Di certe coppie

Le mie fallaci facoltà cognitive mi hanno portato a credere che al fine di conquistare una certa tipologia di femmina sia fondamentale perseguire un’idea di virilità molto distante da quella in mio possesso. La cinematografia del ventennio ottanta/novanta era piena di energumeni cattivi e discretamente brutti. Il volto rigato dal sangue a priori e la parlata baritonale e rozza si abbinavano a inesorabili canottiere con gli aloni di sudore prestampati e alle movenze di un king kong in technicolor. Non che io discenda del tutto da questo tipo di personaggio, ho avuto la fortuna di guardare ripetutamente i film di 007 che mi hanno aiutato a costruire un senso del virile meno legato ai primati. I riferimenti alla pellicola non sono completamente campati in aria. Mi sono prima permesso di accennare ad una tipologia di femmina perché queste a cui mi riferisco sono ragazze e donne con addosso una bellezza da schermo. Ricordano cioè star e starlette che popolano la televisione e in parte anche il cinema. Le cui figure rassomigliano a fanciulle da copertina. E’ possibile, se non probabile, che abbiano effettivamente tentato di percorrere la via della valletta, partecipato a casting e selezioni, o che siano state realmente immortalate nel catalogo primavera/estate di una qualche neonata casa di moda locale. Se avete compreso il personaggio che ho tentato di descrivere cercate di raffigurare il maschio che di solito le accompagna. Sono terribilmente simili. Non è azzardato ipotizzare che la coppia condivida oltre all’amore anche estetista e parrucchiere. Fanno compere nello stesso negozio di abbigliamento, o boutique se preferite, alla ricerca di abbinamenti nei capi l’uno dell’altra. Guidano la stessa automobile, verosimilmente una smart, e fanno comparsate in luoghi dove non crederesti di incontrarli dispensando calorose strette di mano, baci sulle guance e sorrisi raccomandati dall’associazione nazionale dei dentisti. Mentre la metà femmina di tale unione posa il proprio sguardo esclusivamente sull’interlocutore del momento, o allo specchio improvvisamente spuntato da dietro un pilastro, il maschio rigira gli occhi alla ricerca di facce sconosciute e delle espressioni di questi stranieri. Non è mai chiaro se di ammirazione o scherno. Quando vanno via, rientrando sulla due posti elvetico-teutonica in sosta sul marciapiede, lasciano alle loro spalle facce inebetite per lo spettacolo a cui hanno appena preso parte, loro malgrado.

di certe coppie

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30 risposte a “Di certe coppie

  1. Il mito dell’uomo virile è solo un mito.
    È provato che le donne vogliono un bravo marito, con abbastanza buonsenso da non sacrificare la famiglia ai suoi trascorsi da agente segreto. Però certo gli addominali non dispiacciono.

  2. Detto ciò’ io distinguo L uomo che divide con me la casa ..deve essere intelligente simpatico di buon cuore e lavoratore …quello che divide il letto beh…..da urloooo! Ovvio no!! 😀

  3. Bel post, ogni volta descrivi gente che non fatico ad immaginare/riportare alla memoria.
    Tutta gente spaventosa. In questo caso ho un esemplare maschio che vive dentro le mie stesse mura, solo che non può permettersi la Smart (e odia lavorare, quindi non potrà mai permettersela).

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