Interrogativo rotabile

Devi salire?

No, in realtà mi piace tendere agguati ai treni. Arrivo trenta minuti prima dell’orario di partenza e ne aspetto quantomeno quaranta che il suddetto si presenti in stazione. L’attesa la passo nascosto dietro un palo dell’alta tensione nei pressi della pensilina in ferro battuto. Così, solo per il piacere di rischiare la morte dovuta a folgorazione. La probabilità di uno su tremila che un fulmine mi colpisca nell’arco della mia vita è troppo bassa, quindi, al fine di sperimentare la mia capacità come conduttore devo attenermi a prassi più elaborate. Dicevo. Giunta l’elettromotrice con il suo seguito di carrozze regali quanto lo possono essere i principi della termodinamica, lascio che la brigata assalti i vagoni alla ricerca di un posto a sedere. Cosa di non semplice attuazione. Bisogna scontrarsi con chi ha già occupato in precedenza e in solitaria un solo scompartimento. Questi temerari dei giorni nostri usano ogni mezzo lecito e non pur di ricostruire un habitat domestico, privato, pieno di calore familiare ed evitare che qualunque sconsiderato intacchi il loro territorio. Per cui la borsa insedia un seggiola, la giacca ne invade un’altra e le gambe stese quanto più possibile obliterano la postazione di rimpetto. Seppure si riuscisse ad evitare il tenzone, che spesso si limita ad occhiatacce raggelanti e frasi di circostanza e falsa cortesia, mentre in altri casi si assiste ad alterchi privi anche del garbo più fraudolento, i problemi non terminano. Bisogna a quel punto prendersi cura di un igiene depravata che attenta a quanto rimane della propria salute, ad insetti esotici, non ancora del tutto catalogati, inseguiti da orde di entomologi ed insettivori, e ad oggetti abbandonati (di solito particolarmente ingombranti) di dubbia natura (esempio caratteristico sono i sacchi di mangime per elefanti). Per ultimo c’è la sfida coi fluidi corporei lasciati ad impregnare e pigmentare i sedili. Il sudore è il più diffuso tra questi, ma al tessuto di origine sconosciuta che riveste le poltrone non è mancato di inzupparsi di sangue. Magari appartenente al distinto galantuomo appena sceso che con la massima non curanza si tiene premuta contro il viso quella che doveva essere una felpa, e che indossa un completo di emoglobina. Va  precisato, a quanto riferiscono i testimoni presenti sul materiale rotabile, che il signore era salito alla stazione precedente già nello stato che lo contraddistingue dalla massa incolume.

Ribadisco. Il fatto che mi avventi contro porte ormai sigillate, che dimeni il mio corpo alla ricerca di una forza sufficiente a scardinare l’uscio che mi separa da un viaggio tanto comodo e riposante, non significa che voglia salire. E’ tutta una farsa, una boutade, una messa in scena per chi a quell’ora ha il cervello sufficientemente funzionante per apprezzare la mia interpretazione. Il fatto che tu, con uno strappo alla regola, contro ogni buon senso e in barba all’orario e alla precisione, decida di lasciarmi entrare, non mi rende felice. In realtà sono salito solo per non metterti in ulteriore imbarazzo.

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65 risposte a “Interrogativo rotabile

  1. scansa il palo, senti ammè! 😀 spesso ” perdono ” elettricità come fosse il sudore del viaggiatore salito sul treno scarrupato che prendi per andare – ma dove vai? 😀

  2. Non prendo un treno da tanto tempo,ma capita che prenda il pullman e una volta mi capitò un tizio che aveva occupato un sedile con una borsa,gentilmente chiedo se è occupato e il tizio mi risponde di no ! 😳
    Io ANCORA gentilmente chiedo di toglierla che mi devo sedere ,lui risponde non troppo GENTILMENTE “perchè non mi vado a sedere da un’altra parte”? 😯
    Al che la mia gentilezza va a farsi fottere e urlo all’autista se la borsa ha pagato il biglietto,il “GENTILUOMO ” con la borsa si alza e va a sedersi da un’altra parte e mi guarda con odio feroce!! Non me ne è fregato niente! 😉 :mrgreen:
    Ps: Da premettere che 15 anni fa quando succedeva questo( senza falsa modestia) ero una che anche i morti si giravano a guardare ,per cui o era un misogino o era gay ! 😆 😎

