Linea di fuoco

I fucilati sono per lo più disertori. Rinnegati di una causa in cui mai realmente si è creduto che hanno tentato una fuga disperata. Il problema è che senza un mezzo, una soma, e il necessario sostentamento non si riesce che a fare qualche chilometro nel deserto prima di venire raggiunti e riportati all’ovile. Si ha necessariamente bisogno di un complice, che, nella stragrande maggioranza dei casi, venderà le tue prospettive di libertà pochi minuti dopo averle conosciute o attenderà il suo turno prima di porsi dinanzi la linea di fuoco, molto più di rado. Avviene, meno di sovente, che la condanna sia comminata per l’assassinio di un commilitone. Questione di debiti inevasi e dadi truccati.

L’avvicendarsi delle esecuzioni non segue alcuna periodicità. L’assenza di ritmo, di un intervallo regolare, ha comunque dato la possibilità di percepire l’evento come abitudinario. Non v’è sorpresa quando il plotone di esecuzione viene chiamato a riunirsi nella piazza d’armi, non si ammassano folle di reclute curiose né gli ufficiali con più anni di servizio degnano della loro presenza il condannato. Sembra si stia svolgendo una faccenda privata. L’unico momento in cui l’avvenimento prende una dimensione percepita oltre il gruppetto responsabile della messa in opera della condanna è all’istante della raffica. Il rumore ammutolisce per un minuto, o poco più, l’intera caserma. E’ il tempo necessario perché si prenda atto dell’avvenuto, venga digerito, per poi proseguire quanto in quel momento era intenta a fare. L’unica prova di quanto accaduto è il corpo senza vita che viene trascinato verso la fossa comune. Mutilato dai proiettili che lo hanno privato del cuore, andrà a fare compagnia a coloro che ha tentato di emulare e a prigionieri che hanno perso il diritto di soggiornare dietro una grata. Il plotone di esecuzione è posizionato a circa due metri dal bendato, con non meno di sei fucili che puntano al centro del petto. Quando dico che gli è stato privato il cuore non mi riferisco ad una metafora della perdita della vita, non parafraso la morte. Sto parlando di un buco nel torace in cui si potrebbe infilare senza difficoltà il braccio di un uomo adulto.

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30 risposte a “Linea di fuoco

  1. una volta si chiamavano “disertori” e venivani fucilati, oggi si chiamano “pentiti” e vengono profumatamente stipendiati. Da un punto di vista dell’onore (termine in disuso), venir meno ad un giuramento, un patto di fedeltà, nel bene o nel male, è certamente la peggior colpa di cui ci si possa macchiare.
    Non esito a dirtelo Rocco, sei un drammaturgo nato. 😀

    TADS

    • Il tradimento è senza dubbio un atto spegevole, la loro collocazione dantesca alla fine dell’inferno ne è un esempio significativo. Ciò non vuol dire che le motivazioni che stanno dietro ad un simile atto siano le più disparate, a volte potrebbero essere addirittura accettate.

  2. concordo, ad esempio il tradimento coniugale è “accettabilissimo”,
    infatti Baudelaire diceva: “maledetto sia quell’uomo che per primo ha mischiato le cose dell’amore con le cose dell’onore”

    caro Rocco mi tocchi su un punto sensibile, un disertore non tradisce solo la Patria, non viene meno solo a un giuramento di fedeltà, un disertore rompe, spezza una catena di sopravvivenza mettendo a repentaglio la vita degli altri commilitoni, in guerra la tua vita dipende dall’operato degli altri e viceversa.

    TADS

    • TADS, capisco benissimo il tuo punto. La mia asserzione sul tradimento e sulla sua “perdonabilità” era riferita ad un senso del termine più vasto. Vastissimo. L’esempio Baudleariano ampliava e colpiva uno dei sensi da me compresi.
      Il disertore è certo qualcuno che ha oltrepassato un limite invalicabile. Praticamente uccide, come tu fai notare. E’ per questo che credo che anche in casi estremi, quando si è costretti dagli ordini, per dire, a commettere atrocità infamanti, la diserzione è comunque un gesto dal peso drammatico. E dalla valutazione non semplice. Probabilmente tutto dipende dal fatto che le spiegazioni semplici, le motivazioni immediate, non mi piacciono particolarmente. Nonostante io sia un sentenzionalista formidabile.

  3. ha avuto un incontro ravvicinato del terzo tipo con un cannone? ha incontrato una Iyalorixá che gli ha estirpato il cuore? ( troppe domande? 😀 )

    • Peccato, c’è gente che ci ha girato film intorno alle esecuzioni. Ci ha pubblicato romanzi. Scritto articoli e saggi. Tenuto conferenze. Creato associazioni contro e pro. E c’è pure chi ci ha scritto un post su questa cosa.

      • Le esecuzioni sono i vampiri del 2020!
        Spero in un romanzo in cui verranno narrate le folli disavventure amorose tra una ghigliottina e un fucile con baionetta.
        Naturalmente l’antagonista sarà la malcapitata vittima (umana).

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