Mafia d’annata

Il giorno della civetta dimostra che già nel corso degli anni sessanta del secolo scorso la mafia non esisteva.  Perchè se è vero che le parole raccontano fatti, voci che dichiarassero l’esistenza di individui, azioni ed interessi legati a cosa nostra non hanno fiato. Sono mute.

Questioni quali l’omertà, il rispetto deforme che si deve ai componenti delle cosche, le infiltrazioni mafiose nella politica a tutti i livelli sono questioni vecchie non meno di cinquant’anni. E se Sciascia, come specifica in una nota, ha scritto un racconto che non fa riferimenti a fatti e persone esistenti, è della realtà che scrive. Una realtà incredibile come la Sicilia e le persone che la vivono. E di questa straordinarietà il capitano dei carabinieri protagonista del romanzo si troverà suo malgrado innamorato.

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19 risposte a “Mafia d’annata

  1. quando abitavo a cagliari ero quella del “continente”come Bellodi che pero’sfiga sua ama la Sicilia tanto da rompercisi la testa…ti ricordi il discorso sui quaraquaqua’?
    l’ho sempre ricordato e condiviso ..mi sa che Tu sei come un capitano dalle maniere gentili e dai molti ideali che ama la verita’la chiarezza in un mondo che ne ha sempre meno.La mafia esiste gia’dentro di noi ogni volta che voltiamo lo sguardo o peggio guardiamo senza fare un suono un gesto .la mafia
    vuole .accettazione.passivita’.rassegnazione.la sua vittoria piu’grande non e’tanto e solo nel suo strapotere economico eo politico..no.E’nel convincersi che non puo’o potra’Mai essere diverso da cio’che di peggio noi ci aspettiamo.se mai un giorno ci dovrebbero riuscire la sua esistenza sarebbe garantita per l’eternita’.lo rileggero’.vale sempre la pena.

    • Che io sia come un capitano dalle maniere gentili è tutto da dimostrare… Poi basta leggere la cronaca per accorgersi di come le mafie siano dentro al tessuto sociale. Ogni qualvolta scadono i termini per l’arresto di un camorrista, con gli attentati sui cantieri calabresi, o i tentativi di arresto di onorevoli siciliani. Adoro Sciascia, eppure di lui questo è il primo e solo libro che io abbia mai letto.

  2. Leggevo il tuo post e provavo una sorta di sorda angoscia immaginando questa voce che vorrebbe alzarsi e denunciare, rimbalzare sui muri di gomma di una stanza senza porta nè finestre le cui pareti si stringono progressivamente fino alla resa rassegnata e al silenzio.
    Quello che la stanza vuole: attutire, assorbire e nascondere.
    Mi hai incuriosita, voglio leggere il libro 🙂

    • Era il mio obbiettivo, Sonja, incuriosire i lettori del post. Però mi sono accorto solo ora che al testo manca un pezzo… Devo smetterla di fare più cose contemporaneamente.

      • Allora ci sei riuscito in pieno 🙂
        Se ti serve qualche lezione di ‘multitasking’ son qui.
        In questo momento sto facendo 4 cose in contemporanea, sempre più difficile. 😀
        Beh allora attendo il completamento del post, la mia curiosità lievita come un’offella 🙂

    • Ecco aggiunto “non hanno fiato”. Riguardo il multitasking ti assicuro che sono un professionista della cosa. E’ quando oltre ad avere aperti due browser, un cad e un compilatore numerico, mi accingo a chiaccherare al telefono e ad insultare la mia autostima che vado in difficoltà…

  3. conosco bene sciascia, di lui ho letto tanto. era un uomo lucidissimo, ben consapevole di quello che avveniva nel nostro paese e di quello che sarebbe stato. molto spesso mi trovo ad immaginare, quando le cose intorno diventano troppo pesanti, cosa ne avrebbero detto quelli che troppo presto sono scomparsi, le persone che costituivano la coscienza e il rigore intellettuale di una parte di questo popolo di creduloni. se ti va potresti completare il ” cerchio ” vedendo l’ottimo film che damiano damiani ricavò dal romanzo di sciascia verso la fine degli anni 60. bellodi è franco nero, allora molto impegnato e molto presente nel cinema.
    grazie per il commento da me 🙂

    • Di Sciascia questa è la prima cosa che leggo e mi ha davvero colpito tanto. Leggerò sicuramente altro, e potrebbe essere una buona idea vedere l’alternativa cinematografica della storia.

  4. mi permetto un consiglio..una storia semplice…sullo stesso filone che di semplice non ha nulla se non la solita morale… “”Pensò di tornare indietro, alla questura. Ma un momento dopo: “E che, vado di nuovo a cacciarmi in un guaio, e più grosso ancora?” Riprese cantando la strada verso casa. »””
    …n.b.se a me sembri “tale “a te disturba?^_^cia’!

    • La mia prossima visita in libreria coinciderà sicuramente con un incontro con l’autore siciliano. Terrò presente il tuo consiglio.

      A me non disturba nulla, Ariel, soprattutto se non capisco il riferimento…….. -_-

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