L’abito del monaco

Non fermarsi alle apparenze è una sorta di missione impossibile. Si ha bisogno di una grossa dose di pazienza, spirito d’iniziativa e la ricerca di punti d’incontro col soggetto in analisi. Tutte cose, queste ultime, di cui sono sprovvisto, e sono praticamente certo di non essere il solo ad esserne carente. Lo sforzo richiesto al fine di conoscere una persona, comprenderla e sviscerarne i contenuti più importanti e decisivi nel delinearne la forma morale, lo spessore culturale o i contorni del subconscio, è praticamente infinito. Inoltre questa profusione d’impegno può facilmente risultare vana o, a mio avviso nella maggior parte dei casi, non richiesta.

Una donna che indossa i tacchi ci tiene ad apparire più alta. Non in conformità coi centimetri o i pollici, decidete voi se affidarvi al sistema di misura internazionale o all’imperiale britannico, che il patrimonio genetico dei genitori ha lei fornito. Avvicinarla e domandare di porre da parte le calzature al fine di apprendere a pieno la sua natura in elongazione difficilmente sortirà un effetto positivo pur utilizzando i più delicati metodi di approccio e relativa indagine. Oltretutto alcune tipologie di tacco, che solitamente hanno un’estensione superiore ai tre o quattro centimetri, divengono uno strumento utilizzato proprio al fine di mettere i panni alla donna anche ad angolazioni che lasciano il campo visivo oscurato. Il ticchettare ritmato volterà miriadi di sguardi famelici. Il ragazzino (parlo di ragazzino perché oltre i vent’anni sarebbe da prendere in considerazione l’internamento coatto) vestito come un giocatore di basket a stelle e strisce pur non superando il metro e una mazza farà di tutto per convincervi della sua americanaggine. Le movenze, lo slang e il dialetto romano marcato sono tutte cose che provengono dai migliori videoclip musicali. Mancano i dollari a profusione, le Bentley taroccate e le femmine lascive ma l’intento di essere i gangsta più crudeli del momento è palese. Guai a pensarla diversamente, non è mai bello far piangere un bambino. Da tenere in debita considerazione sono i giovani dentro che tanta voglia hanno di mostrarlo anche da fuori. I loro atteggiamenti pieni di una affannosa giovialità, abiti attillati che trascendono il senso di verecondo, la frequentazioni di luoghi e locali che non prevedono l’assistenza per anziani danno una profonda idea di quanto ci sia veramente sotto gli abitini scollati.

Il dramma più grande, tuttavia, è quello di vedere disattese le proprio aspettative. Che dietro le spoglie di un cavaliere indomito o della pulzella da salvare si scopra un demone è un rischio che potrebbe non valer la pena correre. O peggio ancora. Il mostro a cui diamo la caccia, da cui allontaniamo i nostri cari perché non ne vengano sbranati, potrebbe rivelarsi un essere umano.

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18 risposte a “L’abito del monaco

  1. ciao Rocco,
    io credo che molte donne deambulino su tacchi alti, non tanto per sopperire ad una carenza di statura fisica, quanto per aiutare il culo a combattere contro la forza di gravità, acerrimo e implacabile nemico anche delle mammelle

    ha ragione Zanzathedog, l’ultimo capoverso è da Treccani.

    TADS

    • Non c’è dubbio mio caro TADS, il tacco intosta culo è un must anche per la più ingenua delle novizie. Pare strano, ma ci sono femmine che vedo spesso e che mai ho visto senza tacco. E che mai ho visto con indumenti poco attillati. Non dev’essere un caso.

  2. uhm…il tacco e’ una vanita’ un arma una sfida un rischio frattura.Io sono di uno snobismo mostruoso e di una vanita’ estrema cosi’ non mi trucco se non per lavoro e non mi inerpico su zeppe o stilo.L’abito e’ estremo come le calzature.Armatura da guerriera con simboli di potere annessi o hopresolaprimacosachecapita.L’immagine e’ tutto e meno della polvere.Dipende sempre dal contenuto.Puoi imbrogliare nel primo tempo nel secondo vai in affanno poi cala il sipario e resti al buio. Eppure hai ragione nell’intuire che molto moltissimo si gioca nel primo tempo.Da qui il travestimento.Ho molta piu’ tenerezza per il vent’enne travestito da chi vuole che per chi ha la mia eta’.Dio ci salvi se inconsapevole.Meglio che muoia sfracellata o strangolato dal fazzoletto da collo! 😀

    • Eddai…. magari ora non ci pensi, ma tra 20 o 30 la crisi di mezza età potrebbe colpirti in maniera terrificante condurti sull’orlo della pazzia. E così si va a colpi di fanciullagine anche coi mutandoni della nonna! Io non mi prometto niente, so che potrei essere capace di tutto.

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