    • Ho notato che a certi soggetti, e in certe situazione, nemmeno l’avvenenza smuove a gentilezza. O compassione. O semplicemente un pò di rispetto. Io, ad esempio, quando incontro questo genere di personaggi tendo a colpirli in contropiede con una gentilezza mielensa ed imbarazzante. 🙂

    • Se mi trovo con il giusto umore si so fare anche la sarcastica o la mielosa . 😆
      Ma quella mattina il mio umore era di prenderlo a calci in culo! :mrgreen:

  3. CHE BEL POST! maiuscola da gioia infinita per ..i Treni!! Ne ho presi ,persi ,sbagliati cosi’ tanti nella mia vita che non potrei contarli.Mi sono addormentata ho saltato la fermata , distratta sono scesa …a quella sbagliata …risalita …ridiscesa perche’ avevo guardato male..insomma mi e’ capitato di tutto e di piu’. Ho incontrato personaggi per lo piu’ deliziosi alcuni sono anche diventati amici e cmq indimenticabili ,subito un tentativo di rapina ,spaventata ecc…Ma mi sono sempre divertita un sacco perche’ ho preso sempre tutto con lo spirito dell’avventura…anche quando per poco geliamo senza riscaldamento in due ore di scompartimento ghiacciato!
    Ora viaggio spesso con la bimba in treno e cosi’ scelgo posti prenotati vicina al finestrino prima classe e comodita’…ma non dimentico i termo sotto le panche di legno le reticelle porta pacchi e le lampade vecchio stile…quanta nostalgia caro Iosef…quanta.

  4. Non so decidermi se è più figo il post o i commenti, e il post mi è piaciuto un tot.. adoro i mezzi pubblici, sono avventure allo stato puro a due passi da casa. Penso che ci passerei la vita a studiare e catalogare persone e situazioni se solo qualcuno mi pagasse.

    • Io dico i commenti, ma sono un interlocutore interessato.

      Sui mezzi pubblici sono d’accordo. Sono davvero troppo interessanti e ne vedi capitare di tutti i colori. Purtroppo in alcuni luoghi e per certe persono sono una sorta di condanna perchè funzionanti male, strapieni, eccetera, ma ad avere un pò di fortuna si riesce a “divertirsi”.

      • Più che altro non bisogna avere fretta nè pensare che siano in orario, siamo in Italia, ricordiamocelo sempre. Però con una buona dose di ironia e di pazienza penso anch’io che ci sia molto materiale per divertirsi e molte storie da raccontare. Una specie di scuola di vita.

              • stavo pensando che non abbiamo parlato della toilette!!per me e’stata fondamentale,rimasta chiusa dentro sulla tratta torino milano mi ha salvato il mio futuro migliore amico che ancora un po’ la fece li’ incapace di scegliere tra l’abbandonarmi al mio destino o chiamare un controllore!! da allora la tengo….
                😀 !

                • 😀
                  E ci credo che è diventato il tuo migliore amico!
                  Io ho abbandonato l’uso della toilette ferroviaria da lungo tempo, e mai chiuso dentro… Anche se mi è rimasta impressa quella volta che sull’eurostar Roma-Lecce una signorina si è fatta il tratto Benevento-Brindisi nella ritirata…

                  • senti Rocco non e’ che era senza biglietto o aveva finito ..la carta??? e’successo!!!! ma non a me…. sia chiaro!! 😀

                    • Sono gli stessi dubbi che sono venuti a me… Considera che è uscita dal bagno a Brindisi e poi si è fatta il tratto fino a Lecce nel suo posto tranquilla… e non aveva nemmeno la faccia sconvolta (io avrei la faccia sconvolta se faccessi il tragitto Benevento-Brindisi nel gabinetto dell’eurostar).

