Saluto incognito

Ammetto che la tua faccia non mi è nuova. Tale assenza di originalità nella visione dei tuoi lineamenti ha concepito il tarlo del dubbio, che ben si ritrova in una mente già ampiamente bacata. Ha libertà di movimento, percorsi già tracciati ed una quantità smisurata di nutrimento. La larva, nella sua crescita esponenziale, ha fatto si che uno sguardo scambiato di sfuggita sia durato quel millesimo di secondo in più necessario a trasformalo in un’attenta osservazione. Di quelle che mettono a disagio, in alcuni casi, o che attirano l’attenzione, nelle situazioni peggiori. Il dramma è che sono la persona più lontana da un fisionomista. Avrei difficoltà a descrivere anche chi mi si para davanti, non conosco le parole che tracciano una caratteristica fisica, o quantomeno non so associarle al connotato in questione. Mi limito a basso, alto, magro, grasso, bruno o scarlatto. Scusatemi per la lista. Ciò si risente anche sulle mie capacità mnemoniche, già di per sé vandalizzate da penurie genetiche e vizi capitali. Sono stato perciò condannato a ricevere un saluto. Di quelli che riempiono gli occhi di una piacevole sorpresa, vera o falsa che sia, e danno alle parole un che di strascicato. Un ciao più lungo del normale, necessario a riempire lo spazio di vocaboli e il tempo di questioni da affrontare, a cui si potrebbe accennare tranquillamente ma che non si fa per motivi di imbarazzo, incoscienza o semplice noncuranza. Da parte mia ho risposto al saluto e tirato dritto. Sempre tentennando, desideroso di capire e, magari, ricordare. Il treno, generalmente, ti dà numerose possibilità di distrazione e il mio interesse per la questione è andato lievemente scemando. E sarebbe colata a picco nel dimenticatoio se la stazione di discesa fosse stata differente. La qual cosa mi ha in parte tranquillizzato, non sono del tutto pazzo e ancora difetto di allucinazioni fisionomiche, per poi lasciarmi preoccupare ulteriormente per la degenerazione di quelle che avrei una volta chiamato attività neuronali. Inoltre non è che segua un codice particolare nel rifiutare passaggi dai non riconosciuti, ma davvero ho modi alternativi e validi per raggiungere casa. Il tuo insistere, sebbene dettato da quella forma di contorta cortesia figlia di una faccia rivista dopo lungo tempo, non mi convincerà.

La birra mi è venuta in soccorso. Ero alla seconda quando una rivelazione lancinante mi ha preso di sorpresa. Ho capito chi sei, e ricordo bene che a causa della condivisione del medesimo istituto d’istruzione gli incontri erano piuttosto frequenti. Ricordo anche l’indifferenza che mi veniva propinata, nonostante gli episodi in cui le conoscenze comuni avrebbero dovuto dare un effetto contrario.

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35 risposte a “Saluto incognito

  1. Gli incontri in treno sono imbarazzanti. Non sempre, ma spesso evito le persone perché so che poi toccherebbe a me sostenere il peso di una conversazione della quale so già che non sono interessati. Questi non incalzano e io m’interrompo, non sono un monologhista.
    Per fortuna ci sono anche delle persone normali, con le quali puoi parlare, e hanno piacere a scambiare quattro parole. Dio li preservi!

  2. saluto sempre anche chi non conosco saluto entrando nei negozi ed uscendo saluto la segretaria assente le persone in ascensore saluto.Ricevo in cambio sorrisi stupore sorpresa perplessita’ interesse ad oggi nessuno si e’ incavolato.magari stupito .Se l’ambiente non permette la fuga mi rilasso e guardo la pulsantiera il libro comparso per magia dalla borsa mando un sms importantissimo …. 🙂 il silenzio non mi fa paura quanto le chiacchere inutiliiiii!!!!

  3. “A letto stanco penso a frasi, gesti e poi collego
    il peso della fama non mi schiaccia,
    lo sollevo
    mama hai la faccia di una che mi può dare sollievo”

    Genio di merda. Non mi avevi detto di averci scritto un post.

  4. …”Ciò si risente anche sulle mie capacità mnemoniche, già di per sé vandalizzate da penurie genetiche e vizi capitali.”

    GRANDE, questo sì che è un alibi di ferro :mrgreen:

    TADS

  5. le donne amano gli uomini formato “cover di difetti”,
    soprattutto le “crocerossine” indefesse:
    “mi prenderò io cura di te”.
    scapp scapp, una femminuccia che ti “cura” è una vera iattura :mrgreen:

    TADS

    • Vabbè, è la storia di ogni coppia, di ogni donna e di ogni uomo. Se il principe azzurro non esiste allora la signorina farà in modo da renderlo tale. E più il compito è difficile, maggiore sarà il gusto nell’intraprendere l’impresa. 🙂

  6. infatti, hai centrato il problema,
    le donne si adoperano alacremente per “modificare” il proprio uomo,
    il bello è che una volta finito il “lavoro” lo mollano :mrgreen:

    TADS

    • In alcuni casi è così. Poi però ci sono soggetti talmente refrattari alle modifiche che si impiega una vita a renderli principi azzurri, e a quel punto è troppo tardi. Ti ritrovi col bastone, i capelli bianchi, figli di mezza età e nipotini vari…. 😐

    • Non so se questa cosa mi conforta, nel senso, magari pensavo che la gente mi salutasse perchè me lo “meritavo”. Ora avrò il dubbio della svagatezza. 🙂

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