Poco incoraggianti inizi

Le giornate storte iniziano con una sveglia che non funziona. O probabilmente non sentita. In quel caso a rompersi dev’essere stato il sistema uditivo. Magari la soglia di attenzione si è presa una vacanza dal finesettimana, è noto a tutti quanto un minimo di rilassamento possa rivelarsi nocivo per il sistema nervoso centrale. Il riposo, pare evidente, uccide e danneggia le cellule neuronali invece di lasciare che passino qualche ora di disinteresse al mondo. Il fatto che assorbano percezioni labili e innocenti costruisce su di loro trappole di acido lattico, da cui dovrebbero essere esentate. A svegliare, se si è fortunati, è l’angoscia. Quella che sbarra gli occhi dallo sbigottimento di cui si comprende l’origine solo quando si ottiene una minima informazione sull’orario. Nei casi peggiori è il trasporto eccezionale travestito da camioncino che passando sotto casa genera una scossa la cui magnitudo viene registrata anche all’osservatorio vesuviano a buttarti letteralmente giù dal materasso. Mettendo in conto che il tempo di prepararsi e godere di un caffè è una chimera al pari della credibilità della politica italiana, si ha forse l’occasione di una doccia veloce, rigenerante e, di base, pulente. Giammai. L’approvvigionamento idrico è agli sgoccioli, osservazione che rende parecchio bene oltre che dimostrare la povertà di linguaggio dell’autore. Per cui ci si arrangia col mezzo litro d’acqua che mette a disposizione la tubatura e, ancora in parte insaponati, si corre verso la stazione con la speranza che il treno non decida di essere puntuale. Speranza che non viene disattesa, diamine! Questo perché la ferraglia su binari ha in realtà un’ora di ritardo. Evento che comporta l’ovvia perdita del simulacro di coincidenza e ulteriore attesa nella stazione più desolata e dimenticate dagli dei che io conosca. Quando si arriva a destinazione è troppo tardi per credere di riuscire a compiere qualcosa di anche lontanamente utile. Le persone sono insopportabili, le chiacchiere sempre vane e pedanti, gli impegni noiosi quanto mai sono stati. E’ lunedì, c’è tutto il tempo perché le cose peggiorino.

Poco incoraggianti inizi

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19 risposte a “Poco incoraggianti inizi

  1. Riassumendo: “mi sono svegliato tardi, mancava l’acqua, non ho avuto il tempo di farmi il caffè, il treno è arrivato tardi e si profila una bella giornata di cacca”. Interessante, davvero. Profondo, anche.

  2. non ci crederai ma quella mattina, caricando la sveglia, ho per sbaglio spostato l’ora, trasformando la successiva giornata di lavoro in una barzelletta poco divertente alla quale cerchi di sorridere per educazione. beh poteva andare peggio, poteva piovere, e lo fece.

    • Io lo so, ci sono dei giorni in cui il peggio non ha fine. E soprattutto capitano quando si ha predisposizione mentale nulla per sopportarli. Poi magari li racconti, ci ridi sopra. Fanno argomento. O appari come il solito lamentoso del cavolo.

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