Ritratto di un amico ancor giovane

Quell’uomo non sta bene, pensa che la legge di Murphy* non sia solo una presa in giro, lo stesso per il corollario alla legge di Murphy**.
Egli ha delle strane idee. Crede che si possa sopravvivere anche senza dover dimostrare niente, si accontenta di sapere di sè in solitudine. Inoltre si rende spesso antipatico, la sua noncuranza verso il prossimo è ripetutamente interpretata come senso di superiorità, tale cosa in parte è vera, tuttavia va anche intesa come un superamento dell’altruismo ad ogni costo per una maggiore cura di sè stesso.
Il mio amico è inopportuno. E’ capace di chiamarti nel corso del pranzo-maratona di Pasqua e di pretendere la tua presenza perchè LUI si sta annoiando, non ha niente da fare da ben cinque minuti. Spesso e volentieri se ne esce con affermazioni spiazzanti e punitive, di aspetto crudele ma di contenuto veritiero.
Non da mai soddisfazioni. Per lui tutto è dovuto, o meglio, è tutto naturale. La parola grazie è un orpello di cui si può fare tranquillamente a meno. Ho imparato a non ringraziarlo mai.
Capitolo donne. Non essendo lui un tipo canonico nemmeno segue i canoni dell’approccio all’altro sesso. Troppe volte si fa desiderare, molte altre si scoccia ancor prima che qualunque cosa abbia inizio. Ancora bisogna dire che è anche un tipo molto esigente.
Pur lamentandosi della ciclicità con cui passiamo il tempo è incapace di proporre alternative, quando se ne trovano se ne stanca con una rapidità sorprendente. Inappagabile.

Il mio amico se ne frega, nonostante ciò credo di averlo punto almeno una volta o due. Spero che il prurito causatogli non si riversi su di me con una serie di improperi o con la totale indifferenza.

* Se qualcosa può andar male lo farà.
** Quando tutto va bene finirà sicuramente con l’andar male.

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14 risposte a “Ritratto di un amico ancor giovane

  1. Di gente del genere non ce n\’è mai abbastanza o almeno…peccato non essere così, mi divertirei parecchio!

  2. Personaggio interessante…alquanto Lord Harry Wotton, se capisco bene…;)
    Secondo me si diverte; e se non si diverte, dovrebbe.

  3. Nelle osservazioni fatte su questo post ho notato che ci sono due punti ripetuti più volte, sia tra i commenti sul blog che tra chiacchere dirette fatte con alcuni amici.Il primo riguarda il presunto divertimento del soggetto in questione, che, date le sue caratteristiche, dovrebbe più o meno facilmente trovare piacere nel suo porsi rispetto alla vita, alle persone e a quant\’altro.Secondo punto. Il fatto che molti, almeno in parte, si riconoscano nella descrizione del tipo mi ha fatto prendere in considerazione due alternative, che non per forza si escludono a vicenda. In un primo momento ho pensato di aver fatto una descrizione troppo generalizzata, che non racchiude solo i tratti dell\’esaminato ma anche quelli di una fascia più larga di personalità, tra cui sono presenti soprattutto caratteri distintivi di persone a me vicine. In seguito mi è sorto il dubbio che le caratteristiche da me disegnate fossero oggetto di desiderio di una notevole quantità di soggetti, in quanto, appunto, divertenti, comode e realizzative. E\’ un pò come quando ci si inpersona nel protagonista del romanzo che si sta leggendo, seppur lontanissimo da noi,  a cui aneliamo di somigliare per rintracciare un che di eroico anche nella nostra persona.

  4. Un\’analisi molto profonda delle reazioni suscitate dal tuo post, il tuo ultimo commento.
    Io penso che sia notevole il desiderio di immedesimazione, considerato che l\’egocentrico, lunatico, solitamente belloccio e di successo con le donne (ma anche affetto da dolore cosmico, a volte) attrae chiunque. In effetti – quanto al divertimento – si dovrebbe distinguere: se il soggetto è realmente così abulico e dandysticamente stanco non si diverte, ma concepisce un comportamento e una visione decadenti (dunque, mestamente aristocratici); se come il più delle volte si tratta di una maschera di finzione, ed è così bravo da portarla con naturalezza, si diverte parecchio perché impressiona, sbalordisce, piace.

  5. Anche io sono il tizio a cui il post è ispirato. Lo sono perchè ho desiderato fortemente esserlo e perchè tempo fa sono stato colui che in piena notte si è fiondato per alleviare le noie altrui, e poi anche nel giorno che precedeva un esame importante, e nel giorno in cui mi sono ritrovato a consolare anche se in realtà io stesso ero inconsolabile.
    Ho sperimentato che a questo doveva corrispondere una fine e la fine è arrivata.
    Da quel momento godo per ogni tentativo di riconciliazione, per ogni messaggio che non avrà mai una risposta, per ogni motivazione non data.
    Da quel momento sì, io sono diventato "l\’amico ancor giovane"

  6. Credo, basandomi sulla mia esperienza personale, che il tendere verso una cura maggiore di sè stessi, la conquista di un egoismo salutare, sia uno degli stadi della crescita, una conquista o rivelazione che si ottiene con l\’esperienza.

  7. ..il tuo amico mi piace ed assomiglia terribilmente al mio…anche lui non si diverte…
    perche\’mi piaccia fa parte delmistero dell\’amicizia…e non voglio saperlo.ecco.:)

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