Piccole soddisfazioni negate

Un uomo soddisfatto ha lo zippo carico. Dove per zippo s’intende un accendino meccanico, antivento, costruito negli Stati Uniti, a Bradford, Pennsylvania. Per carico, invece, che ha benzina a sufficienza perché la scintilla innescata dalla pietrina che friziona contro la rotella dia fuoco allo stoppino. Non c’è alcun riferimento sessuale sottinteso. Non ho alcuna intenzione di alludere ad organi riproduttivi di qualunque natura, genere e commisurazione. La libido che viene con sconcertante facilità associata all’aggettivo carico, con tutte le invettive ormonali, seminali, di gonfiore e tumescenza che si porta dietro non hanno la benché minima relazione con quanto detto in principio. Al contrario, se tutti questi sottintesi fossero reali e innegabili, soddisfatto risulterebbe un aggettivo fuorviante ed inadatto. Questa sagra della negazione serve semplicemente a dare il senso originale alle parole, a restituir loro un significato scevro dalla malizia che ingolfa le capacità cognitive che sgorgano dall’ammasso cerebrale dell’essere umano medio. Voglio che si comprenda appieno quanto sia appagante e sottovalutato l’ingenuo e semplice gesto di accendere una sigaretta.

Perché mi sta parecchio sul cazzo aver finito la benzina quando ho realmente bisogno di fumare. Proprio questo in un mondo dove i tabaccai sono stati debellati da una forma incurabile di serrande abbassate e le persone nel raggio di decine di chilometri hanno deciso in simultanea di abbandonare il vizio e gettare gli accendini attraverso le grate delle fogne.

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32 risposte a “Piccole soddisfazioni negate

  1. AHAHAHHA!!! io ho smesso di fumare ma ho sempre qualche accendino in borsa perche’ mi piacciono!! lo zippo poi! Ne ho alcuni decorati il mio preferito ha il simbolo della harley d.!
    i veneziani quelli in legno antivento classici color piombo insomma fantastici! Un mio amico nel ricaricarli si e’ fumato le sopracciglia ma questi sono dettagli…cmq e’ una tragedia rimanere scarichi…..e’ per questo che frego sempre i fiammifferi in hotel!!!! 😀

  2. Un mio amico aveva uno zippo. Un altro glielo chiedeva sempre, poi continuava i suoi discorsi con la sigaretta e lo zippo spenti in mano. Allora il primo amico, continuando ad ascoltare, gli passava un braccio dietro le spalle e *clic* gli richiudeva il coperchio. Si vede si è trovato nella tua stessa situazione e da allora è molto previdente nel risparmio del combustibile.

      • tempo fa lessi da qualche parte che durante un colloquio con la regina, una educatrice della famiglia reale inglese ebbe a dire: “saltare anche una sola volta il bagno delle 17,00 potrebbe condizionare l’intera vita del principino”
        la megera non avrebbe mai potuto immaginare quanto siano indelebeli e profonde le tracce lasciate da uno zippo “scarico” :mrgreen:

        tanto per rimanere in ambiti allusivi…
        il termine “scarico” fu adottato da De Sade per significare, nei suoi testi, l’orgasmo femminile devastante.
        Dicci Dottore, lapsus Freudiano o pura coincidenza? 😀 😀 😀

        TADS

        • Probabilmente lavoro dell’inconsio, il quale, essendo inconscio, mi fa dire cose che credo di non sapere ma che, probabilmente, ho stampate nel mio curriculum genetico.

  3. Uno zippo ha il suo perchè, soprattuto il gesto di chiuderlo in uno scatto con un preciso movimento del polso, non fumo, ma lo vorrei per accendere la mia candela/caminetto la sera…
    🙂

  4. Uno zippo da accendere in maniera figa è probabilmente l’unico motivo per il quale mi dispiace di non aver mai preso il vizio.
    Vorrà dire che caricherò e userò altro. E non siate maliziosi.

    • Ed è infatti uno dei motivi per cui mi “dispiacerebbe” smettere di fumare, non che ci abbia mai pensato seriamente. A prescindere dell’accensione più o meno figa.

      E sono sicuro che la tua ultima frase non contenesse nulla di malizioso.

  5. primo: la soddisfazione prescinde dal sesso, quello non basta mai.
    secondo: ti capisco bene, mi sono trasferito in una città con un clima a cazzo di cane.
    terzo: noi fumatori siamo ormai solo dei reietti ghettizzati.

    • Dannazione, è vero. Veniamo trattati come una banda di maniaci sessuali, come una specie inferiore, come un insulto al vivere in comune. E se fumiamo oltre una decina di sigarette al giorno si è d’incanto trasformati in ciminiere del più lurido ammasso industriale.

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