  5. molti anni fa, credo oltre venti, il governo diede decine di miliardi, parlo di vecchie lire, allo studio di ricerca della Signora Prodi con l’incarico di realizzare un opuscolo sull’impatto ambientale dell’alta velocità. Non ci crederai ma diverse pagine di tale “opera”, sono state riempite per descrivere il comportamento delle vacche al pascolo durante il passaggio dei treni.

    Stando a quanto affermate, tu e gli illustri commentatori di questo blog, sarebbe stato più logico elargire tali capitali per studiare la fauna a bordo, non i simpatici bovini.

    ho una forte avversione nei confronti dei mezzi pubblici, eccezion fatta per gli aerei, visto che non sono obbligato a farne uso li evito accuratamente, Essendo un osservatore della umanità, vivo questa idiosincrasia come una lacuna. Chissà… magari passerò la mia vecchiaia su treni, autobus, metropolitane e tram.

    TADS

    • Avrebbe avuto ben più senso comprendere i motivi che generano i fenomeni poco fa citati, se non altro che per migliorare la situazione ed evitare spiacevoli inconvenienti. Ma l’ottimismo è una cosa persa da parecchio, così come il raziocinio. Sta di fatto che io invece non odio i mezzi pubblici, questo perchè, credo, non sono ad esempio costretto a prenderne troppi o troppo incasinati. Ad esempio a Roma sarebbe una tragedia prenderli quotidianamente, e ne ho una discreta conoscenza.

  6. Ho amato il treno fino ai 20 anni poi man mano diventavano solo più sporchi e se dovevi fare pipì una bella infezione da qualche batterio non te la toglieva nessuno ,per cui trattenevo e arrivavo a casa dolorante!
    Adesso viaggio poco e se proprio non posso farne a meno prendo il Bus!
    Ciao
    liù

    • Il treno per me è una necessità, e a parte qualche giornata diversa da oggi (3 ore per un percorso che solitamente necessità di 30 minuti), non mi posso lamentare troppo, proprio per gli orari a cui lo prendo. Poi la situazione cambia già se si ci si discosta di una mezzora e le cose diventano ben più complicate.

      • ma i disabili oggi riescono a scendere o salire? mi ricordo piu’ di una volta in cui si e’ tirato su e giu’ il la signora di turno a braccia…una sensazione di necessaria intimita’ che difficilmente dimentichi ..ora ti lasciano li’ mi sa…

  7. Spettacolare, ma non vuoi parlare del controllore che ti guarda male anche se hai l’abbonamento, del carrellino del cibo che passa suonando, delle bestemmie del tipo che arriva di corsa, di quello che si mette a correre nonostante il treno sia già partito…
    Dura vita, quella del pendolare che deve prendere il treno. E comunque, conoscendo un attimo i manutentori delle fs (se viaggi con trenitalia) rischi più di vedere prendere fuoco il palo per un corto circuito che di prendere un fulmine tu!

    • E io proprio per fuoco del palo mi accosto ad esso!!!
      E comunque avrei potuto scrivere un romanzo breve, ma non mi pareva il caso.

      E di carrellini del cibo nemmeno l’ombra, per fortuna.

          • Ah, per forza di cose un Ancona-Piacenza al ritorno alla sera lo prendo sempre, seppur per un tratto non troppo lungo, ma il carrellino non manca!

            Sei sicuro di volerlo sapere? C’è quello che ti chiede se conosci una bionda dall’altra parte del binario, quello che si ferma con te perchè non ha voglia di lavorare e allora ti fa vedere che anche lui ha il cellulare “tecccnolocico”…e sono solo alcuni! Per non parlare di quelli che li trovi a provarci con le ragazzine, cercando di offrire (a prezzi scontati, mica a gratis) bevande calde o bottigliette d’acqua, a volte pure biscotti. Cosa si deve fare oggigiorno per un po’ di socializzazione non si sa.

            • Effettivamente ad avere a che fare tutto il giorno con così tanta gente senza effettivamente avere contatti umani con nessuno deve essere una bella botta. Ci credo che poi arrivano a svendere i ringo per il sorriso di una fanciullina.

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