Vita di merda – adolescenza

Quando hai quattordici anni la vita è una merda se uno schiaffo dato al chiattone che voleva impersonare il ruolo del bullo nella nascente epopea liceale da luogo ad una ritorsione. Tanto per dimostrare che i comportamenti d’ispirazione camorristica sono generati da creaturi che pigliati da soli piangono per un buffetto. Stai ad aspettare il pullman per tornare a casa e si presentano gli sgherri. Un paio di falliti più grossi di te a bordo del califfone, senza casco e con le mani appoggiate sui fianchi. Potrebbero avere sedici anni così come essere trentenni, le facce di cazzo nascondono l’età meglio del botulino. Prima ti avvisano di trattare con rispetto il suddetto chiattone e poi ti mollano due paccheri, uno per guancia, al fine di sottolineare il concetto. Quello che fa male, per chiarire, non sono certo le guance. Botte, cadute in bici e paliatoni mistici hanno ampiamente tornito il fisico. A far inumidire gli occhi e a costringere i muscoli facciali a sforzi sovrumani per evitare un pianto a dirotto sono l’umiliazione e l’elementare senso di giustizia appena fatto a pezzi.

Superati i sedici ti accorgi che le cose non girano al meglio perché passi un’ora della tua vita a raccontare i cazzi tuoi ad una ragazza con cui ti sei ritrovato casualmente a chiacchierare. Narri a sta tipa di quanto tu sia follemente innamorato di questa fanciulla che vedi ogni mattina prima di entrare a scuola. Del fatto che pur non avendo mai rivoltole la parole e conoscendone a malapena il nome, la sua fisionomia e i suoi lineamenti trasudino una purezza e una bontà d’animo estranee a questo mondo. E’ solo alla fine del più classico sfogo con l’estraneo di turno che si affollano alla mente domande sul motivo di tanto interesse e partecipazione. Certo, la mattina dopo vedi la custode delle confessioni e l’oggetto della tua più sincera devozione l’una accanto all’altra. Non solo. Ti viene fatto notare che le due sono state avvistate assieme in una moltitudine di occasioni. Questa volta il viso ti si fa rosso, ma per la vergogna. E’ perché ti senti drammaticamente idiota. Va da sé che la love story unilaterale non è più stata la stessa.

Accade ad un certo punto che un’anima pia ti faccia comprendere che non sei il solo a credere di condurre una vita di merda. E’ ironico che la realizzazione di tale idea avvenga quando si è convinti di aver provato il contrario. Salvi una persona di sesso opposto con cui hai condiviso cinque anni della tua traumatizzante esperienza da liceale e che molto probabilmente non rincontrerai mai più al termine dell’esame di stato. E ti senti un eroe. La signorina, presa dall’euforia della gita in terra straniera, aveva esagerato con gli alcolici e si stava lanciando nella camera di un manipolo di studenti della provincia di Pordenone ben propensi ad accettarne la compagnia. Hai allora trasportato di peso la compagna nella sua stanza, messa a letto e aspettato il ritorno delle sue amiche (non era il caso si vomitasse in gola) dopo averle celermente contattate. Ancora allo scuro del fatto che il mattino dopo ti avrebbe atteso un grazie appena percettibile e un tris di domande sulla moralità della propria condotta. Evitare che se ne approfittino in cinque perché possa farlo uno solo è parecchio avvilente come accusa.

vita di merda - adolescenza

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34 risposte a “Vita di merda – adolescenza

  1. E’ drammaticamente vero.a quattordici anni primo ragazzo ma ero in compagnia Dell amica del cuore e mi sono divertita ben poco! Mica potevo mollar la da sola…sedici anni puoi farti una canna in Santa pace e ballare fino all esaurimento fregandotene del mondo intero ma qualcuno riesce sempre a romper ti lo sballo sul più’ bello con qualche sega mentale eo moralismo da colpa D alfredo….quasi diciotto…dai che sei un quasi maggiorenne hai migliorato L autostima e cominci a sentirmi una strafiga basta avere i tacchi e pure a….fregatene degl altri quanto basta per divertirsi in Santa pace!!!!

  2. Tutto sommato hai avuto una bella adolescenza…. pensa come saresti diventato se avessi frequentato “quella” scuola media…..

    • Avessi frequentato “quella” scuola media non sarei sopravvissuto. Nel caso contrario ora sarei noto come Rocco O’ Squartatore. Sempre che non sia realmente chiamato così e nessuno me lo ha detto in faccia per timore o decenza.

      • Il tasso di mortalità era di 2 su 10 bambini….
        Le ossa le custodisce il bidello che ha le cavi della cript… palestra.
        Però se ne fossi uscito tutto d’un pezzo (non dal punto di vista psichico, è ovvio), adesso saresti più duro di un eroe dei film d’azione anni 80….

  3. La maggior soddisfazione è vedere che i bulli dei tempi delle medie/superiori si sono poi trasformati negli sfigati tra gli adulti. Però che mazzate al carattere, quei tempi..

  4. Io credo sia un bene che l’adolescenza – rispetto all’età adulta – sprovveda il teenager dei mezzi per perseguire i propri impulsi e per avvalere le proprie riflessioni, per permettere a queste di placarsi dopo quel che basta per capire che non sei un superuomo o che decisamente non sei da meno rispetto a quelli che credono di esserlo.
    Questo “dopo” è un treno che molti perdono. Ma nel frattempo puoi sperare che qualcuno o qualcosa ti faccia capire che il senso non è sotto i riflettori, nelle storie eclatanti e negli abusi di qualunque comportamento. Altrimenti va a finire così:

    P.s. Hai agito bene

    • Quanto dici è inattacabile. Soprattutto perchè non ho il bagaglio culturale adatto ad argomentare una risposta sensata.
      Almeno ci provo a parole mie. Passare un’eternità della propria vita a credere di essere un idiota ti aiuta a dismisura quando capisci di non essere da meno agli altri. Ti eviterà di credere di essere superiore a questi fantomatici altri.

      Oddio, continuo ad essere un idiota.

  5. “…Le facce di cazzo nascondono l’età meglio del botulino.”
    Parole sante, ragazzo. Parole sante.
    Comunque molti elementi sono comuni a tutte le adolescenze… A volte vorrei leggere le parole di un ex bullo e vedere come ripensa lui a quegli anni. 😀

    • Di solito gli ex bulli non sanno scrivere e non hanno un blog. Non che tutti abbiano fatto una brutta fine o si siano dati al crimine o stanno in carcere. E che proprio, secondo me, non c’hanno motivo nè bisogno di raccontare certe cose. Magari qualcuno proprio per vergogna.

      • Credo che alcuni non si accorgessero neanche di quanto stessero ferendo gli altri.
        Una minima parte di loro non se ne rende conto neanche oggi, appunto sarei curiosa di leggere ciò che scrivono.
        Ma in effetti vedendo cosa ne è stato dei miei compagni di classe delle medie devo darti ragione: molti non sanno proprio scrivere… 😀

  6. “La pazzia è come il paradiso. Quando arrivi al punto in cui non te ne frega più niente di quello che gli altri possono dire… sei vicino al cielo”. Jimi Hendrix
    Per quanto riguarda l’umiliazione, guarda il lato positivo: la rabbia che ha generato in te può solo rafforzarti.

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