita. Forse perchè non prendo mai le cose sul serio. Dovrei applicarmi un pò di più.

  7. Io non ci penso (sebbene, almeno statisticamente, fra voi tutti mi sa che sono quello che ci dovrebbe pensare almeno un pochino…), non mi pare possibile…E quando penso ai giorni che passano penso solo con rimpianto a quelli che ho lasciato scorrere sprecandoli. Perché, anche se ne avessi infiniti ancora davanti a me, sprecare anche un solo giorno della vita è un delitto che andrebbe punito…

  8. il tempo….l\’impazienza…mi cogli nel vivo, caro Josef. Ci sono attese inevitabili. Andare contro tempo, fuori tempo, è questo quello che cerco di evitare. Ma poi….stare "a tempo" sarà poi quello che ci viene davvero richiesto? Quello che vogliamo? Di testa e di pancia, non solo l\’amore.

  9. Lo spreco dei giorni, Federico, è un problema che mi preoccupa non sai quanto. Risolverlo mi dovrebbe valere quantomeno un nobel.Troppo tempo hai messo immezzo. Dagli meno spazio, al tempo, Marta. E poi sarà che di testa e di pancia è un pò tutto.

  10. E\’ un pessimo giorno per cazzeggiare sul computer.Simulazioni di prima, seconda, terza, quarta e quinta prova mi stanno alle calcagna, prevenendo incontri ravvicinati del sesto tipo con essenze incomplete… o forse semplicemente non definite.I professori annunciano il giorno del giudizio con il sacro registro bluastro in una mano e un gessetto latteo nell\’altra; c\’invitano a non cedere in tentazione -la primavera, si sa, risveglia istinti primordiali e alla sopravvivenza della specie-.Però il tempo per leggere qualcosa di tuo si trova sempre;-)

  11. Scaglia, sfrutta il tempo libero in modo migliore. :DSarai il primo ad averne notizia, Federico. Mi ci applico un pò di più non appena risolvo il problema sull\’esistenza di Dio e sull\’eccessivo peso al decollo di un velivolo commerciale da medio/corto raggio.

  12. Il susseguirsi dei giorni è inesorabile…Quando arriva il sabato sono in pace, vado a dormire ed è già lunedì mattina…Ma se dovessi scegliere un giorno per morire, non morirei mai di lunedì, nessuno sarebbe triste, ma solo incazzati perhè il lunedì fa questi effetti…qualsiasi cosa succeda…Anche gli interisti se vince l\’inter.

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