Fenomeni che paiono normali – Un seriale torbido

Al pari del mostro di Loch Ness, dell’uomo delle nevi o del Bigfoot anche sui treni regionali della Campania vaga un’entità misteriosa. Nelle carrozze fioriscono foto dell’oscuro essere ritratto di spalle ed intento a salire a bordo di un convoglio. Sulla medesima stampa vengono raffigurati i miracolosi effetti del suo passaggio su sedili e pavimenti del materiale rotabile. Nonostante siano mesi che questi manifesti sono affissi, ormai del tutto simili a quelli che specificano la taglia di un ricercato del selvaggio west, del pulitore viaggiante non c’è traccia. Così come non vi è traccia delle sue fantomatiche abilità nel rendere i luoghi dove passa puliti e brillanti come nemmeno mastro lindo all’apice della sua fama era in grado di fare. Ai pendolari non resta che parlarne sottovoce, spaventati che qualcuno richieda per loro un trattamento sanitario obbligatorio.

Cosa spinga alcuni maschi fuoriusciti dall’età dello sviluppo, magari anche da tempi sospettosamente lunghi, a memorizzare sui propri dispositivi mobili immagini o registrazioni di fanciulle prive di vestiario ed inibizioni è una questione non di poco conto. Mi riferisco alla pornografia più banale, quella a cui si ha accesso con facilità da qualunque connessione internet. E’ possibile che sia per loro un qualche genere di trofeo, magari da condividere con una schiera di compagni o fedeli della pratica. Terrorizzati dai tempi di caricamento della pagina web origine del file, preferiscono possedere una copia fisica, di qualcosa che è molto aleatorio, e di immediata fruizione. Potrebbe anche capitare, va detto, che i personaggi in questione siano preoccupati dall’idea di dimenticare le fattezze di una donna, in particolar modo nuda. Sarà per distinguerla nel miglior modo possibile dagli appartenenti al loro stesso sesso.

In certi luoghi e ad orari ben precisati si ha la possibilità pressoché unitaria di incontrare assembramenti di essere umani terribilmente simili fra loro e che trattano argomenti di caso in caso sempre uguali. Nella romana San Lorenzo, durante lunghe nottate primaverili, si ode parlare del cinema di Truffaut e Visconti con la stessa serenità e ricchezza di argomentazioni con cui io tratto dei Simpson. Il contenuto dei loro dialoghi è riconoscibile già dall’abbigliamento, anche se si è fuori portata vocale o del tutto disinteressati. Le calze multicolori, arancione e viola su tutto e i borsalino con eccesso di cuciture sono solo due dei cartelli che avvisano “qui si fa cultura”. Assieme alla Duvel comprata nella bottega di articoli erotici con annesso frigo, dove non ho mancato di recarmi ad acquistare una super bock di cui non ricordo il nome. Ciò che mi riesce difficile da comprendere è dove, in quale opificio, zona industriale o centro di ricerca, vengono riprodotti in così elevato numero questi giovani alternativi.

Fenomeni che paiono normali – Un seriale torbido

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35 risposte a “Fenomeni che paiono normali – Un seriale torbido

  1. Le alternative mi piacciono, ma non so come approcciarmici. Con loro mi sento stupido e pure abbastanza brutto.

    Con i collezionisti non ho nulla a che fare, e devo ammettere che non ne vedo da parecchio.

    I treni puzzano di treni, e la cosa m’inquieta.

    • Per le alternative ci vogliono tipi alternativi. Per approcciarle dovresti organizzare una lettura in piazza di Flaubert, una retrospettiva su Antonioni o una mostra sul Klee di Centocelle.

      Fare dei distinguo coi collezionisti è fuori luogo, potrebbe anzi dimostrarsi controproducente.

      I treni sono inquietanti, anche per il puzzo.

      • Alternative che leggete questo blog: ci vediamo in piazza di Flaubert, questo giovedì alle 18:00, per un’appassionante retrospettiva su Antonioni, porto anche il Sangiovese, mi raccomando radetevi una parte della testa che quel taglio è bbello.

        Allora ti ritiro tutto.

        ABBASSO I TRENI

          • Correggo: ci sarà anche il nostro amico Rocco che ha scritto ottime cose su di voi, cerchiamo di accoglierlo come si deve, non fatemi sfigurare. Oltretutto per l’occasione parlerà di Visconti con un approfondito approfondimento su “Ossessione” e sul neorealismo del cinema italiano.

            Non è mai tardi.

            Bici sinonimo di allegria, sicurezza e gomme a terra (3 in 4 settimane, mio ultimo e aggiornatissimo record)

            • Verrò sicuramente accolto con clamore. Probabilmente seviziato. E col mio forbito parlare di cose di cui non ho conoscenza aumenterò il mio livello di gradevolezza e interesse.

  2. I viaggi in carrozza offrono ancora molti spunti di riflessione sull umana condizione ( L iPad mi scriveva sputo e questo lapis freudiano la dice lunga..) comunque è’ talvolta meglio di un buon giallo .io posseggo per tua necessaria informazione salviette di lisoformio pronte all occorrenza e posso disquisire di buster keaton così’ come di capitan fracassa con chicchessia….perché’ viaggiare si sa rende aperta la mente 🙂 !

  3. Io adoro i treni…..pur avendo un terribile passato da pendolare!

    Per la seconda questione non ho risposte, avrei solo tante, tante, tante domande.

    Per la terza, non sono abbastanza originale da poter essere accettata da quel tipo di gruppo.

  4. Trovo d’un fascino al di fuori del comune lo stato in cui riversano i mezzi pubblici, sarà per la mia malsana e sicuramente psicoanalizzabile passione per l’archeologia urbana….

    • Ma lo stato dei mezzi pubblici è prova che l’archeologia urbana è pure in movimento. La vecchitudine, assieme all’abbandono, che mettono in mostra certi treni, tram e bus ne è prova inconfutabile. Tuttavia, a differenza delle fabbriche abbandonate e degli ospedali mai finiti, codesti mezzi sono quotidianamente vissuti da incoscienti turisti e loro malgrado curiosi.

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