A caccia d’innocenza

L’ho vista addentrarsi nel bosco, sola. Con quei modi ingenui, eppure in qualche modo affettati. Si sforza di apparire sicura, incurante di ciò che è nascosto ai suoi occhi ma che le raggiunge i timpani amplificato dall’inquietudine. Avanza rapida, frettolosa, graffiando le braccia scoperte contro i rovi ai bordi del sentiero e incespicando come se non fosse avvezza ad un corpo che aveva solo di recente cominciato a perdere i segni dell’immaturità, dell’infantilismo. Troppo alta per il suo viso ancora da bambina, quasi sgraziata nelle proporzioni e dall’incedere goffo. Sarebbe stato comico starla ad osservare se non fosse per le pulsioni che mi lacerano il petto e per la grossa quantità d’aria che sono costretto ad ingurgitare per tenermi calmo. Sono sicuro di non essere il primo a provare queste sensazioni, non sono l’unico. Non posso, io, essere il solo animale.

La seguo da diversi minuti, nascosto dalla vegetazione e dalle ombre che gli alberi proiettano. Attento a non essere scoperto, mi avesse notato l’avrei resa solo più nervosa e cauta. Ho memorizzato i suoi contorni e il suo odore, guardo lei e contemporaneamente le tracce che lascia dove la terra umida cede sotto i suoi piedi o tra le foglie marce, compresse innaturalmente dal suo passaggio. Tutti i miei sensi sono rivolti verso il suo corpo, la abbracciano, ne accompagnano i movimenti e la spingono sempre più avanti pur stringendola fermamente alle mie membra. Sono a caccia, eppure la fame che mi attanaglia è diversa dalle solite uscite, ha una vena di delirio e impazienza che le scende dall’orlo delle labbra. Quando mi accorgo che il passo rallenta, che la sua espressione è sempre meno contratta, capisco che è il momento. La supero di qualche decina di metri e mi metto seduto in attesa. In piena vista. Non c’è agguato che tenga ad un incontro fortuito.

Quando mi vede il suo passo diventa solenne. Seppure la testa è immobile noto che i suoi occhi si muovono disperati alla ricerca di uno spiraglio, di una deviazione da imboccare. Le è impossibile, discostarsi dal sentiero vorrebbe dire farsi ingurgitare dal bosco ed ammettere di essere spaventata. Ed io indosso il mio aspetto più innocente, ironicamente sembro un agnellino. La scusa che uso per fermarla è delle più innocue. Ora che mi è così vicina devo usare tutta la mia forza di volontà per dissimulare la frenesia che attraversa ogni singolo muscolo. La mia bocca, impastata di miele, la coccola per mezzo di parole che ne vezzeggiano l’aspetto e si preoccupano del suo stato di fanciulla lasciata in balia della foresta. Quando vedo che il porpora delle guance è meno acceso e l’espressione ha perso molta della tensione iniziale mi offro di farle compagnia per quel che resta del suo tragitto. Sono ad un passo dall’ululare vedendo la gioia che mi dimostra nell’accettare.

Mentre camminiamo l’uno affianco all’altra non posso fare a meno di tremare pensando a quando potrò finalmente strapparle via quel dannato mantello rosso.

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36 risposte a “A caccia d’innocenza

  1. trovo sempre interessante leggere storie conosciute sotto il punto di vista di un altro personaggio. ti è riuscito molto bene, complimenti. in questa fiaba ci avevo sempre visto solo allusioni sessuali (ma questo è un problema mio), nella tua versione, invece, ci vedo solo fame e conseguente violenza, quasi vitale. bravo.

    • Ma infatti originariamente questa fiaba era molto più cruda. Conteneva elementi sessuali e di cannibalismo. Sembra che venisse raccontata alla bambine per farle stare attente agli uomini che si rivolgevano loro con gentilezza (lupi…).

      Comunque avrei dovuto rileggere il post con più attenzione prima di pubblicarlo. Ci sono un paio di frasi che non mi convincono tantissimo ma ora non mi sembra quasi giusto correggerlo.

      • Le fiabe offrono la possibilità di leggere dei diversi percorsi di vita, nascondono passaggi fondamentali ed inevitabili del percorso di un uomo,problemi,difficoltà e ingiustizie in cui potrà capitare di trovarsi e le situazioni vissute dai personaggi possono dimostrare quanto sia possibile uscire anche da momenti terribili.
        Il “lupo cattivo”esiste davvero, a volte a due passi da noi, talvolta addirittura il lupo cattivo è chi amiamo di più e non è detto che sia maschio.

