Evoluzione della risata

Ci sono cose per cui non rido più. Molti dei soggetti che nutrivano la mia più sincera ilarità, o che facevano nascere risate false e circostanziali dettate dal senso comune o da macabro cameratismo, hanno finito di scuotere le mie guance. L’esperienza ha avuto buona parte del merito. Riconoscere quanto si ha di fronte come parte del proprio vissuto ne fa comprendere le imbarazzanti difficoltà, le sviscera dei goffi risultati e lascia in bella mostra solo le connessioni, non proprio divertenti, con quella che è o è stata la propria pantomima. Il passare degli anni fa ovviamente maturare anche una sensibilità più complessa, le dà una forma più definita e smussa molti degli spigoli vivi che la caratterizzavano. Diminuisce perciò la crudezza con cui si assimilano gli eventi riuscendo a distinguerne le tonalità, senza banalizzarli nei soli colori forti.

Di contro, sono molte le cose di cui ho cominciato a ridere. I motivi sono comuni a quelli prima descritti. Esperienza e sensibilità evoluta, in pratica ridere di sé e di quanto prima si viveva fatalmente. Sarebbe goffa superbia definire questo cambiamento come prova di maturità. Conoscere i perché nascosti dietro facce scure e lacrime accennate dovrebbe immunizzare dallo scuotimento della laringe e permettere una critica dell’evento profonda e asettica. In alcuni casi, invece, tutta questa comprensione non fa altro che accentuare la comicità della preoccupazione, del difetto o del sentimento che sia. Fatto sta che se si possiede una sufficiente dose di pietà e tatto, si può tranquillamente ridere voltando lo sguardo o nascondendosi dietro un’espressione di gravità. Questo sempre che l’intimità con la vittima non mi permetta di far lavorare a pieno il diaframma.

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13 risposte a “Evoluzione della risata

  1. ti sottostimi o sopravaluti a seconda…io lo trovo molto ben detto e veritiero…il dramma ormai e’sempre piu’ cammuffato da farsa la nostra pietas o e’cresciuta a dismisura o morta con effetti devastanti e cmq….in ogni caso …mi riconosco e non so se gioirne …ma si’ almeno l’esaurimento lo faccio venire agl’altri!! 🙂

    • Giusto, che l’esaurimento sia altrui. Credo.
      Sicura è l’inversione dei ruoli tra commedia e dramma, ma non mi metto a discorrere di evoluzioni sociologiche, mi riferivo per lo più ad un cambiamento personale e alla percezione delle cose.

      Comunque ritenevo leggere il post una bestemmia perchè credo di averlo scritto in ostgrogoto o in qualche lingua morta (ma da tanto tempo). 😀

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