Formula a pagamento

Riuscito a raggiungere il periodo dell’anno in cui attualmente ci troviamo, mi aspetto di ricevere quella che per me è una ricompensa e, in forma largamente minore, un diritto. Dopo aver superato una serie di incipit di depressione dovuti a giornate interminabilmente piovose, aver resistito alla voce interiore che mi invita con sempre maggiore intensità e frequenza ad impugnare un’arma bianca quando ho da relazionarmi con le persone ed aver evitato di dar fuoco a proprietà motorizzata sia pubblica che privata, il mio accumulo di cellule nervose richiede a gran voce, e a ragione mi arrischio a dire, una periodica fornitura di rilassamento ormonale e sfogo emozionale. Sarà chiaro, a questo punto, che se una parte dell’oggetto di svago a settimane alterne mi viene precluso la reazione non potrà mai essere di rasserenata accettazione. La sola idea di pagare la multinazionale del satellite per quello che fino allo scorso anno veniva gratuitamente (a scanso di canone) somministrato dalle reti di stato mi fa venire i crampi allo stomaco. Ho cercato di trovar pace nelle parole di decine di uomini e donne che trovano la formula 1 come uno sport noiosissimo e che anzi concilia meravigliosamente il sonno. In particolar modo la domenica, alle presa con la digestione di un ragù che ha impiegato un paio di giorni perché arrivasse a cottura, la pennichella pomeridiana verrebbe coadiuvata nel miglior modo possibile. Il mio caso è diverso. Avrete difficoltà a vedermi piazzato ad una ventina di centimetri dal televisore indossando la tipica tenuta del tifoso sfegatato. Maglietta, sciarpa e cappellino a tinta unita, scudetto della scuderia del cuore ricamato un po’ da per tutto e cori di incitamento con ola annessa non fanno parte del mio repertorio. Tutt’al più una discreta attenzione più il busto piegato innanzi nelle fasi di gara di maggiore interesse sono marchi distintivi del mio essere appassionato. Ho cercato a questo punto di ripensare a tutti quei tratti dello sport motoristico per eccellenza che nel tempo mi sono diventati fastidiosi o quantomeno di difficile sopportazione. Gli atteggiamenti da diva anni trenta di alcuni piloti, nonostante la loro perpetua carenza di risultati, è stata bilanciata dalle capacità fuori norma di pochi e dalla totale assenza di rispetto per la propria vita di certi altri. La castrazione a buon senso, sviluppo tecnico e spettacolo messa in opera da una larga parte delle regole della federazione va del tutto a farsi benedire quando la genialità di progettisti e direttori sportivi trova scappatoie al limite dell’inverosimile pur di eludere la camicia di forza fatta loro indossare. Nemmeno le due ali di fanciulle seminude e vivamente compiaciute che accolgono i tre migliori alle porte del podio mi sono mai andate a genio. No, per questo non c’è prodezza o meraviglia tecnologica che riesca a controbilanciare.

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15 risposte a “Formula a pagamento

  1. La Formula1, è vero, negli ultimi anni ha raggiunto livelli di noia tali da poter competere con il cinema di regime dell’Unione Sovietica. Ciononostante, come una cattiva abitudine che non riesci proprio ad allontanare, ho continuato a seguire tutti i gran premi. I commentatori tedeschi sono, ovviamente, tutti per il tedeschino scassamaroni che vince ormai da troppo tempo e scandalosamente contro la Ferrari. Quindi ho sempre preferito guardare i GP in streaming dalla tv italiana. Ora le cose si fanno molto più complicate…

    OFF TOPIC: ho sentito straordinarie leggende sul ragù napoletano. I miei colleghi (due napoletani ed un beneventano) ne declamano le proprietà con sguardi estatici. Tuttavia, non ho mai avuto il privilegio di verificare se le dicerie corrispondono al vero.

    • Non posso a farne a meno, è inutile dirlo. Il ragù è una droga. Poi ci sono leggerissime variazioni da casa a casa che lo rendono ad ogni tavola unico. Senza considerare che ci vogliono decine di ore perchè si cuocia.

      Ora invece toccerà a me mettermi a cercare lo streaming tedesco. Ma le loro predilezioni non preoccupano per niente. Non lo capisco il tedesco.

    • Ma come? Non hai la patente? Non sfrecci per le strade urbane ed extraurbane? Non poni attenzione all’assetto dell’auto prima della partenza? Non hai nessuno al muretto? E il pit stop non ti costa pure a te decine di migliaia di euro? E? E? E? E? E? E? E basta che sto esagerando.

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