Sulle difficoltà del trapasso

Morire non è sempre un evento semplice.

La morte per asfissia è un fenomeno dalla tragica lentezza. La rapidità che certa cinematografia ha inculcato è oscenamente falsa. Gli strangolatori sarebbero mestieranti di basso livello e il mare esulerebbe da luogo dove spendere le proprie ferie. La stessa vasca da bagno andrebbe riconsiderata. Tutto questo per condensare l’atrocità della fame d’aria in pochi istanti. Per ovviare alla lungaggine dell’assenza di ossigeno nei tessuti l’impiccagione stessa utilizza degli accorgimenti. Il salto a cui sono sottoposti i condannati a morte ha l’obbiettivo di spezzarne il collo. In questo modo la morte si ha istantaneamente, o quantomeno si avranno paralisi e perdita di conoscenza così che l’ipossia possa lavorare di sottofondo. Bisogna poi porre attenzione alla dimensione della caduta, esagerando si corre il rischio del distacco della testa trasformando la pena in una decapitazione.

Condannare al rogo una strega non equivale identicamente ad ucciderla per combustione. Spesso sono i fumi esalati dalla pira a chiudere i conti. Ricordando la pigrizia con cui avviene il processo apnoico, si ha tutto il tempo per sentire il proprio corpo bruciare, assistere alla formazione di vesciche di grande estensione e alla necrosi dell’epidermide e di ciò che avviluppa. La brutalità delle ustioni apre ferite sufficientemente profonde alla perdita di plasma, alternativamente la pira può quindi portare ad un decesso per dissanguamento. Data la natura delle lesioni, le emorragie che ne conseguono hanno un’entità tutto sommato limitata. C’è a questo punto la vana speranza che il senso di confusione ed ebbrezza riesca in qualche modo a mitigare le funzionalità del sistema nervoso.

Sebbene i tempi di cui si è parlato non siano paragonabili alla settimana minima che la fame impiega a stroncare una vita, i minuti che trascinano alla fine dei propri giorni possono essere interminabili.

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41 risposte a “Sulle difficoltà del trapasso

  1. ci sono persone a cui applicherei volentieri tutti i supplizi ctati…uno per volta ovviamente…..ma tengo troppo alla mia bimba per correre il rischio di non vederla crescere…cosi’ non mi resta che immaginarli…..

    • Si lo penso anch’io. E ti dirò, è proprio così iniziato la questione ed è così che si andrà a chiudere il tutto. Sta di fatto che meglio non si poteva esprime.

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