Gradazione degli effetti

Sono le quattro di mattina e guido un auto che non mi appartiene. Il proprietario, al sedile passeggero, ha appena vomitato una piadina, mezzo pacco di crostini, tre pale ale, due pils e una lager. E le patate fritte alla paprica, queste mi erano passate di mente. Hai un problema con l’alcol, sei un alcolizzato, mi dice. L’emesi, assieme alla mezzora di sonno cullata dai dossi delle statale, gli hanno donato sufficiente lucidità perché potesse mettermi in guardia dai danni che malto e luppolo fermentato infergono. Sembra che non stare male, non soffrire di crisi allucinatorie, non avere attacchi di risa isteriche alternate a blackout al limite dello svenimento sia prova di un problema legato al consumo eccessivo di birra. Ora mi contatta solo per andare a mare. Ed è strano, gli inviti al brindisi sono nati tutti da parte sua. Questo è il secondo caso in paio di mesi. Metà giugno, altra nottata e altro eroe. Nessuna espulsione di quanto ha somministrato nell’apparato digerente, in quella occasione, solo una interminabile nenia sul significato della sofferenza, sulle donne e i loro capricci e su quanto non fosse il caso di rigettare l’anima. Lamentazioni dovute alla nausea e allo stato di rincoglionimento da sbornia. Dice di aver bevuto troppo. Due tripel e una weiss, mi pare di ricordare, assieme a quantità industriali di pane abbrustolito condito d’olio e origano. A mio parere, invece, aveva mangiato male. Alla fine ti tocca avere l’ingrato compito di fare da balia sino all’alba. E’ da allora che non ricompare. Peccato, di continuo a ricordare quanto siano divertenti e gradevoli le serate in mia compagnia e ogni scusa è quella buona per rifiutare gli inviti che regolarmente invio. Non sono i primi due avventori e non saranno gli ultimi. Ci sono schiere di fantomatici bevitori che hanno tutta l’intenzione di farsi qualche birra in compagnia. E sono mesi che promettono il prossimo venerdì verranno a trovarmi, certo non come la settimana scorsa. Magari avevano il saggio di danza.

Gradazione degli effetti

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30 risposte a “Gradazione degli effetti

  1. eccheccavolo…. buttarla sul bere per probelmi sentimentali, checche…

    (venerdi hai tempo di farti una birretta in compagnia, avrei proprio sete e voglia di parlarti delle mie disavventure sentimentali)

    • In quel caso era buttarla sul bere per buttarla sul bere. I sentimenti li ha portati alla luce la birra.

      (Venerdì io bevo, e la compagnia è sempre bene accetta. Se vuoi parlarmi di disavventure e sentimenti non c’è problema. Ho una capacità scioccante nel far finta di ascoltare)

  2. Ho provato la super.ovviamente essendo una birra dolce artigianale e non birra mi è’ piaciuta un sacco.ne ho bevuto una bottiglia senza batter ciglio.e non ho vomitato la mia vita addosso a nessuno.sei un santo Rocco.io al tuo posto li mettevo con la testa fuori dal finestrino alzato il giusto e poi li lasciavo li’ a schiarirsi le idee andando ai 160 possibilmente…..

  3. Ho dovuto sopportare tante volte il penoso compito di ascoltare gente andata a male. Nonostante io avessi bevuto molto di più.Oggi è tutta un’altra storia.

  4. Pingback: Facce da birra #14 | Sull'orlo di una crisi di nervi·

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