Sui rimedi alle mistificazioni

Ne ho sentito parlare la prima volta in quel periodo della vita in cui si è particolarmente sensibili a certi tipi di argomenti. Quando l’ingenuità è tale che si prende tutto per buono, la fiducia negli oratori non ha crepe e lo spirito critico non ha fatto ancora in tempo a mettere radici. Se poi l’argomento mette in allerta tutte le paure instillate nella prima infanzia al fine di rendere il bimbo ubbidiente, ogni ragionevole dubbio scompare e il desiderio di credere ed in qualche modo verificare la storia diventa incontrollabile. Tanto più che il racconto si personifica, ha un corpo che si muove e che è possibile vedere. Vive in una casa che tradisce un contenuto diabolico. Persone con mezzo secolo di vita in più sulle spalle non fanno altro che confermare con minuzia di particolari quello che ti ha appena detto il compagno di banco alle prese col primo foruncolo. A quel punto non puoi fare a meno che lasciarti imprigionare dalla fede e tramutarti in credente.

Si sta parlando di un figlio di belzebù. Di un seguace del signore delle tenebre. Di un satanista, di una bestia, di un procacciatore di male. Si racconta di come la sua casa fosse un covo oscuro, illuminata solo dalla luce flebile e tremante di ceri e candele. Pile di libri di magia nera, vangeli apocrifi, versi profani dipinti sulle pareti. Prova di coraggio era raggiungere la casa diroccata sulla montagna dove l’adepto officiava culti satanici e riti sacrificali. In quel luogo consumava amplessi selvaggi con donne possedute dal demonio. Erano in molti i ragazzini che si fregiavano dell’onore di aver visitato quelle mura, in pieno giorno e con la massima cautela. Nei loro racconti non facevano altro che confermare tutto quanto già si sapeva. Altro terreno leggendario era il cimitero. Lì il profanatore disseppelliva i corpi dei senza nome al fine di procurarsi materiale per le funzioni di cui sopra. Nessuno che gli rivolgesse la parola, terrorizzati che un solo vocabolo scambiato con lui rovinasse l’ascesa in paradiso conquistata con migliaia di messe domenicali e le abbondanti elargizioni al momento della questua. La sublimazione di odio e timore si è avuta con l’erezione di una statua dell’arcangelo Michele che schiaccia Satana, debitamente protetta da una teca in plexiglass, davanti la dimora dell’officiante luciferino.

Solo più tardi ho capito cosa si nascondesse dietro alla valanga di suggestioni che avevo assorbito. Quello di cui il personaggio è affetto non ha la forma del male infernale, nemmeno si è arrischiato a bere l’acqua venefica dello Stige. Il rosso di cui si circonda non è sgorgato dal sangue di vittime sacrificali. E’ comunista. L’altare per messe nere sulla collinetta che ci si arrischia a chiamare monte solo per abitudine non esiste. La luce delle candele illumina si casa sua, ma per scelte ultra ambientaliste. I tomi impolverati saranno probabilmente la trascrizione di tutta la produzione marxista, trotzkista, gramsciana o di chiunque altro abbia parlato a riguardo. Le vignette satirica appesa davanti al portone non sono mai state immagini sacrileghe. Oddio, forse queste lo erano.

Sta di fatto che da qualche tempo a questa parte paure e timori sembrano ridimensionati, se non svaniti del tutto. Il progresso non c’entra niente. La massificazione culturale, lo sviluppo sociale, l’evoluzionismo mentale non hanno alcun merito né in alcun modo hanno preso parte alla cancellazione di una credulità popolare tanto a fondo radicata. Sono stati il tressette, la briscola e la giarretta a mettere in atto la rivoluzione intellettuale. In questi pomeriggi, davanti al bar e in un nutrito gruppo di anziani canuti e cinquantenni esasperati, si può assistere alle sue dispute verbali riguardo il carico a bastoni, la chiamata o meno del buon gioco o chi ha da pagare le peroni.

Annunci

24 risposte a “Sui rimedi alle mistificazioni

    • Non c’è dubbio. Diciamo che ci sono persone che si lasciano un pò prendere la mano e scambiano comportamenti diretti da una parte per altro. Sarà superficialità, ignoranza, noia. Non saprei.

  1. Maledetto Satanasso!
    Il cambiamento a cui va incontro, se nutriti di un briciolo di coscienza, è bello tosto.

    Molto peggio lo yogurt nascosto in frigo dalla maionese.
    Quello sì che è piuttosto cattivo.

    • Il cambiamento sotto coscienza è un atto contro dio e per questo va evitato nel caso in cui in un dio si ha fiducia. Sta di fatto che il punto è un altro, che le questioni di fede non dovrebbero mai essere questioni di non capire.

      Lo yogurt non lo conosco affatto bene, e la maionese ha una personalità controversa.

      P.s.
      Io non so di cosa qua stiamo parlando, ma dev’essere la birra.

  2. riflettevo che l’umano sentire viaggia a stereotipi
    e non cambia mai…
    chi si comporta in modo diverso e’ o visto con sospetto di eversione o deriso..
    se ci viene il dubbio di sbagliare giudizio e’ quasi sempre a posteriori(facio salve lodevoli eccezioni)
    me lo ricordo spesso con il rischio assurdo di una sospensione di giudizio spesso infinita…cmq non so se esiste il diavolo ma il male si traveste spesso nel suo opposto altroche’….
    .Non cambiare tanto resterai
    Per sempre un sognatore !!
    splendida la canzone un comunista al sole!!non e’ vero? 😀

    • In questo caso non credo neppure si abbia paura di aver sbagliato giudizio. Bene che va ti risponderanno che “hai ragione ma certe cose le ha fatte, è sicuro!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...