  2. ho sempre scusato il lupo.Cresciuta in un mondo dove mors tua vita mea mi dispiaceva per cappuccetto ma trovavo ingiusto che il lupo affamato dovesse essere punito perche’ era se stesso! era come odiare le gazze perche’ mangiavano i piccoli dei passerotti o la faina i pulcini ecc…quando la maestra la raccontava a scuola disprezzavo gli ohhhh ahhh delle mie compagne …caro cappuccetto avevi solo da startene a casa obbedire alla mamma o farti accompagnare dal cacciatore!…ovviamente io vedevo solo un animale affamato e non metafore eo altro…oggi il lupo e’travestito da agnello percio’ …

    • Credo che nel raccontare la favola nessuno desse peso alla metafora e il lupo rimaneva lupo. Un animale ha i suoi istinti e le sue necessità, un uomo dovrebbe essere capace di controllarli e se non può si traveste da lupo. E da questi uomini travestiti da lupi che la favola cercava di smascherare, credo.

      • si ma i vecchi la usavano per farci stare bravi….”se non la smetti se non lo fai il lupo viene a prenderti…!!!”..l’innocenza ha un fascino doppio rispetto al passato perche’ merce rara e si danneggia sempre prima…ci sono persone in cui sopravvive alle prove piu’ dure e diventa luce…ma solo se tu sei rimasto con qualche barlume interiore riesci a scorgerla oppure ne godi di riflesso ……… oltre l’eta’ condizione sociale ecc…vanno preservate come specie protetta…come i lupi appunto.

        • Sotto il punto di vista che credo tu abbia messo in evidenza mi posso definire sazio.

          Per il resto, ci sono varie cose di cui ho fame. Ma verso nessuna di queste in atteggiamento maniacale.

          • questa fiaba ha altri punti di vista, secondo te?
            comunque…per la fame, intendevo dire che il desiderio di qualcosa o di qualcuno ci rende più fragili, ma anche più intraprendenti
            una molla per osare
            credo che la fame, in senso lato, sia una spinta vitale fortissima

            atteggiamento maniacale…uhm…non so cosa sia, non ne soffro
            tu?

            • Sui punti di vista della fiaba, come ho scritto in un commento più sopra, ci sono diversi punti di vista. O meglio, sono versioni della storia differenti che contenevano elementi sessuali e di cannibalismo. In rete sono descritte un pò le varie versioni. Fondamentalmente serviva a mettere in guardie le bambine dagli adulti, anche quelli lusinghieri e troppo buoni.

              Sulla fame avevo capito male e questo probabilmente dimostra un mio atteggiamento maniacale. Colpito.

  3. Ma il cacciatore e la nonna che fine hanno fatto? Sono a mio parere i personaggi più significativi della favola.
    Perdenti e vittime , ma al tempo stesso positivi .
    Mentre sia il lupo sia cappuccetto sono due personaggi negativi. Il Lupo avido e furbastro, cappuccetto improvvida e forse maliziosamente ingenua ( non è una contraddizione in termini).
    ma il bosco oggi chi lo attraversa più, avendo l’incoscia speranza che al dilà di esso c’è una nonna divorata e un cacciatore pronto a fare il salvatore?
    Chi attraversa il bosco oggi ha più consapevolezza di quanto ne avesse cappuccetto: sa cosa comporta l’attraversamento.
    La morale quale può essere? Non rischiare sperando che qualcuno ti salvi. I cacciatori oggi son merce rara, di converso i lupi sono cresciuti nel numero.

    • Cacciatore e nonna li ho persi per strada. Per quello che avevo in mente non entravano e, sinceramente, non me ne sono preoccupato tantissimo. Sulla negatività di lupo e cappuccetto rosso non posso che essere d’accordo, sono entrambi esempi di come non si dovrebbe diventare, seppure in due modi diversi ma non del tutto opposti. Anzi, sembra quasi che che i due personaggi si completino e si formino a vicenda. Anche al di fuori della favola.

      Mi sa che ad attraversare il bosco sono i lupi, e se non si è lupi ci si camuffa in modo da sembrare tali. Anche per questo sembrano così tanti.

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